L'amministratore delegato di Antofagasta avverte che la guerra commerciale minaccia la domanda di rame, ma vede la crescita tecnologica come una ancora di salvezza.

L'amministratore delegato di Antofagasta avverte che la guerra commerciale minaccia la domanda di rame, ma vede la crescita tecnologica come una ancora di salvezza.
Noris Soto
08 apr 2025, 19:35 PM
  • Le tensioni commerciali potrebbero ridurre la domanda di rame, avverte Ivan Arriagada, CEO di Antofagasta.
  • L'amministratore delegato considera i progressi tecnologici un cuscinetto contro le perdite di consumo tradizionali.
  • Mercoledì i prezzi del rame sono scesi sotto i 4,20 dollari a libbra, con l'attenuarsi dei timori di un attacco speculativo sul metallo.

L'escalation della guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina sta suscitando allarme in tutti i settori industriali globali, e il rame non fa eccezione.

Ivan Arriagada, CEO della cilena Antofagasta, ha recentemente avvertito che l'aumento dei dazi potrebbe avere un impatto negativo a lungo termine sulla domanda di rame, ponendo rischi per il settore delle costruzioni e per la transizione in corso verso un'economia verde.

Intervenendo alla conferenza sul rame CESCO a Santiago, Arriagada ha sottolineato che i dazi recentemente annunciati dal presidente Donald Trump stanno alimentando una maggiore incertezza sui mercati finanziari.

Questa incertezza ha già causato un forte calo dei prezzi del rame, con i futures scesi sotto i 4,20 dollari per libbra, il livello più basso degli ultimi quattro mesi, secondo Trading Economics.

Nonostante queste sfide, Arriagada ha espresso un cauto ottimismo riguardo al lato dell'offerta del mercato del rame.

"Il rame è una vera materia prima, quindi le scorte limitate dovrebbero mantenerne alto il prezzo", ha detto, sottolineando che, sebbene la domanda possa diminuire a causa della debolezza economica, le restrizioni all'offerta potrebbero fornire un cuscinetto di prezzo fondamentale.

Domanda di rame: tecnologia ed energia verde offrono speranza

Arriagada ha inoltre indicato le tendenze tecnologiche emergenti come un potenziale cuscinetto contro la diminuzione del consumo di rame.

In un'intervista a Reuters, ha osservato che la crescita dei data center, dei progetti di energia rinnovabile e dei sistemi di intelligenza artificiale sta generando nuove opportunità di domanda di rame, compensando le possibili diminuzioni nei settori tradizionali come l'edilizia e la manifattura.

“L’intelligenza artificiale e i progressi tecnologici creano nuove esigenze di rame che potrebbero compensare eventuali carenze nei mercati più convenzionali”, ha affermato.

Arriagada ritiene che, con la transizione delle aziende di tutto il mondo verso tecnologie più ecologiche e infrastrutture digitali più complesse, l'utilizzo del rame non solo si stabilizzerà, ma potrebbe addirittura crescere in modo significativo.

Il Cile si prepara ad affrontare la tempesta dei dazi

È interessante notare che Arriagada ha suggerito che le aggressive politiche commerciali dell'amministrazione Trump potrebbero inavvertitamente favorire un clima di investimento positivo per l'estrazione del rame. Il Cile, il più grande produttore mondiale di rame, rimane in gran parte inalterato da potenziali dazi statunitensi sulle importazioni di rame.

“Gli Stati Uniti hanno bisogno del nostro rame”, ha sottolineato Arriagada, evidenziando che l'America importa oltre la metà del suo fabbisogno di rame e mantiene un deficit commerciale con il Cile. Questa dipendenza economica potrebbe contribuire a proteggere le miniere cilene come Antofagasta dagli effetti peggiori delle tensioni commerciali globali.

Considerando queste dinamiche, Arriagada prevede un forte potenziale di crescita e stabilità operativa per Antofagasta, anche in un contesto di turbolenze sui mercati globali.

Con il crescente utilizzo di veicoli elettrici, energie rinnovabili e trasformazione digitale, le prospettive per il rame – e il ruolo di primo piano del Cile nella sua fornitura – rimangono di fondamentale importanza.