Ethereum completa l'hard fork, ritarda con successo la difficulty bomb

Ethereum completa l'hard fork, ritarda con successo la difficulty bomb
Ali Raza
03 gen 2020, 13:29 PM
  • Ethereum ha completato con successo un hard fork chiamato Muir Glacier e ha rinviato la difficulty bomb di altri 20 mesi.
  • La difficulty bomb è stata creata per aumentare la difficoltà di estrazione dei blocchi e congelare il network, il che avrebbe dovuto essere un incentivo per il passaggio a Ethereum 2.0 da parte degli sviluppatori.
  • Anche se finora non ci è riuscito, l'aggiornamento Ethereum 2.0 è previsto per il primo trimestre del 2020.

Ethereum ha appena completato l’hard fork Muir Glacier, la nuova soluzione che ha ritardato con successo la difficulty bomb del network. La bomba, che minacciava di congelare la rete a causa del forte aumento della difficoltà di creazione di nuovi blocchi, è stata ora ritardata di altri 20 mesi per cui non sarà un problema per un bel po’ di tempo.

La bomba è arrivata a sorpresa dato che è arrivata con diversi mesi di anticipo rispetto a quanto previsto. Ha sorpreso gli sviluppatori causando l’Ice Age, cosa che non sarebbe dovuta accadere prima di alcuni mesi.

Di conseguenza, il team ha ideato un nuovo hard fork chiamato Muir Glacier, che oggi è stato completato con successo.

Secondo quanto riferito, Muir Glacier ha interposto altri 4 milioni di blocchi tra il blocco attuale e il blocco che attiverà la difficulty bomb. Si parla di circa 611 giorni, che gli sviluppatori hanno intenzione di sfruttare per trovare una soluzione permanente al problema.

Ad oggi, il problema principale per quanto riguarda la bomba è prevedere come influenzerà la rete, a causa della sua imprevedibilità e del suo complesso meccanismo. Finora, gli sviluppatori hanno escogitato due potenziali soluzioni: rendere la difficulty bomb più prevedibile oppure rimuoverla del tutto.

Informazioni sulla difficulty bomb

La bomba è stata introdotta originariamente nell’agosto del 2015 e la sua presenza ha garantito un hard fork nel giro di 16 mesi dalla sua introduzione. Venne introdotta come un nuovo concetto che non avrebbe ridotto le ricompense ottenute dai miner (come l’halving di Bitcoin), ma piuttosto avrebbe aumentato il tempo necessario per minare i blocchi.

Tuttavia, anche queste strategie potrebbero causare il congelamento della rete, in quanto le transazioni non potrebbero essere elaborate a causa delle maggiori difficoltà. La sua funzione era questa, in quanto avrebbe dovuto “incoraggiare” l’aggiornamento a Ethereum 2.0, e costringere la comunità a raggiungere un accordo o rischiare il fallimento del progetto.

Sono passati più di quattro anni da allora e Ethereum 2.0 deve ancora arrivare, ora previsto per il primo trimestre del 2020. Nel frattempo, la difficulty bomb ha subito diversi ritardi, l’ultimo dei quali è stato appena completato. Tutto ciò ha portato anche a molte critiche al progetto, accusandolo di promettere troppo e concedere ben poco. Anche gli sviluppatori sono d’accordo sul fatto che inserire la difficulty bomb è stato un errore.

Comunque, se tutto va come previsto, la bomba non dovrebbe essere un problema per molto tempo ancora, e ETH potrebbe finalmente passare presto alla sua seconda fase.