Il Brasile vieta ai fondi pensione di investire in criptovalute: ecco perché

Il Brasile vieta ai fondi pensione di investire in criptovalute: ecco perché
Diya Poddar
31 mar 2025, 19:47 PM
  • Le regole si applicano alle riserve garantite, non ai prodotti pensionistici individuali o aperti.
  • I fondi pensione britannici e statunitensi stanno gradualmente adottando l'esposizione al bitcoin.
  • Il consiglio di investimento del Wisconsin ha allocato 340 milioni di dollari in BTC tramite ETF.

Il Brasile ha ufficialmente vietato a una categoria importante di fondi pensione di investire in criptovalute, citando preoccupazioni sui rischi e la necessità di preservare la stabilità finanziaria a lungo termine.

Il principale organo di politica finanziaria del paese, il Consiglio Monetario Nazionale (CMN), ha annunciato la decisione con la Risoluzione 5.202/2025, pubblicata la scorsa settimana.

La risoluzione vieta alle Entidades Fechadas de Previdência Complementar (EFPC) — che gestiscono i risparmi pensionistici dei lavoratori sindacalizzati e dipendenti di aziende — di allocare parte delle proprie riserve di garanzia ad asset digitali come Bitcoin (BTC).

Questa mossa segnala un cambiamento più conservatore nell'approccio del Brasile alla pianificazione pensionistica legata alle criptovalute, mentre altri paesi iniziano a sperimentare con cautela l'esposizione agli asset digitali nei portafogli pensionistici.

Il divieto sulle criptovalute riguarda le riserve EFPC.

Il Ministero delle Finanze ha confermato in una nota diffusa ai media brasiliani che alle EFPC è ora vietato allocare riserve di garanzia ad "asset virtuali" come le criptovalute.

Queste riserve sono accantonate per garantire il rispetto degli obblighi pensionistici nel tempo e vengono tradizionalmente investite in attività meno volatili come azioni, titoli a reddito fisso e obbligazioni governative.

Secondo la spiegazione del ministero, le criptovalute presentano "caratteristiche di investimento specifiche e rischi associati" che le rendono inadatte alle strategie a lungo termine e a basso rischio che le EFPC sono tenute a seguire.

La normativa si applica solo agli enti pensionistici chiusi e non ai fondi pensione aperti o ai prodotti pensionistici individuali, che sono soggetti a quadri normativi diversi.

Gli EFPC in Brasile servono decine di migliaia di lavoratori del settore pubblico e privato.

Le loro riserve di garanzia svolgono un ruolo fondamentale nell'ecosistema pensionistico privato del paese, e le autorità di regolamentazione hanno intensificato il controllo sulla gestione di questi fondi a fronte della volatilità macroeconomica globale e dell'ascesa degli asset digitali.

Fondi britannici e statunitensi sostengono Bitcoin

Mentre il Brasile sta inasprendo le restrizioni, altre nazioni si muovono nella direzione opposta. Nel Regno Unito, ad esempio, la società di consulenza pensionistica britannica Cartwright ha contribuito a facilitare il primo investimento in Bitcoin legato alle pensioni del paese nel 2023.

Quel fondo ha allocato il 3% delle sue attività a BTC, citando i benefici della diversificazione e il potenziale di crescita a lungo termine.

Negli Stati Uniti, alcuni enti pensionistici a livello statale hanno iniziato a investire nei mercati delle criptovalute. All'inizio di quest'anno, il Wisconsin State Investment Board ha rivelato un investimento di 340 milioni di dollari in bitcoin tramite l'ETF spot su BTC di BlackRock, IBIT.

Sebbene negli Stati Uniti permanga la cautela a livello federale, gli stati stanno sempre più agendo in modo indipendente per esplorare strumenti basati sulle criptovalute.

Nel caso del Brasile, la nuova risoluzione non menziona veicoli di investimento indiretti come gli ETF o le piattaforme tokenizzate.

Non è ancora chiaro se in futuro i fondi chiusi potranno esporsi ad asset digitali tramite intermediari regolamentati, a condizione che tali investimenti non siano direttamente collegati alle loro riserve di garanzia.

Esposizione indiretta alle criptovalute poco chiara

La risoluzione 5.202/2025 segue una più ampia posizione normativa avversa al rischio in Brasile per quanto riguarda l'integrazione delle criptovalute nei sistemi finanziari tradizionali.

Sebbene il paese abbia assistito a una crescente adozione di asset digitali, soprattutto tra gli utenti al dettaglio e le piattaforme fintech, le autorità di regolamentazione si sono opposte all'utilizzo delle criptovalute per scopi istituzionali o per infrastrutture finanziarie critiche.

Questa nuova norma si basa sulle linee guida esistenti volte a proteggere i risparmi pensionistici da strumenti volatili e speculativi.

Tuttavia, potrebbe sollevare interrogativi sulla capacità dei fondi pensione brasiliani di rimanere competitivi nel panorama globale, soprattutto considerando che i concorrenti internazionali stanno iniziando ad allocare piccole porzioni dei loro portafogli ad asset digitali.

La CMN non ha fornito una tempistica per la revisione o la rivalutazione delle nuove restrizioni, né ha commentato se politiche simili saranno estese ad altri tipi di istituzioni finanziarie.

Per ora, la risoluzione traccia una linea netta: i fondi pensione chiusi brasiliani rimarranno ai margini dell'economia degli asset digitali.