I primi ETF asiatici sulle criptovalute debuttano a Hong Kong, la domanda rimane incerta

I primi ETF asiatici sulle criptovalute debuttano a Hong Kong, la domanda rimane incerta
Charles Thuo
30 apr 2024, 13:41 PM
  • Sei ETF spot sulle criptovalute, inclusi gli ETF Spot su Bitcoin e gli ETF spot su Ether, debuttano a Hong Kong.
  • Il debutto degli ETF sulle criptovalute attira l'attenzione degli investitori a Hong Kong dopo un inizio positivo.
  • Rimangono, tuttavia, dubbi sul ritmo di crescita della domanda di ETF cripto nella regione.

Hong Kong ha fatto la storia lanciando i primi Exchange Traded Funds (ETF) su Bitcoin ed Ethereum in Asia, in un evento a cui hanno partecipato i principali operatori del mercato finanziario del Paese.

Gli ETF, emessi da importanti aziende cinesi come China Asset Management, Bosera Asset Management e Harvest Global Investments, segnano una pietra miliare significativa nel panorama finanziario della regione.

Il debutto dei sei ETF spot sulle criptovalute ha attirato l'attenzione degli investitori, con gli ETF spot su Bitcoin di China AMC, Bosera HashKey e Harvest che hanno tutti registrato guadagni di oltre il 3% nelle prime negoziazioni, anche se in seguito si sono indeboliti a circa l'1,5%.

D’altro canto, i tre ETF sull’etere inizialmente venivano scambiati al di sopra dell’1% prima di diventare negativi.

Hong Kong guida gli ETF sulle criptovalute in Asia

L'approvazione da parte di Hong Kong degli ETF spot su Bitcoin ed Ethereum dimostra il suo impegno ad affermarsi come hub globale di asset digitali. La mossa arriva nel contesto degli sforzi per mantenere il suo fascino come centro finanziario, nonostante le sfide normative e la concorrenza di altri hub emergenti come Singapore e Dubai.

Con China Asset Management, Bosera Asset Management e Harvest Global Investments in testa alla classifica, Hong Kong punta a posizionarsi come pioniere nel mercato degli ETF sulle criptovalute.

I dirigenti di China Asset Management hanno salutato il lancio come un passo significativo, sottolineando che fornisce agli investitori istituzionali e al dettaglio l'accesso a un mercato regolamentato per lo scambio di criptovalute.

Il lancio degli ETF spot su etere a Hong Kong lo distingue dagli Stati Uniti, dove l’approvazione normativa per tali prodotti è ancora in sospeso. Sebbene la Securities and Exchange Commission degli Stati Uniti abbia approvato le modifiche per consentire gli ETF su Bitcoin, deve ancora dare il via libera a un ETF sull’etere, dando a Hong Kong un vantaggio nel mercato globale delle criptovalute.

Prospettive future e sentiment degli investitori

Nonostante l’iniziale accoglienza positiva, permangono dubbi sul ritmo di crescita della domanda di ETF sulle criptovalute nella regione.

Sebbene sia stata ottenuta l’approvazione normativa per i servizi di gestione patrimoniale virtuale, non è ancora chiaro con quale rapidità gli investitori adotteranno questi prodotti.

Mentre alcuni prevedono inizialmente una crescita lenta, altri, come Tongli Han, CEO di Harvest Global Investments, sono ottimisti riguardo al potenziale a lungo termine.

Han ritiene che il potenziale di mercato di Hong Kong superi quello delle sue controparti statunitensi, citando la capacità della città di attrarre investitori sia dall'Est che dall'Ovest.

HKEX prevede inoltre una crescita significativa per gli ETF spot sulle criptovalute, grazie alla ricezione e alla crescita degli ETF sui futures sulle criptovalute negoziati in borsa dalla fine del 2022.

Secondo una dichiarazione rilasciata martedì dall'exchange, il fatturato medio giornaliero combinato degli ETF sui futures crittografici quotati sull'exchange ha raggiunto i 51,3 milioni di dollari di Hong Kong (equivalenti a 6,6 milioni di dollari) nel primo trimestre del 2024, rispetto agli 8,9 milioni di Hong Kong. dollari un anno prima.

Inoltre, il co-fondatore di Nexo, Antoni Trenchev, in un'intervista alla CNBC martedì ha sottolineato l'importanza di essere un first mover nel mercato degli ETF crittografici della regione.

Ha suggerito che altri paesi della regione, tra cui Giappone, Singapore e Corea del Sud, potrebbero seguire l’esempio nei prossimi anni, alimentando ulteriormente la crescita degli investimenti in asset digitali.