Il futuro delle criptovalute in Tailandia diventa più luminoso quando il paese approva il primo ETF Bitcoin

Il futuro delle criptovalute in Tailandia diventa più luminoso quando il paese approva il primo ETF Bitcoin
Vatsala Gaur
04 giu 2024, 16:04 PM
  • La Tailandia approva il primo ETF sul Bitcoin per gli individui con un patrimonio netto molto elevato.
  • L'ETF BTC di ONE Asset Management riceve un rating ad alto rischio e accesso esclusivo.
  • Il sostegno del governo e le modifiche normative rafforzano il mercato delle criptovalute tailandesi.

La Thailandia Securities and Exchange Commission (SEC) ha approvato il primo exchange-traded fund (ETF) Bitcoin (BTC) spot del paese, una pietra miliare significativa nel panorama in evoluzione delle criptovalute della Thailandia.

Questo nuovo prodotto di investimento, tuttavia, è disponibile esclusivamente per gli individui con un patrimonio netto ultra elevato (UHNWI) e gli investitori istituzionali, riflettendo la natura ad alto rischio dell’asset.

One Asset Management per lanciare ONE-BTCETFOF-UI

La SEC ha dato il via libera a One Asset Management (ONEAM) per introdurre il "ONE Bitcoin ETF Fund of Funds Unhedged and not for Retail Investors" (ONE-BTCETFOF-UI).

Questo ETF segna una mossa strategica per soddisfare gli investitori più ricchi della Thailandia, fornendo loro una strada regolamentata per investire in Bitcoin senza detenere direttamente la criptovaluta.

Il rating ad alto rischio sottolinea la volatilità di BTC

Secondo il Bangkok Post, al ONE-BTCETFOF-UI è stato assegnato un punteggio di rischio pari a otto, classificandolo come un investimento ad alto rischio.

Questa valutazione è dovuta principalmente alla famigerata volatilità dei prezzi di Bitcoin e di altri asset crittografici.

Per mitigare questi rischi, ONEAM investirà in 11 fondi globali per garantire la liquidità e la sicurezza dell'ETF. Questo approccio diversificato mira a bilanciare i potenziali rendimenti elevati con una sostanziale gestione del rischio.

Il crescente interesse della Thailandia per le criptovalute

Il mercato delle criptovalute tailandese ha registrato una crescita e un interesse significativi, soprattutto durante la pandemia di COVID-19.

Nel 2022, circa il 12% della popolazione tailandese si era impegnata in transazioni di criptovaluta, spinte dall'impennata di Bitcoin al massimo storico di 2 milioni di Baht nel 2021. Al momento in cui scriviamo, il valore di Bitcoin è salito a 2,6 milioni di Baht, ulteriormente alimentando l’interesse tra gli investitori.

Nel campo degli scambi di risorse digitali, la Thailandia vanta oltre 2,94 milioni di account utente, che rappresentano il 4,27% della popolazione. Questo numero supera la metà dei conti del mercato azionario del paese, evidenziando lo spostamento della preferenza verso gli asset digitali.

Tether rimane la criptovaluta più popolare, rappresentando oltre il 40% del volume degli scambi, seguita da Optimism e Perpetual Protocol.

Supporto governativo e contesto normativo

Il governo tailandese ha mostrato un atteggiamento favorevole nei confronti delle criptovalute, considerando il settore come un potenziale motore per la crescita economica.

Gli effetti negativi del COVID-19 sul turismo e il rallentamento delle esportazioni hanno messo sotto pressione il PIL della Thailandia, che è cresciuto solo dell’1,9% nel 2023.

In risposta, le autorità stanno promuovendo un contesto normativo che attiri investitori e startup, con l’obiettivo di posizionare la Thailandia come hub per il commercio di asset digitali.

Sono state inoltre apportate significative modifiche normative per rilanciare il settore.

A gennaio, il Ministero delle Finanze ha annunciato che il commercio di asset digitali sarebbe stato esente dall’imposta sul valore aggiunto (IVA). Questa mossa ha lo scopo di stimolare il mercato delle criptovalute rimuovendo la tassa del 7% precedentemente imposta sulle transazioni di asset digitali.

Posizione pro-cripto del Primo Ministro e prospettive future

L'uomo d'affari Srettha Thavisin, diventato primo ministro della Thailandia nell'agosto 2023, ha rafforzato l'attenzione sulle criptovalute.

Durante la sua campagna, si è impegnato a distribuire 10.000 baht (circa 280 dollari) tramite portafogli digitali a ogni cittadino thailandese dai 16 anni in su.

Questa iniziativa, sebbene ritardata, sottolinea l'impegno dell'amministrazione nell'integrazione di soluzioni finanziarie digitali.

L'approccio pro-cripto di Srettha, abbinato a un contesto normativo favorevole, ha attirato un notevole interesse da parte delle aziende globali.

A dicembre, Binance ha annunciato una partnership con Gulf Innova per lanciare Binance TH, garantendo al pubblico tailandese pieno accesso all'exchange di criptovalute.

Questo sviluppo segna la prima volta che Binance riceve una licenza nella regione, segnalando la crescente importanza della Thailandia nel mercato globale delle criptovalute.

Le istituzioni finanziarie adottano le tecnologie Web3

Le più grandi banche tailandesi, inclusa la Siam Commercial Bank, stanno esplorando sempre più opportunità nel settore delle criptovalute.

Questa tendenza è indicativa di una più ampia accettazione delle tecnologie blockchain e Web3 nel settore finanziario. Si prevede che tale integrazione sosterrà la crescita e l’innovazione del settore.

Quadro normativo cauto ma di supporto

La SEC tailandese svolge un ruolo cruciale nella supervisione del settore degli asset digitali.

Garantisce che le aziende si allineino agli standard normativi, in particolare per quanto riguarda le normative antiriciclaggio (AML) e sul finanziamento del terrorismo.

Gli operatori di risorse digitali sono tenuti a ottenere licenze e a rispettare le leggi locali, inclusa l’emissione di dichiarazioni di non responsabilità sui rischi per proteggere gli investitori.

In linea con l'approccio cauto della Corea del Sud, la Thailandia si era inizialmente astenuta dal consentire ETF spot su Bitcoin per proteggere il proprio mercato finanziario e gli investitori.

Tuttavia, la recente approvazione da parte dei gestori patrimoniali di offrire questi ETF agli investitori istituzionali e agli UHNWI segna un cambiamento significativo, riflettendo l’evoluzione del panorama normativo e la crescente fiducia negli asset digitali.