Perché le crypto exchanges russe senza KYC continuano a riemergere nonostante le repressioni

Perché le crypto exchanges russe senza KYC continuano a riemergere nonostante le repressioni
Diya Poddar
20 feb 2025, 14:31 PM
  • Chainalysis ha individuato oltre 100 piattaforme non regolamentate che operano nonostante le sanzioni.
  • Le misure repressive di Stati Uniti e UE hanno ridotto gli afflussi, ma non sono riuscite a eliminare le transazioni illecite.
  • La Russia ha bloccato BestChange, un importante aggregatore OTC, nel febbraio 2024.

Nonostante gli sforzi internazionali per reprimere gli exchange crypto russi che non applicano il principio KYC (Know Your Customer), continuano a emergere nuove piattaforme, che sostituiscono quelle chiuse.

Un rapporto della società di analisi blockchain Chainalysis evidenzia che, sebbene gli afflussi complessivi verso queste piattaforme siano diminuiti, stanno emergendo nuovi exchange in lingua russa per facilitare le transazioni in criptovalute al di fuori della tradizionale supervisione finanziaria.

Fonte: Chainanalysis

Con oltre 1,5 miliardi di dollari di transazioni registrate solo nel 2024, queste piattaforme operano senza una registrazione formale, rendendo difficile per le autorità di regolamentazione individuare la loro giurisdizione.

La repressione, guidata dalle autorità statunitensi e dagli organismi internazionali di vigilanza finanziaria, ha causato alcune interruzioni, ma non ha sradicato il settore.

Invece, gli utenti russi stanno passando a metodi alternativi, rafforzando la resilienza del mercato senza KYC.

Nuovi scambi emergono mentre persistono le lacune normative.

L'aumento delle piattaforme di scambio non registrate in Russia indica la persistenza di lacune normative.

Chainalysis ha scoperto che nel 2024 erano attive oltre 100 piattaforme di questo tipo, che servivano una base di utenti che preferisce le transazioni anonime.

Queste piattaforme collaborano strettamente con le banche russe sanzionate, consentendo loro di aggirare le restrizioni imposte dalle istituzioni finanziarie internazionali.

All'inizio di febbraio, l'ente regolatore delle telecomunicazioni russo, Roskomnadzor, ha bloccato BestChange, un importante aggregatore di transazioni over-the-counter (OTC) utilizzato per le criptovalute.

La mossa faceva parte di sforzi più ampi a seguito di una nuova legge che limita il mining di Bitcoin e la pubblicità di criptovalute.

La legge prende di mira specificamente le pubblicità che promuovono asset digitali e servizi che facilitano i trasferimenti di criptovalute utilizzando infrastrutture russe.

La chiusura di BestChange ha avuto scarso effetto sui trader, che si sono rapidamente spostati su piattaforme alternative.

A differenza delle exchange di criptovalute regolamentate, queste piattaforme senza KYC non richiedono agli utenti di verificare la propria identità, consentendo loro di effettuare transazioni senza collegarle a dati personali.

Le sanzioni influenzano gli afflussi, ma non riescono a fermare le transazioni illecite.

Le sanzioni statunitensi ed europee hanno ridotto con successo gli afflussi complessivi verso gli exchange russi senza KYC, ma le transazioni persistono.

Il mercato delle criptovalute russo è rimasto attivo grazie alla domanda locale, in particolare da parte di utenti che eludono i controlli sui capitali o utilizzano asset digitali per pagamenti transfrontalieri.

Secondo Chainalysis, il calo degli afflussi suggerisce che le misure di contrasto stanno avendo effetto, tuttavia continuano a comparire nuovi exchange, spesso colmando i vuoti lasciati da quelli chiusi.

Molte di queste piattaforme operano come reti peer-to-peer (P2P), consentendo agli utenti di scambiare direttamente tra loro, riducendo al minimo la necessità di un controllo centralizzato.

Una preoccupazione crescente riguarda il ruolo delle istituzioni finanziarie russe nel facilitare queste transazioni.

Diverse piattaforme senza KYC collaborerebbero con banche sanzionate, elaborando pagamenti in criptovalute nonostante le restrizioni internazionali.

Questo ha attirato un'attenzione ancora maggiore da parte delle autorità di regolamentazione, che ora si concentrano sull'identificazione delle istituzioni finanziarie che supportano queste piattaforme.

La raccolta di dati aumenta i rischi per la sicurezza dei minatori russi.

Sebbene le autorità russe affermino di inasprire i controlli sulle attività legate alle criptovalute, i loro sforzi hanno suscitato preoccupazione tra i minatori di Bitcoin nazionali.

Un nuovo registro governativo introdotto all'inizio del 2024 impone ai minatori di presentare dati sensibili, inclusi gli indirizzi dei portafogli, agli organi di regolamentazione.

Il legislatore russo Anton Gorelkin ha avvertito che, se questi dati venissero divulgati, potrebbero rappresentare un "grande regalo" per i rivali geopolitici.

I minatori temono che le autorità possano utilizzare i dati raccolti per repressioni o sorveglianza, dissuadendo individui e imprese dall'intraprendere attività minerarie in Russia.

La raccolta dati avviene in un momento in cui la Russia sta ampliando la sua attenzione agli asset digitali come canale finanziario alternativo.

Con le restrizioni bancarie tradizionali che si inaspriscono, il governo russo sta esplorando modi per integrare le criptovalute nella sua strategia economica, mantenendo al contempo il controllo sulle attività interne.