L'Australia spinge per regole più chiare sulle criptovalute e affronta le preoccupazioni relative alla chiusura dei conti bancari.

L'Australia spinge per regole più chiare sulle criptovalute e affronta le preoccupazioni relative alla chiusura dei conti bancari.
Diya Poddar
21 mar 2025, 10:00 AM
  • Il Tesoro, l'ASIC e la RBA avvieranno un progetto pilota per la CBDC all'ingrosso e la moneta tokenizzata.
  • CBDC al dettaglio escluse, l'attenzione rimane sugli aggiornamenti delle infrastrutture di mercato.
  • Il quadro normativo anti-debanking mira a rafforzare l'accesso ai servizi bancari per le aziende di criptovalute.

L'Australia ha delineato una tabella di marcia per regolamentare e integrare le risorse digitali nel suo sistema finanziario, con particolare attenzione alla tokenizzazione, alle attività del mondo reale (RWA) e alle valute digitali delle banche centrali (CBDC) all'ingrosso.

In un nuovo documento programmatico pubblicato, il Tesoro australiano, insieme all'Australian Securities and Investment Commission (ASIC) e alla Reserve Bank of Australia (RBA), ha illustrato un programma pilota multi-agenzia che testerà la moneta tokenizzata, comprese le stablecoin, per la liquidazione delle transazioni nei mercati tokenizzati all'ingrosso.

Il quadro di riferimento trae spunto dagli sviluppi normativi nell'Unione Europea e a Singapore e delinea come queste innovazioni digitali potrebbero aumentare l'efficienza, ridurre la dipendenza dagli intermediari e rendere più accessibili attività tradizionalmente illiquide.

Prove di CBDC e regolamento tokenizzato

Sebbene il governo abbia per ora escluso l'emissione di una CBDC al dettaglio, riconosce il valore di una versione all'ingrosso che potrebbe supportare l'aggiornamento delle infrastrutture dei mercati finanziari.

Secondo il documento programmatico, la RBA e il Tesoro stanno lavorando a sperimentazioni che utilizzano forme di denaro tokenizzate per regolare le transazioni finanziarie all'ingrosso.

Questi programmi pilota mirano a valutare se i mercati tokenizzati possano ridurre il rischio di regolamento, semplificare i processi di negoziazione e abbassare i costi di transazione.

Grazie all'automazione e alla riduzione della dipendenza da intermediari multipli, il governo ritiene che questi sistemi potrebbero migliorare significativamente l'efficienza del mercato e ampliare l'accesso ad attività precedentemente illiquide.

Le prove includeranno stablecoin e altri asset tokenizzati, con le agenzie che cercheranno di testare come queste tecnologie interagiscono in un ambiente regolamentato e scalabile.

Lo sforzo collaborativo esaminerà anche le infrastrutture necessarie per supportare una futura economia tokenizzata.

Le piattaforme di criptovalute si trovano ad affrontare nuove regole DAP.

Nell'ambito del suo approccio alla regolamentazione degli asset digitali, l'Australia implementerà un sistema di licenze per gli exchange di criptovalute.

Queste piattaforme dovranno conformarsi alle leggi esistenti sui servizi finanziari, compresi i requisiti di adeguatezza patrimoniale e di informativa.

Gli operatori DAP saranno inoltre tenuti a utilizzare custodi terzi per la salvaguardia dei beni dei clienti, riflettendo una spinta verso una maggiore protezione dei consumatori a seguito dei crolli di alto profilo nel settore delle criptovalute.

Introducendo un ambiente normativo strutturato per le piattaforme di trading di asset digitali, il governo mira a garantire maggiore trasparenza e affidabilità all'ecosistema.

Questo segna un cambiamento verso l'allineamento dei servizi legati alle criptovalute con gli standard finanziari tradizionali.

Piano anti-debanking per le aziende di criptovalute

Per affrontare il problema persistente della de-banking, che ha lasciato molte aziende crypto in difficoltà nell'accesso ai servizi bancari tradizionali, il white paper include piani per risolverlo attraverso il modello di licenza DAP.

L'obiettivo è quello di facilitare alle imprese autorizzate nel settore degli asset digitali la creazione e il mantenimento di rapporti bancari.

Il documento sottolinea che una chiara regolamentazione delle licenze potrebbe dare alle banche maggiore fiducia nella valutazione del rischio e nell'interazione con le aziende di criptovalute, risolvendo potenzialmente alcune delle frizioni del passato.

Lo sforzo australiano contro la chiusura dei conti bancari alle aziende di criptovalute fa eco alle discussioni negli Stati Uniti, dove legislatori come il senatore Tim Scott hanno sollevato preoccupazioni riguardo all'utilizzo da parte delle autorità di regolamentazione del "rischio reputazionale" per limitare l'accesso delle aziende di criptovalute alle infrastrutture bancarie.

Il FIRM Act di Scott mira a bloccare questa pratica, sostenendo invece un trattamento normativo più trasparente e coerente.

Spinta verso l'allineamento con gli standard digitali globali

La strategia australiana per gli asset digitali riflette un impegno più ampio a tenere il passo con l'innovazione finanziaria internazionale.

Facendo riferimento ai quadri normativi già sviluppati nell'UE e a Singapore, il libro bianco posiziona l'Australia come una nazione che mira a mantenere la competitività nell'economia digitale globale.

A lungo termine, si prevede che queste riforme getteranno le basi per un sistema finanziario modernizzato in cui asset tokenizzati, CBDC all'ingrosso e piattaforme regolamentate opereranno all'interno di un quadro giuridico e tecnologico coerente.

Con l'avvio dei programmi pilota, i partecipanti del settore e gli enti regolatori ne seguiranno attentamente i risultati per orientare le future politiche.