Le minacce di dazi di Trump gettano incertezza sul commercio di petrolio venezuelano con la Cina.

Le minacce di dazi di Trump gettano incertezza sul commercio di petrolio venezuelano con la Cina.
Noris Soto
25 mar 2025, 19:15 PM
  • L'avvertimento di Trump di imporre una tariffa del 25% sulle importazioni di petrolio venezuelano ha creato incertezza tra i commercianti cinesi.
  • Le raffinerie cinesi hanno sospeso gli acquisti di petrolio venezuelano in attesa di chiarimenti sulle implicazioni tariffarie.
  • Pechino ha ribadito la sua opposizione alle sanzioni unilaterali statunitensi, complicando il panorama del commercio petrolifero.

Le esportazioni di petrolio venezuelano verso la Cina hanno subito interruzioni martedì, dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato un dazio del 25% sui paesi importatori di greggio venezuelano, con effetto dal 2 aprile.

Questa mossa aumenta l'incertezza del mercato, soprattutto dopo le recenti restrizioni statunitensi sulle spedizioni di petrolio iraniano in Cina.

Nell'ambito di sanzioni più ampie contro il Venezuela, l'Office of Foreign Assets Control (OFAC) ha emesso la Licenza Generale n. 41B, che consente a Chevron di liquidare alcune joint venture nel paese – una decisione con importanti implicazioni per il settore energetico e le relazioni tra Stati Uniti e Venezuela.

I commercianti e i raffinatori cinesi, già alle prese con mercati globali complessi, sono stati colti di sorpresa. "La cosa peggiore nel mercato petrolifero è l'incertezza. Per ora non oseremo toccare il petrolio", ha dichiarato a Reuters un dirigente di alto livello di una grande società commerciale cinese.

Gli esperti del settore invitano alla cautela, sottolineando la necessità di valutare le modalità di applicazione del dazio e la possibilità di identificare le importazioni di petrolio venezuelano.

Impatto sugli acquirenti cinesi: una pausa nelle importazioni

I commercianti cinesi hanno reagito rapidamente alla minaccia fiscale sospendendo le forniture di petrolio venezuelano di aprile.

Questa decisione riflette una più ampia riluttanza tra le raffinerie indipendenti, a volte note come "teiere", che rappresentano una quota considerevole degli acquisti di greggio venezuelano.

Un altro dirigente del settore ha dichiarato a Reuters: "È un vero disastro", ha detto il dirigente. "La Cina è già in guerra commerciale con gli Stati Uniti. Che sia così".

Questa incertezza solleva interrogativi sulla futura disponibilità e sul prezzo del petrolio venezuelano, aggravando ulteriormente le già tese relazioni commerciali.

Il Venezuela, un paese in difficoltà economica, dipende significativamente dalle importazioni cinesi, spedendo quasi 503.000 barili al giorno (bpd) al suo principale cliente, che rappresenta quasi il 55% delle sue esportazioni di petrolio.

La maggior parte di questi barili viene rimarchiata come petrolio malese, complicando la tracciabilità dell'origine e la conformità alle sanzioni internazionali.

L'opposizione della Cina alle "sanzioni unilaterali"

In risposta alle minacce di dazi di Trump, la Cina ha nuovamente criticato le sanzioni unilaterali degli Stati Uniti.

"Gli Stati Uniti hanno a lungo abusato delle sanzioni unilaterali illegali e della cosiddetta giurisdizione a lungo raggio per interferire gravemente negli affari interni di altri paesi", ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri Guo Jiakun in una conferenza stampa.

Questa risposta del governo cinese riflette sia le attuali tensioni geopolitiche, sia l'impegno della Cina nella strategia di approvvigionamento energetico, indipendentemente dalle pressioni esercitate dagli Stati Uniti.

Questo ambiente in continua evoluzione aggiunge un ulteriore livello di complessità alle dinamiche energetiche internazionali, soprattutto per i paesi che affrontano sfide economiche interne ed esterne, come il Venezuela.

Il futuro del commercio petrolifero venezuelano rimane incerto.

I commercianti e i raffinatori cinesi si trovano in una situazione vulnerabile a causa dell'instabilità del mercato petrolifero venezuelano, derivante dalle minacce di dazi di Trump.

L'interruzione delle importazioni riflette una profonda preoccupazione per la natura imprevedibile della politica estera statunitense e il suo possibile impatto sulle forniture energetiche critiche.

Guardando al futuro, la risoluzione di questi conflitti sarà fondamentale non solo per l'economia venezuelana, ma anche per i mercati petroliferi globali, dove una fornitura costante da fonti mediorientali dipende da connessioni geopolitiche.

Con il futuro delle esportazioni di petrolio venezuelano incerto, gli operatori del settore seguiranno attentamente gli sviluppi nella speranza di trovare chiarezza in un contesto commerciale sempre più volatile.