L'UE pagherà un prezzo elevato per non aver acquistato sufficienti esportazioni americane, come sostiene Trump?
- Gli economisti avvertono che una frattura commerciale con l'Europa potrebbe spingere l'UE verso una recessione economica.
- Trump sostiene che il suo approccio proteggerà l'industria americana e ridurrà il deficit commerciale.
- L'Unione europea e gli Stati Uniti intrattengono relazioni commerciali di grande valore.
Le recenti minacce di Donald Trump di imporre tariffe elevate sulle importazioni europee, citando gli acquisti insufficienti di esportazioni americane da parte dell'UE, hanno riacceso i timori su una possibile guerra commerciale.
Con la coraggiosa promessa di imporre tariffe fino al 20% sui prodotti esteri se rieletto, Trump sostiene che questo approccio proteggerà l'industria americana e ridurrà il deficit commerciale.
Tuttavia, gli economisti avvertono che una frattura commerciale con l'Europa potrebbe spingere l'UE verso una recessione economica, con conseguenti potenziali perdite di posti di lavoro e un'intensificazione delle interruzioni della catena di approvvigionamento.
Questa analisi esamina se l'UE corre davvero il rischio di pagare "un prezzo elevato" o se le affermazioni di Trump riguardano più la leva politica che la realtà economica.
La vulnerabilità dell'UE ai dazi
L'Unione europea e gli Stati Uniti intrattengono relazioni commerciali di grande valore, con uno scambio di beni e servizi del valore di circa 1.000 miliardi di euro all'anno.
L'Europa dipende in modo significativo da questo commercio, in particolare nei settori ad alto valore aggiunto come macchinari, veicoli e prodotti chimici, che rappresentano quasi il 70% delle sue esportazioni verso gli Stati Uniti.
Secondo le previsioni economiche, i dazi proposti da Trump potrebbero rendere queste esportazioni più costose per le aziende americane, riducendo potenzialmente la domanda e tagliando le esportazioni dell'UE verso gli Stati Uniti fino a un terzo in determinati settori.
La Germania, che dipende fortemente dalla domanda statunitense per i suoi prodotti manifatturieri, potrebbe subire un impatto particolarmente duro, perdendo potenzialmente fino all'1,6% del suo PIL a causa di tali dazi.
Calo dell'1% del PIL dell'eurozona?
Gli economisti concordano ampiamente sul fatto che l'imposizione di dazi potrebbe avere gravi ripercussioni sull'economia europea, già messa a dura prova da altre sfide geopolitiche.
Ad esempio, Goldman Sachs prevede un calo dell'1% del PIL dell'eurozona se venisse imposta una tariffa universale del 10%.
Alcune stime suggeriscono esiti ancora più drastici, tra cui uno scenario recessivo in cui la crescita dell'eurozona potrebbe diminuire dell'1,5% entro il 2028.
Considerando che il commercio transatlantico sostiene direttamente circa 9,4 milioni di posti di lavoro negli Stati Uniti e nell'Unione Europea, una recessione potrebbe portare a perdite di posti di lavoro diffuse, soprattutto nei settori sensibili al commercio, come l'industria manifatturiera e le industrie orientate all'esportazione.
Gli Stati Uniti potrebbero essere coinvolti in conflitti commerciali più ampi
Oltre all'impatto economico immediato, la retorica di Trump suggerisce che gli Stati Uniti potrebbero essere coinvolti in conflitti commerciali più ampi.
Le sue minacce di imporre dazi del 60% sui prodotti cinesi potrebbero portare a un afflusso di prodotti reindirizzati verso l'Europa, costringendo l'UE a imporre tariffe protettive su tali beni.
Secondo André Sapir del think tank Bruegel, questo cambiamento metterebbe Bruxelles in una posizione difficile, spingendo probabilmente ad adottare misure di ritorsione per difendere il suo mercato.
L'UE ha già rafforzato le sue politiche di difesa commerciale in risposta ai dazi imposti dall'era Trump su acciaio e alluminio, ma una guerra commerciale totale metterebbe a dura prova queste difese.
Negoziare per la stabilità o per un vantaggio politico?
In risposta alle minacce tariffarie di Trump, l'UE potrebbe cercare di ottenere un'esenzione negoziata, simile all'approccio adottato durante la precedente presidenza di Trump.
Zach Meyers del Centro per la riforma europea ha detto a Euronews che l'UE potrebbe cercare di offrire a Trump delle concessioni che gli consentano di dichiarare una "vittoria" commerciale senza le ricadute economiche che comporterebbe una guerra commerciale su vasta scala.
In passato i leader europei e cinesi hanno concordato di aumentare gli acquisti di beni americani, un compromesso che potrebbe potenzialmente placare Trump senza aumentare le tensioni.
Mentre la retorica della campagna elettorale di Trump si intensifica, il suo approccio alla politica commerciale solleva interrogativi sulle relazioni a lungo termine tra UE e Stati Uniti.
Sebbene i suoi dazi siano presentati come misure di protezione per i posti di lavoro e le aziende americane, rischiano di stravolgere uno dei partenariati commerciali più redditizi al mondo.
Gli analisti avvertono che i dazi proposti da Trump potrebbero piacere alla sua base, ma le potenziali ripercussioni (un'economia UE indebolita e dazi di ritorsione) potrebbero ritorcersi contro, aumentando i costi per i consumatori statunitensi e incidendo sui posti di lavoro americani che dipendono dalla filiera di approvvigionamento transatlantica.
Alla fine, mentre l’UE potrebbe cercare di negoziare o offrire concessioni economiche, il “grande prezzo” di cui mette in guardia Trump potrebbe alla fine farsi sentire su entrambe le sponde dell’Atlantico.
Se entrambe le economie si ritrovassero intrappolate in tariffe tariffarie del tipo "occhio per occhio", il panorama del commercio mondiale potrebbe andare incontro a una notevole instabilità, con conseguenze non solo sull'UE e sugli Stati Uniti, ma anche sui mercati globali che dipendono dalla loro partnership economica.
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