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Venerdì i mercati asiatici sono stati contrastanti: il Hang Seng ha registrato un aumento di oltre il 2%

Venerdì i mercati asiatici sono stati contrastanti: il Hang Seng ha registrato un aumento di oltre il 2%
Utkarsh Roshan
14 feb 2025, 05:21 AM
  • L'indice Hang Seng è salito del 2,24% a 22.303,80, registrando un guadagno del 5,6% per la settimana.
  • In Giappone il mercato ha interrotto la recente serie di successi nonostante i segnali positivi provenienti da Wall Street.
  • Giovedì le azioni statunitensi hanno registrato un forte rialzo, proseguendo il recupero dalla brusca caduta delle prime ore di mercoledì.

I mercati azionari asiatici sono in ribasso venerdì, in equilibrio tra i segnali positivi provenienti da Wall Street nella notte e le preoccupazioni per una potenziale guerra commerciale globale e il suo impatto sull'inflazione.

La decisione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump di rinviare l'attuazione di un piano di tariffe reciproche ha rassicurato gli investitori.

Il mercato giapponese interrompe la serie di vittorie

In Giappone il mercato ha interrotto la recente serie di successi nonostante i segnali positivi provenienti da Wall Street.

L'indice Nikkei 225 è sceso di 174,17 punti, pari allo 0,44%, chiudendo la sessione mattutina a 39.287,30 dopo aver raggiunto un massimo di 39.543,93 all'inizio della giornata.

La debolezza dei titoli tecnologici e finanziari ha pesato sull'indice.

Il colosso del mercato SoftBank Group ha guadagnato quasi il 2%, mentre Fast Retailing è sceso di oltre l'1%.

Nel settore automobilistico, Toyota ha perso lo 0,3%, mentre Honda è salita di quasi il 4%.

Anche le azioni tecnologiche hanno registrato perdite: Advantest è scesa dello 0,5%, Tokyo Electron ha perso quasi il 2% e Screen Holdings è scesa di quasi l'1%.

Le azioni di Hong Kong prolungano il rally

Le azioni di Hong Kong hanno continuato a salire, preparando il terreno per la loro serie di vincite settimanali più lunga degli ultimi due anni.

L'indice Hang Seng è salito del 2,24% a 22.303,80, registrando un guadagno del 5,6% per la settimana e il quinto aumento settimanale consecutivo.

L'indice Hang Seng Tech è salito del 3,2%, spinto dall'entusiasmo per le misure di stimolo di Pechino e dalla tendenza DeepSeek, che ha alimentato i guadagni delle azioni tecnologiche cinesi.

I mercati cinesi continentali hanno registrato modesti guadagni, con l'indice CSI 300 in rialzo dello 0,8% e l'indice Shanghai Composite in aumento dello 0,1%.

Tra le principali società tecnologiche cinesi quotate a Hong Kong, come Alibaba, Tencent e Meituan, si sono registrate le maggiori riprese, contribuendo a migliorare ulteriormente il sentiment degli investitori.

Altri mercati regionali

La borsa australiana è in rialzo notevole, estendendo i suoi guadagni a una quarta sessione consecutiva.

L'indice di riferimento S&P/ASX 200 è salito di 41,40 punti, pari allo 0,49%, a 8.581,40, appena sotto il suo massimo storico di 8.615,20 raggiunto all'inizio della giornata.

Venerdì il Kospi sudcoreano sembrava destinato a proseguire i guadagni per la quarta sessione consecutiva. L'indice è salito dello 0,56% e si è attestato a 2.597,63.

Wall Street chiude in rialzo giovedì.

Giovedì le azioni statunitensi hanno registrato un forte rialzo, proseguendo il recupero dalla brusca caduta delle prime ore di mercoledì.

Tutti i principali indici hanno registrato forti guadagni, con il Nasdaq in testa.

Il Nasdaq è salito di 295,69 punti, pari all'1,5%, chiudendo a 19.945,64. L'S&P 500 è salito di 63,10 punti, pari all'1,0%, a 6.115,07, mentre il Dow è salito di 342,87 punti, pari allo 0,8%, chiudendo a 44.711,43.

Il rally di mercato è stato alimentato dalla pubblicazione del rapporto del Dipartimento del Lavoro sull'inflazione dei prezzi alla produzione per il mese di gennaio.

Secondo il rapporto, l'indice dei prezzi alla produzione per la domanda finale è aumentato dello 0,4% a gennaio, dopo un rialzo rivisto dello 0,5% a dicembre.

Le azioni hanno esteso i loro guadagni giovedì dopo che il presidente Donald Trump ha firmato un memorandum che ordina alla sua amministrazione di esaminare i piani per tariffe reciproche sui partner commerciali degli Stati Uniti.

La mossa ha segnalato un cambiamento di rotta verso la risoluzione degli squilibri commerciali, ma non ha comportato l'imposizione di tariffe immediate, il che ha dato sollievo agli operatori di mercato preoccupati per una potenziale guerra commerciale globale.