Trump incolpa i "globalisti" per il crollo del mercato azionario: "Ci saranno sempre interruzioni a breve termine"

Trump incolpa i "globalisti" per il crollo del mercato azionario: "Ci saranno sempre interruzioni a breve termine"
Diya Poddar
07 mar 2025, 06:56 AM
  • Trump ha negato che i dazi del 25% imposti dalla sua amministrazione su Canada e Messico abbiano contribuito alla recessione.
  • Il termine "globalista" è stato associato a teorie del complotto, suscitando critiche da parte di alcuni gruppi.
  • La Casa Bianca non ha fornito ulteriori chiarimenti sulle dichiarazioni di Trump.

I mercati azionari statunitensi hanno registrato forti cali questa settimana, in seguito alle incertezze sulle mutevoli politiche tariffarie del presidente Donald Trump.

Mentre gli analisti discutevano dell'impatto delle restrizioni commerciali, Trump ha attribuito la svendita ai "globalisti", un termine che ha spesso usato per descrivere individui, aziende e nazioni che, a suo avviso, minano gli interessi economici americani.

Parlando giovedì nello Studio Ovale, Trump ha respinto le preoccupazioni secondo cui i suoi dazi sarebbero responsabili del crollo del mercato.

Invece, ha affermato che le forze "globaliste" stavano ostacolando gli sforzi della sua amministrazione per riconquistare il potere economico, sebbene non abbia specificato in cosa consistessero tali sforzi.

Le sue dichiarazioni hanno riacceso il dibattito sulla sua più ampia agenda economica, che privilegia le politiche protezionistiche rispetto alla cooperazione economica internazionale.

Trump: i dazi non sono la causa

Nonostante le preoccupazioni di economisti e investitori sul fatto che il crollo del mercato fosse legato alle incertezze commerciali, Trump ha insistito sul fatto che le recenti mosse della sua amministrazione – tra cui l'imposizione di un dazio del 25% su Canada e Messico prima di concedere esenzioni temporanee – non avevano nulla a che fare con la turbolenza finanziaria.

Sosteneva che le sue politiche commerciali erano concepite per ripristinare l'equità economica e che eventuali interruzioni sarebbero state temporanee.

“Ci sarà sempre una piccola interruzione a breve termine”, ha detto Trump, suggerendo che i mercati potrebbero subire fluttuazioni, ma si stabilizzeranno con l'entrata in vigore delle sue politiche.

La sua ripetuta negazione delle preoccupazioni del mercato evidenzia la posizione più ampia della sua amministrazione, che privilegia la ristrutturazione economica a lungo termine rispetto al sentiment degli investitori a breve termine.

Il nazionalismo economico di Trump

Trump ha frequentemente utilizzato il termine "globalista" durante la sua presidenza, presentandolo come un'opposizione al suo nazionalismo economico.

Sebbene il significato esatto del termine rimanga vago, egli lo ha utilizzato per descrivere le multinazionali, gli avversari politici e le alleanze economiche internazionali che, a suo avviso, indeboliscono l'industria americana.

Durante il suo intervento, Trump ha fatto riferimento a "paesi e aziende globaliste che non se la passeranno altrettanto bene", collegandoli alle difficoltà del mercato senza fornire ulteriori dettagli.

Il termine è stato anche criticato per le sue potenziali connessioni con le teorie del complotto, in particolare quelle con sfumature antisemite.

Gruppi come l'American Jewish Committee hanno osservato che "globalista" viene spesso usato come termine in codice in tali narrazioni.

Trump ha continuato a utilizzare questa espressione come parte della sua più ampia retorica economica, posizionandosi contro quello che descrive come un sistema economico globale che svantaggia gli Stati Uniti.

La Casa Bianca tace sull'impatto della politica.

La Casa Bianca non ha risposto immediatamente alle richieste di ulteriori chiarimenti in merito alle dichiarazioni di Trump.

Tuttavia, alcune fonti indicano che la sua amministrazione sta valutando una revisione del proprio approccio alle partnership economiche, in particolare per quanto riguarda gli alleati NATO e gli accordi commerciali globali.

Sebbene Trump abbia ripetutamente affermato che le sue politiche mirano a favorire i lavoratori americani, rimane incertezza sulle potenziali conseguenze per i mercati e le relazioni internazionali.

Nonostante i mercati reagissero alle mutevoli politiche commerciali, Trump ha ribadito che il mercato azionario non era la sua priorità principale. "Non sto nemmeno guardando il mercato", ha detto, rafforzando la sua posizione secondo cui la ristrutturazione economica ha la precedenza sulle fluttuazioni quotidiane.

Nonostante questa affermazione, gli investitori continuano a valutare l'impatto delle trattative tariffarie in corso e dei più ampi cambiamenti politici sulla stabilità del mercato.