Le riduzioni delle emissioni degli Stati Uniti sono fuori dagli obiettivi del 2030 previsti dall’accordo di Parigi
- Si prevede che gli Stati Uniti raggiungeranno una riduzione delle emissioni del 32-43% rispetto ai livelli del 2005 entro il 2030.
- L’investimento record di 71 miliardi di dollari in energia pulita nel primo trimestre del 2024 segna un aumento del 40% rispetto al 2023.
- I cambiamenti politici potrebbero potenzialmente avere un impatto sulle future riduzioni delle emissioni.
Nonostante i sostanziali progressi nella riduzione delle emissioni di gas serra, gli Stati Uniti restano lontani dal raggiungimento degli obiettivi 2030 fissati dall’Accordo di Parigi.
Gli ingenti sussidi verdi dell’amministrazione Biden e le nuove normative sul clima hanno ridotto significativamente le emissioni, ma non raggiungono l’ambizioso obiettivo di ridurre le emissioni di almeno il 50% rispetto ai livelli del 2005 entro la fine del decennio.
Progressi compiuti ma obiettivi ancora non raggiunti
Secondo una ricerca indipendente del Rhodium Group, entro il 2030 gli Stati Uniti riusciranno probabilmente a ridurre le emissioni tra il 32% e il 43% rispetto ai livelli del 2005.
L’analisi prevede inoltre un’accelerazione delle riduzioni, raggiungendo un livello compreso tra il 38% e il 55% entro il 2035. Sebbene queste cifre rappresentino progressi significativi, evidenziano la sfida di rispettare l’impegno di riduzione del 50% entro il 2030.
L’amministrazione Biden ha implementato una serie di misure legislative e regolamentari volte a ridurre le emissioni.
Tra questi spicca l’Inflation Reduction Act, che prevede 369 miliardi di dollari in sussidi per l’energia pulita.
Inoltre, l’Environmental Protection Agency (EPA) ha introdotto regolamenti per ridurre le emissioni delle centrali elettriche e dei veicoli.
Tuttavia, nonostante questi sforzi, l’analisi del Rhodium Group suggerisce che è necessario fare di più per allinearsi agli obiettivi dell’Accordo di Parigi.
L’investimento record di Biden nell’energia pulita
Il primo trimestre del 2024 ha visto un record di 71 miliardi di dollari di investimenti in energia pulita negli Stati Uniti, segnando un aumento del 40% rispetto allo stesso periodo del 2023.
Questo aumento degli investimenti sottolinea uno spostamento significativo verso fonti di energia rinnovabile come l’eolico e il solare, che sono fondamentali per ridurre le emissioni del settore energetico. Ben
King, direttore associato della pratica energetica e climatica di Rhodium, ha riconosciuto i progressi ma ha sottolineato che sono insufficienti per raggiungere l’obiettivo del 2030.
Riduzioni e sfide specifiche del settore
Le previsioni del Rhodium Group includono proiezioni ottimistiche per la riduzione delle emissioni in diversi settori.
Entro il 2035, le emissioni del settore energetico potrebbero scendere fino all’83% rispetto ai livelli del 2023, grazie all’espansione dell’energia eolica e solare e al calo dell’utilizzo del carbone.
Allo stesso modo, le nuove normative EPA mirate alle emissioni dei trasporti potrebbero portare a una riduzione fino al 34% rispetto ai livelli del 2023 entro il 2035.
Si prevede che le emissioni di metano derivanti dalle operazioni di petrolio e gas diminuiranno fino al 28% nello stesso periodo, grazie alle rigorose normative EPA.
Tuttavia, queste proiezioni comportano delle avvertenze. L’aumento della domanda di elettricità da parte dei data center e le potenziali sfide legali alle normative sul clima da parte della Corte Suprema degli Stati Uniti potrebbero alterare il corso previsto della riduzione delle emissioni.
A giugno, la Corte Suprema ha limitato l’autorità delle agenzie federali ribaltando una dottrina legale di lunga data che consentiva alle agenzie statunitensi di creare norme e regolamenti basati sulla loro interpretazione della legge.
Questa decisione potrebbe ostacolare i futuri sforzi normativi volti a ridurre le emissioni.
Cosa succede se Trump vince?
Le imminenti elezioni presidenziali aggiungono un ulteriore livello di incertezza alle ambizioni climatiche degli Stati Uniti.
Se l’ex presidente Donald Trump vincesse le elezioni, si prevede che si ritirerà ancora una volta dall’accordo di Parigi e invertirà molte delle politiche climatiche dell’amministrazione Biden.
Questo potenziale cambiamento di politica potrebbe avere un impatto significativo sui progressi degli Stati Uniti verso i propri obiettivi di riduzione delle emissioni.
La necessità di un’azione continua
Gli Stati Uniti hanno compiuto notevoli passi avanti nella riduzione delle emissioni, ma il percorso verso il raggiungimento degli obiettivi dell’Accordo di Parigi rimane irto di sfide.
L'analisi del Rhodium Group evidenzia l'importanza di sforzi sostenuti e rafforzati per ridurre le emissioni. I politici, le imprese e i consumatori dovranno tutti contribuire a una strategia globale volta alla decarbonizzazione a lungo termine.
I ricercatori prevedono che il forte calo delle emissioni continuerà tra il 2023 e il 2035, in particolare nel settore energetico.
Tuttavia, per realizzare queste riduzioni sarà necessario superare ostacoli significativi, comprese le sfide normative e la crescente domanda di energia.
Le iniziative dell’amministrazione Biden hanno gettato solide basi, ma saranno necessarie ulteriori misure per garantire che gli Stati Uniti rispettino i propri impegni sul clima.
Gli Stati Uniti hanno compiuto notevoli progressi nella riduzione delle emissioni di gas serra, grazie a ingenti investimenti nell’energia pulita e a rigorose misure normative.
Tuttavia, l’ultima analisi del Rhodium Group indica che questi sforzi non sono sufficienti per raggiungere gli ambiziosi obiettivi fissati dall’Accordo di Parigi entro il 2030.
I risultati sottolineano la necessità di un’azione continua e rafforzata per affrontare la crisi climatica in modo efficace. Con l’evoluzione del panorama politico e l’emergere di nuove sfide, mantenere lo slancio verso la decarbonizzazione sarà fondamentale affinché gli Stati Uniti possano rispettare i propri impegni climatici.
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