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Lincoln a Trump: come sono stati attaccati questi presidenti e candidati e cosa significa nella storia

Lincoln a Trump: come sono stati attaccati questi presidenti e candidati e cosa significa nella storia
Vatsala Gaur
14 lug 2024, 11:52 AM
  • L'ex presidente Donald Trump è stato colpito da un proiettile durante una manifestazione in Pennsylvania.
  • Gli assassinii di Lincoln, Garfield, McKinley e Kennedy portarono a cambiamenti significativi nella sicurezza presidenziale.
  • La violenza politica continua a destare preoccupazione, con crescenti timori legati alle prossime elezioni.

La recente sparatoria contro l’ex presidente Donald Trump durante una manifestazione a Butler, in Pennsylvania, ha riportato ancora una volta la questione della violenza politica in primo piano nella coscienza americana. Trump, che è stato colpito da un proiettile durante l'incidente, ha assicurato ai sostenitori che "stava bene".

L'aggressione, che ha provocato la morte dell'aggressore e di un'altra persona, è attualmente indagata come tentato omicidio.

Questo evento è l'ultimo di una lunga serie di attacchi contro figure politiche americane, ognuno dei quali ha lasciato un segno indelebile nella storia della nazione.

Trump si unisce a un elenco di leader presi di mira

L’impatto di Trump con la violenza non è un incidente isolato ma parte di un modello storico. Nel corso della storia americana, la violenza politica ha preso di mira presidenti e candidati, talvolta alterando il corso della storia.

I più notevoli di questi incidenti includono gli omicidi di Abraham Lincoln, James Garfield, William McKinley e John F. Kennedy, che hanno portato a cambiamenti significativi nel modo in cui i servizi segreti proteggono il presidente.

Assassini storici e loro conseguenze

Abraham Lincoln: il 14 aprile 1865, Lincoln fu assassinato da John Wilkes Booth al Ford's Theatre di Washington, DC La morte di Lincoln, avvenuta pochi giorni dopo la fine della Guerra Civile, gettò la nazione in un lutto più profondo e portò a un periodo di ricostruzione più duro sotto il suo successore, Andrew Johnson.

James Garfield: ucciso il 2 luglio 1881 da Charles Guiteau, la morte di Garfield due mesi dopo per complicazioni portò a riforme nel servizio civile, in particolare il Pendleton Civil Service Reform Act, che cercava di porre fine al sistema clientelare.

William McKinley: McKinley fu ucciso dall'anarchico Leon Czolgosz il 6 settembre 1901 e morì pochi giorni dopo per le ferite. Il suo assassinio portò Theodore Roosevelt alla presidenza, inaugurando un’era di riforme progressiste e una presenza americana più assertiva sulla scena mondiale.

John F. Kennedy: L'assassinio di Kennedy il 22 novembre 1963 da parte di Lee Harvey Oswald rimane uno degli eventi più traumatici della storia americana. Ha portato all’istituzione della Commissione Warren e ha scatenato dibattiti continui e teorie cospirative sulla vera natura del crimine.

Quasi incidenti e minacce continue

Non tutti gli attacchi hanno avuto successo, ma molti hanno comunque lasciato un impatto duraturo. Ad esempio, il presidente Gerald Ford sopravvisse a due tentativi di omicidio nel giro di 18 giorni nel 1975, entrambi da parte di donne, Lynette “Squeaky” Fromme e Sara Jane Moore.

Questi incidenti hanno evidenziato le vulnerabilità della sicurezza presidenziale e hanno portato a ulteriori miglioramenti nelle misure di protezione.

Ronald Reagan fu gravemente ferito in un tentativo di omicidio da parte di John Hinckley Jr. nel 1981, che quasi gli costò la vita.

La ripresa di Reagan e le successive apparizioni pubbliche hanno messo in mostra la sua resilienza, aumentando significativamente la sua popolarità e il suo capitale politico.

La violenza politica si estende oltre la presidenza

L’assassinio del senatore Robert F. Kennedy nel 1968, mentre era candidato alla nomina presidenziale democratica, sottolineò i pericoli affrontati da tutte le figure politiche di alto profilo, non solo dai presidenti in carica.

La sua morte, avvenuta meno di cinque anni dopo l'assassinio di suo fratello JFK, rafforzò ulteriormente la diffidenza della nazione nei confronti della violenza politica.

Anche gli ex presidenti non sono rimasti immuni. Theodore Roosevelt, dopo aver lasciato l'incarico, sopravvisse a un tentativo di omicidio nel 1912 mentre conduceva una campagna per un ritorno alla Casa Bianca.

Ha continuato il suo discorso nonostante gli avessero sparato, dimostrando un notevole livello di forza d'animo.

Prospettiva globale

Gli Stati Uniti non sono i soli a sperimentare la violenza politica. Sono stati presi di mira leader di tutto il mondo, tra cui il presidente egiziano Anwar Sadat, assassinato nel 1981, e il primo ministro svedese Olof Palme, ucciso nel 1986.

Questi eventi, come quelli avvenuti negli Stati Uniti, hanno avuto un profondo impatto sul panorama politico dei rispettivi paesi.

Attuale clima politico e sentimento pubblico negli Stati Uniti

L’attuale clima di tensione politica negli Stati Uniti ha portato a crescenti preoccupazioni riguardo alla violenza. Un sondaggio di Bloomberg News/Morning Consult condotto a maggio ha rilevato che la metà degli elettori negli stati indecisi temeva potenziali violenze in occasione delle elezioni presidenziali di quest'anno.

Questo sentimento era condiviso equamente tra democratici, repubblicani e indipendenti, riflettendo una diffusa ansia per l’ambiente politico.

Andando avanti

Il recente attacco a Trump serve a ricordare duramente la minaccia sempre presente della violenza politica. Mentre la nazione si avvicina a un altro ciclo elettorale controverso, le lezioni della storia sottolineano l’importanza della vigilanza e di solide misure di sicurezza.

Ogni incidente, da Lincoln a Trump, ha plasmato le politiche della nazione e il suo approccio alla protezione dei suoi leader.

Sebbene i servizi segreti siano riusciti a sventare numerosi tentativi di omicidio, la continua evoluzione delle minacce richiede continui adattamenti delle strategie di sicurezza.

Il modello storico di violenza contro le figure politiche negli Stati Uniti evidenzia sia la fragilità della democrazia sia la resilienza delle sue istituzioni.