Boris Johnson dà una possibilità al capitale di rischio

Scritto da: Auther Bett
Aprile 28, 2020
  • Il governo britannico ha intenzione di promuovere le imprese ad alta crescita per superare questa situazione.
  • Lo schema denominato Future Fund vedrà le aziende ottenere prestiti convertibili tra £125.000 e £5.000.000,00.
  • Lo Stato propone di investire a fianco di partner privati, ma il loro collocamento non supererà il 50%.

Il governo di Boris Johnson ha annunciato ieri l’intenzione di promuovere le imprese ad alta crescita per superare questo difficile periodo di pandemia di Coronavirus. Lo schema statale ha definito il Future fund, che è costituito da un set per l’investimento in imprese da 250.000.000,00 sterline da distribuire attraverso la British Business Bank.

Il fondo ha l’obiettivo di aiutare le aziende in via di sviluppo che potrebbero avere difficoltà a tirare avanti nell’attuale crisi economica o che potrebbero essere state ostacolate dall’accesso ai finanziamenti dalle attuali politiche governative.

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In quello che molti oppositori politici possono percepire come un’arma per il Primo Ministro la cui supremazia politica, secondo l’esperto di sondaggi Sir John Curtice, è passata da “molto, molto forte” a “debole”, il governo emetterà prestiti convertibili che vanno da 125.000,00 a 5.000.000,00 di sterline a società qualificate.

Importanti venture capitalist hanno proposto una serie di misure per il finanziamento delle imprese nel Regno Unito, la maggior parte delle quali è stata ora ripresa nel nuovo programma.

Gli investimenti governativi a favore di varie imprese saranno effettuati sotto forma di prestiti convertibili (CLN), una tecnica di finanziamento comune utilizzata dagli investitori in capitale di rischio. Secondo i termini del finanziamento, i prestiti anticipati alle imprese saranno convertibili in capitale proprio con uno sconto del 20% sul prezzo per azione pagato dagli altri investitori.

Lo Stato propone di investire a fianco di partner privati, ma il loro collocamento non comprenderà più del 50% del fondo ponte.

Per poter accedere al fondo, le imprese dovranno soddisfare i seguenti requisiti:

  • La società non deve essere quotata in borsa, ma deve essere registrata nel Regno Unito;
  • L’azienda deve aver raccolto complessivamente 250.000,00 sterline da investitori privati di terze parti in una precedente tornata di finanziamenti negli ultimi cinque anni;
  • Deve avere una presenza economica sostanziale nel Regno Unito.

Si prevede che l’impatto del fondo si estenderà ben oltre il salvataggio delle aziende in tempi molto difficili. Gli esperti dicono che il piano potrebbe anche spingere le aziende innovative ad andare avanti, dato il ritardo dei concorrenti internazionali.

Alla fine, questa dovrebbe essere una grande notizia per un settore che contribuisce in modo significativo alla crescita dell’economia del Regno Unito, con il solo spazio digitale che si stima fornisca posti di lavoro a oltre 2,9 milioni di persone nel Regno Unito. Con questo, si spera che il governo abbia imparato dalle passate crisi finanziarie e salverà le aziende meritevoli, assumendo al tempo stesso un rischio strategico.