"Acquisteremo Twitter per 9,74 miliardi di dollari": l'amministratore delegato di OpenAI respinge l'offerta di acquisizione di Musk

"Acquisteremo Twitter per 9,74 miliardi di dollari": l'amministratore delegato di OpenAI respinge l'offerta di acquisizione di Musk
Deepali Singh
11 feb 2025, 09:28 AM
  • Altman ha rifiutato l'offerta di Musk da 97,4 miliardi di dollari per acquistare OpenAI, proponendo invece di acquistare Twitter (X).
  • L'offerta di Musk fa parte del suo continuo tentativo di impedire che OpenAI si trasformi in un'azienda a scopo di lucro.
  • Musk sta cercando di riportare OpenAI alla sua originaria missione benefica come laboratorio di ricerca no profit.

La crescente faida tra Elon Musk e il CEO di OpenAI Sam Altman ha preso una svolta drammatica lunedì, quando Altman ha risposto all'offerta di Musk da 97,4 miliardi di dollari per acquisire OpenAI con una controfferta: una proposta scherzosa per acquistare Twitter, ora X, per 9,74 miliardi di dollari.

Lo scambio segue un rapporto del Wall Street Journal secondo cui un consorzio guidato dal CEO di Tesla aveva offerto 97,4 miliardi di dollari per la non-profit che controlla OpenAI, segnando il più recente tentativo di Musk di allontanare la startup di intelligenza artificiale dalla sua traiettoria a scopo di lucro.

Musk ha acquistato Twitter nel 2022 e ne ha cambiato il nome in X.

"No, grazie": la risposta sgarbata di Altman alla piattaforma di Musk

Ha affermato in un post su X, di proprietà di Musk: "no, grazie, ma compreremo Twitter per 9,74 miliardi di dollari se volete".

Lunedì, secondo un rapporto di The Information, Altman ha comunicato al personale di OpenAI che il consiglio di amministrazione della società intende respingere senza appello la "presunta offerta" di Musk.

Le motivazioni di Musk: un ritorno alle origini no-profit di OpenAI

Musk ha co-fondato OpenAI con Altman nel 2015 come organizzazione no profit, ma se n'è andato prima che l'azienda decollasse.

Nel 2023 ha fondato la startup concorrente xAI.

Secondo il rapporto, l'avvocato di Musk, Marc Toberoff, ha presentato l'offerta al consiglio di amministrazione di OpenAI.

Musk, la sua startup di intelligenza artificiale xAI e un consorzio di società di investimento vogliono prendere il controllo del creatore di ChatGPT e riportarlo alla sua originaria missione benefica come laboratorio di ricerca no profit, secondo l'avvocato di Musk Marc Toberoff.

La rivalità tra Musk e Altman, che inizialmente hanno collaborato per fondare OpenAI, deriva da divergenze fondamentali sulla direzione dell'azienda e sulla sua trasformazione in un'entità a scopo di lucro.

Musk si è dimesso dal consiglio di amministrazione di OpenAI nel 2018, segnando una svolta significativa nel loro rapporto.

Di recente Musk ha criticato il progetto OpenAI da 500 miliardi di dollari annunciato dal presidente Trump alla Casa Bianca.

Musk, amministratore delegato di Tesla e proprietario della società tecnologica e di social media X, è un stretto alleato del presidente Donald Trump.

Ha speso più di un quarto di miliardo di dollari per aiutare l'elezione di Trump e dirige il Dipartimento per l'efficienza governativa, una nuova branca della Casa Bianca incaricata di ridurre drasticamente la burocrazia federale.

Sfide legali e accuse di tradimento

Musk, uno degli investitori e membri del consiglio di amministrazione di OpenAI fin dall'inizio, ha fatto causa all'azienda l'anno scorso, prima presso un tribunale statale della California e poi presso un tribunale federale, sostenendo che aveva tradito i suoi obiettivi fondativi come laboratorio di ricerca no-profit che avrebbe dovuto contribuire al bene pubblico costruendo un'IA migliore dell'uomo in modo sicuro.

L'ascesa di ChatGPT e le lotte interne

Il successo esplosivo di ChatGPT due anni fa ha proiettato OpenAI sotto i riflettori mondiali e ha generato un flusso di entrate sostanzioso.

Tuttavia, ciò ha anche intensificato i conflitti interni in merito al futuro dell'organizzazione e allo sviluppo di tecnologie AI avanzate.

Verso la fine del 2023, il consiglio di amministrazione no-profit di OpenAI ha licenziato Altman per breve tempo, prima di reintegrarlo pochi giorni dopo con un consiglio di amministrazione ricostituito.