FATF prende di mira i wallet di stablecoin: flussi illeciti da $154B nel mirino

FATF prende di mira i wallet di stablecoin: flussi illeciti da $154B nel mirino
Diya Poddar
04 mar 2026, 13:31 PM

Le stablecoin si stanno rapidamente espandendo oltre il trading cripto nei pagamenti e nei trasferimenti cross-border, ma i regolatori si concentrano sempre di più sui rischi legati al modo in cui questi asset si spostano tra gli utenti.

Un nuovo rapporto del Financial Action Task Force evidenzia che i trasferimenti peer-to-peer effettuati tramite wallet in self-custody possono bypassare gli intermediari regolamentati, creando potenziali lacune nella supervisione antiriciclaggio.

Il watchdog globale ha affermato che queste transazioni possono avvenire al di fuori dei sistemi di monitoraggio utilizzati da exchange, custodi e istituzioni finanziarie.

Con l'aumento dell'uso delle stablecoin nelle reti finanziarie, le autorità sono invitate a valutare come questi trasferimenti interagiscano con i quadri di conformità esistenti.

Wallet in self-custody e lacune di vigilanza

Il rapporto FATF esamina il ruolo dei wallet non custoditi o in self-custody nell'ecosistema degli asset digitali.

Questi wallet consentono agli individui di detenere e trasferire criptovalute direttamente senza affidarsi a un fornitore di servizi regolamentato.

Questa struttura può creare sfide per la supervisione antiriciclaggio.

Quando due utenti inviano stablecoin direttamente tra i loro wallet, potrebbe non intervenire alcun intermediario regolamentato.

I sistemi finanziari tradizionali si basano su istituzioni come banche o provider di pagamento per monitorare i trasferimenti e segnalare attività sospette.

I trasferimenti peer-to-peer effettuati tramite wallet in self-custody ricadono al di fuori di questi canali di monitoraggio.

La FATF ha dichiarato che questo crea una lacuna nel quadro di vigilanza perché le autorità non possono fare affidamento sulle entità regolamentate per rilevare e segnalare attività anomale.

Trasferimenti peer-to-peer sotto scrutinio

Il rapporto individua i trasferimenti peer-to-peer di stablecoin come una vulnerabilità chiave nell'ecosistema.

Queste transazioni avvengono direttamente tra utenti e non richiedono il coinvolgimento di fornitori di servizi di asset virtuali o istituzioni finanziarie soggette a obblighi di conformità.

Poiché questi trasferimenti possono avvenire al di fuori delle piattaforme regolamentate, possono limitare la capacità delle autorità di tracciare movimenti potenzialmente sospetti di fondi.

Le stablecoin stanno diventando di largo utilizzo nel mercato cripto.

Il loro design, tipicamente ancorato a valute fiat come il dollaro USA, le ha rese popolari per trading, pagamenti e trasferimenti internazionali.

FATF chiede monitoraggio basato sul rischio

La FATF ha esortato le giurisdizioni a valutare i rischi associati agli schemi di stablecoin e a introdurre misure di mitigazione proporzionate quando necessario.

Possibili interventi includono un monitoraggio rafforzato quando wallet in self-custody interagiscono con piattaforme crypto regolamentate come gli exchange.

Il watchdog ha inoltre evidenziato la necessità di obblighi antiriciclaggio e di contrasto al finanziamento del terrorismo più chiari per le entità coinvolte nell'emissione o nella distribuzione di stablecoin.

Il rapporto ha inoltre osservato che l'attività sulle blockchain pubbliche rimane tracciabile perché le transazioni sono registrate on-chain.

Tuttavia, la natura pseudonima degli indirizzi dei wallet può rendere più difficile identificare le persone dietro a specifici trasferimenti.

L'attività illecita rimane una quota ridotta

I dati citati nel rapporto forniscono ulteriore contesto sulla portata dell'attività illecita nel mercato crypto.

On Jan. 7, la società di analisi della blockchain Chainalysis ha segnalato che indirizzi cripto illeciti hanno ricevuto almeno $154 billion nel 2025.

La ricerca ha rilevato che le stablecoin hanno rappresentato l'84% del volume delle transazioni illecite.

Nonostante la cifra elevata, Chainalysis ha affermato che l'attività criminale rappresenta ancora una piccola porzione dell'attività complessiva sulla blockchain.

Le transazioni illecite hanno rappresentato meno dell'1% del volume totale delle transazioni cripto.

La FATF ha fatto riferimento a questi risultati per illustrare che, pur esistendo attività illecite, esse restano limitate rispetto alla scala complessiva delle transazioni di asset digitali.