Polonia dibatte leggi sulle crypto; inchiesta su Zondacrypto aumenta la pressione

Polonia dibatte leggi sulle crypto; inchiesta su Zondacrypto aumenta la pressione
Rony Roy
14 mag 2026, 18:33 PM

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Rischio chiave: Un compromesso politico che riduca i poteri sanzionatori della KNF (multe inferiori/minore autorità di ispezione) impedendo un aumento della spesa per la compliance.

Contagio Zondacrypto

Vendere esposizione verso exchange crypto polacchi tramite proxy quotati: short/underweight su fintech polacchi con ricavi significativi da trading/marketplace crypto (ad es. società legate ai volumi retail). L'inchiesta su Zondacrypto sta già causando prelievi e rischio di interferenze politiche; l'incertezza sulla legge finale ritarda l'onboarding dei clienti e aumenta il rischio controparte.

Rischio chiave: Una rapida risoluzione legale che stabilizzi Zondacrypto e ripristini i volumi retail, invertendo la pressione sui prelievi.

  • La Polonia ha avviato il dibattito su quattro proposte di legge concorrenti sulle crypto.
  • I deputati del PiS hanno proposto un divieto nazionale delle crypto.
  • L'inchiesta su Zondacrypto ha aumentato la pressione sul dibattito.

Il parlamento polacco è entrato in una fase decisiva della battaglia sulle politiche relative alle criptovalute dopo che i parlamentari hanno avviato il dibattito su quattro proposte di legge concorrenti sugli cryptoasset, rinviando nel contempo l'esame di una proposta separata che bandirebbe completamente il settore.

Secondo un rapporto dei media locali, il Sejm ha iniziato martedì a esaminare le proposte presentate dal governo del primo ministro Donald Tusk, dal presidente Karol Nawrocki, dal partito Poland 2050 e dal partito Confederation, con le seconde letture previste per giovedì. 

Lo stesso rapporto ha indicato che il presidente del Sejm Włodzimierz Czarzasty ha confermato che i parlamentari esamineranno la proposta di divieto sulle crypto presentata dal partito di opposizione Law and Justice solo dopo la conclusione del lavoro sulle quattro proposte attive.

A poche settimane dalla scadenza di luglio 2026 per l'adeguamento alle regole dell'Unione Europea sulle crypto, il dibattito ha intensificato la pressione sulla Polonia, che resta uno dei pochi Stati membri dell'UE a non aver ancora attuato completamente il quadro Markets in Crypto-Assets, comunemente noto come MiCA.

Scontro tra disegni di legge governativo e presidenziale sui poteri sanzionatori

La scorsa settimana il primo ministro Donald Tusk ha dichiarato che il governo reintrodurrà la legislazione sulle crypto dopo che bozze precedenti erano state respinte due volte dal presidente Karol Nawrocki.

Sia la proposta del governo sia quella presidenziale mirano a riallineare la Polonia agli standard MiCA, ma sono emerse divergenze su quanto potere debbano avere i regolatori. 

La bozza del Ministero delle Finanze consentirebbe all'Autorità polacca di vigilanza finanziaria (KNF) di infliggere multe fino a 25 milioni di PLN per ostruzione alle ispezioni. 

La proposta del presidente Nawrocki mantiene la sanzione massima a 20 milioni di PLN e prevede condizioni diverse per il blocco dei conti legati alle crypto.

Proposte parlamentari separate presentate da Poland 2050 e dalla Confederation sono state anch'esse introdotte per letture preliminari questa settimana, aggiungendo ulteriori divisioni a un processo legislativo già affollato.

Parallelamente, i parlamentarî del partito di opposizione Law and Justice, noto anche come PiS, hanno presentato una nuova proposta che mira a un divieto nazionale sulle attività di cryptoasset. 

La presentazione della proposta è avvenuta poco dopo che quattro deputati del PiS avevano ritirato il loro sostegno a una precedente proposta di legge sul mercato crypto presentata dal loro partito ad aprile.

Il presidente del Sejm Czarzasty ha descritto l'atmosfera politica intorno alla legislazione sulle crypto come “una specie di danza del diavolo”, sollevando interrogativi sui presunti legami finanziari tra politici e Zondacrypto. 

Inoltre, ha messo in dubbio quali eventi politici e quali parlamentari possano aver ricevuto sostegno collegato all'exchange e ha anche chiesto perché il presidente Nawrocki avesse respinto due volte la precedente legislazione sulle crypto.

L'inchiesta su Zondacrypto alimenta la pressione politica

Dietro la contrapposizione legislativa si trova la crisi in corso intorno a Zondacrypto, uno dei maggiori exchange di criptovalute della Polonia, che è diventato al centro di un'indagine penale per accuse di frode, riciclaggio di denaro e interferenze politiche.

I pubblici ministeri polacchi avevano ricevuto oltre 1.500 denunce da investitori coinvolti, con perdite stimate di almeno 350 milioni di PLN.

Le autorità hanno inoltre esaminato le affermazioni secondo cui l'exchange avrebbe cercato di influenzare il processo politico polacco attraverso finanziamenti di campagne legati a fondi potenzialmente illeciti. 

Rapporti precedenti citavano il primo ministro Tusk nel mettere in guardia sul fatto che la corruzione politica collegata alle piattaforme crypto potrebbe danneggiare la fiducia nel sistema finanziario e nel processo elettorale della Polonia.

In mezzo alle crescenti critiche, il fondatore di Zondacrypto Przemysław Kral avrebbe affermato in un video in lingua polacca che la pressione politica, le interferenze regolamentari e la copertura mediatica hanno contribuito a un'ondata di prelievi dalla piattaforma.

Mentre i parlamentari continuano a dibattere le proposte concorrenti, il settore crypto della Polonia affronta un'incertezza crescente. 

Secondo cifre precedentemente riportate, più di 1.400 entità registrate legate alle crypto potrebbero essere interessate se il Paese non riuscirà a stabilire un quadro unitario prima della scadenza del periodo di transizione dell'UE il 1 luglio 2026.