Chiusura dei mercati indiani: il Sensex sale di 1509 punti, il Nifty chiude a 23850, con i rialzisti che estendono il rally al quarto giorno.

Chiusura dei mercati indiani: il Sensex sale di 1509 punti, il Nifty chiude a 23850, con i rialzisti che estendono il rally al quarto giorno.
Deepali Singh
17 apr 2025, 12:59 PM
  • I mercati indiani in forte rialzo per il quarto giorno consecutivo; Sensex +1509 punti, Nifty +414 punti.
  • Il Nifty ha chiuso in forte rialzo a 23.851; il Sensex ha terminato a 78.553.
  • Ampio rialzo guidato dai titoli bancari (+2,2%) in vista dei risultati trimestrali.

Giovedì 17 aprile, i mercati azionari indiani hanno proseguito la loro robusta traiettoria ascendente, concludendo una quarta sessione consecutiva di guadagni con significativi progressi su tutta la linea.

Sostenuti da un forte interesse all'acquisto, in particolare per i titoli finanziari, e da segnali positivi a livello globale, gli indici di riferimento hanno chiuso saldamente in territorio positivo, raggiungendo traguardi significativi.

Il sentimento rialzista è stato palpabile per tutta la giornata di negoziazione. Alla chiusura, il BSE Sensex si è attestato a 78.553,20 punti, registrando un impressionante aumento di 1.508,91 punti, pari all'1,96%.

L'indice più ampio NSE Nifty 50 ha rispecchiato questa forza, salendo di 414,45 punti, ovvero dell'1,77%, per attestarsi comodamente a 23.851,65.

L'ampiezza del mercato è stata decisamente positiva, con circa 2.340 titoli in rialzo rispetto ai 1.468 in ribasso sul BSE, mentre 149 titoli sono rimasti invariati.

Questa ampia partecipazione ha dato forza al rally, spingendo la capitalizzazione di mercato totale delle società quotate alla BSE a un sostanziale aumento di 4,33 lakh crore di rupie, raggiungendo le 419,33 lakh crore di rupie, secondo quanto riportato dai media.

Il settore finanziario e le banche guidano la ripresa.

A guidare l'avanzata della giornata sono stati i titoli bancari e finanziari.

L'indice Bank Nifty è salito di quasi il 2,2%, trainato dai forti acquisti di titoli di peso come HDFC Bank e ICICI Bank.

Significativamente, questi guadagni si sono concretizzati poco prima della pubblicazione dei risultati del quarto trimestre delle banche, prevista per il 19 aprile.

Il contributo collettivo dei principali attori bancari – HDFC Bank, ICICI Bank, Axis Bank, SBI e Kotak Mahindra Bank – ha rappresentato ben 730 punti dell'aumento complessivo di 1.500 punti del Sensex, evidenziando il loro ruolo fondamentale nella ripresa.

Ad alimentare ulteriormente la situazione ha contribuito il costante interesse all'acquisto da parte degli investitori istituzionali esteri (FII).

I dati hanno mostrato che gli investitori istituzionali stranieri (FII) sono rimasti acquirenti netti per il secondo giorno consecutivo, acquistando azioni indiane per un valore di 3.936 crore di rupie mercoledì.

Questo ha portato il totale dei loro acquisti netti in soli due giorni a oltre 10.000 crore di rupie, segnalando una forte fiducia nelle prospettive del mercato indiano.

Contesto globale favorevole e ottimismo sui colloqui commerciali

Segnali positivi sono giunti anche dalla scena internazionale.

I mercati asiatici sono generalmente saliti mentre gli investitori valutavano i negoziati commerciali in corso tra Stati Uniti e Giappone.

Sebbene l'incertezza generale sulle politiche tariffarie del Presidente Donald Trump abbia mantenuto il clima piuttosto fragile, i segnali di progresso hanno offerto un certo sostegno.

L'indice Nikkei giapponese ha guadagnato l'1,35% all'inizio dei colloqui, con il presidente Trump che si è unito inaspettatamente alle discussioni e ha dichiarato "grandi progressi" insieme al negoziatore giapponese Ryosei Akazawa.

Dollaro più debole e petrolio stabile offrono supporto.

Un dollaro USA in deprezzamento ha ulteriormente rafforzato il sentiment verso i mercati emergenti come l'India, poiché un biglietto verde più debole incoraggia tipicamente gli afflussi di capitali esteri e sostiene la valuta nazionale.

Giovedì l'indice del dollaro si è attestato intorno a 99,57, in calo significativo rispetto ai livelli di circa 109,88 registrati all'inizio di febbraio, aumentando l'appetito per il rischio.

Inoltre, la relativa stabilità dei mercati petroliferi globali ha offerto un certo sollievo. Con il Brent a circa 66,46 dollari al barile e il WTI statunitense vicino ai 63,2 dollari, le preoccupazioni per l'inflazione importata si sono in parte attenuate.

I prezzi più bassi del greggio sono generalmente vantaggiosi per l'India, un importante importatore di petrolio, contribuendo ad alleviare la pressione sul deficit delle partite correnti e sull'inflazione.

Il perdurare del clima positivo derivante dalla precedente decisione del Presidente Trump di rinviare al 9 luglio l'imposizione di ulteriori dazi su molti paesi, tra cui l'India, ha inoltre contribuito a creare un contesto di mercato favorevole.

Forza settoriale e titoli in movimento

L'ottimismo è stato diffuso in tutti i settori, con tutti i principali indici che hanno chiuso in rialzo.

I settori delle telecomunicazioni, delle banche pubbliche, del petrolio e del gas, farmaceutico, automobilistico, energetico e delle banche private hanno registrato guadagni compresi tra l'1% e il 2%. Anche gli indici Midcap e Smallcap hanno contribuito, con un aumento dello 0,5% ciascuno.