Lo sciopero del porto della costa orientale blocca le spedizioni e minaccia l'economia degli Stati Uniti

Lo sciopero del porto della costa orientale blocca le spedizioni e minaccia l'economia degli Stati Uniti
Deepali Singh
01 ott 2024, 07:16 AM
  • Lo sciopero rischia di costare all'economia centinaia di milioni di dollari al giorno.
  • L'ILA respinge l'offerta di aumento salariale del 50% avanzata da USMX, citando gli utili aziendali.
  • Biden respinge le richieste di ricorrere ai poteri di emergenza per porre fine allo sciopero ai sensi del Taft-Hartley Act.

Martedì i lavoratori portuali della costa orientale e del Golfo del Messico hanno indetto uno sciopero di massa, bloccando le operazioni portuali e causando notevoli disagi all'economia.

Lo sciopero avviene appena cinque settimane prima delle elezioni nazionali e rischia di avere un profondo impatto sull'economia statunitense, con potenziali costi di centinaia di milioni di dollari al giorno.

I porti che gestiscono oltre la metà del carico container del Paese sono ora fermi, con le navi ferme al largo e i container che si accumulano nei terminal principali.

Gli economisti prevedono che i danni economici aumenteranno man mano che lo sciopero durerà, e le industrie di tutto il paese si stanno preparando a diffuse interruzioni della catena di approvvigionamento.

Rottura delle trattative

Lo sciopero nasce dalle trattative contrattuali irrisolte tra l'International Longshoremen's Association (ILA), che rappresenta 47.000 lavoratori portuali, e la US Maritime Alliance (USMX), che rappresenta gli operatori portuali e le compagnie di navigazione.

Nonostante un'offerta last minute di aumenti salariali del 50% da parte della USMX, i colloqui si sono arenati quando il sindacato ha respinto la proposta, accusando le compagnie di navigazione di accumulare profitti offrendo pacchetti salariali inaccettabili.

Il sindacato ha affermato:

Gli sforzi per risolvere la controversia non hanno ancora prodotto risultati, nonostante la Casa Bianca abbia confermato di aver lavorato instancabilmente durante il fine settimana per scongiurare lo sciopero.

Effetti a catena economici

Si tratta del primo sciopero dell'ILA dal 1977 e giunge in un periodo di intensa attività sindacale in vari settori, tra cui quello dell'automotive e di Hollywood.

Anche se l'impatto economico immediato potrebbe essere moderato, gli esperti avvertono che se lo sciopero dovesse protrarsi, potrebbe causare carenze diffuse e significativi aumenti dei prezzi.

Tra i porti più colpiti ci sono quelli di New York, Baltimora, Savannah e Houston.

Con la chiusura dei principali hub di spedizione, i settori che dipendono dalle consegne just-in-time, come la produzione automobilistica, potrebbero dover affrontare ritardi paralizzanti.

Anche i beni deperibili come gli alimenti sono a rischio, poiché il 75% delle importazioni di banane del Paese passa attraverso questi porti.

Crescono le richieste di intervento

Gruppi imprenditoriali e repubblicani al Congresso stanno facendo pressione sul presidente Biden affinché utilizzi i poteri di emergenza previsti dal Taft-Hartley Act del 1947 per porre fine allo sciopero, ma Biden ha respinto l'idea.

"È una contrattazione collettiva. Non credo nel Taft-Hartley", ha detto.

Secondo un rapporto del Washington Post, gli analisti prevedono che prima o poi la Casa Bianca dovrà intervenire, soprattutto se le conseguenze economiche dovessero aumentare e le carenze colpissero i consumatori.

Il Conference Board stima che uno sciopero della durata di una settimana potrebbe causare perdite per 3,78 miliardi di dollari.

Con le trattative in stallo, crescono le preoccupazioni per possibili carenze e aumenti dei prezzi, mentre il tempo stringe verso una risoluzione.