Le azioni europee scendono a causa dei timori commerciali e delle critiche di Trump alla Fed, smorzando l'atmosfera post-festiva.

Le azioni europee scendono a causa dei timori commerciali e delle critiche di Trump alla Fed, smorzando l'atmosfera post-festiva.
Deepali Singh
22 apr 2025, 10:09 AM
  • Le borse europee hanno aperto in ribasso dopo Pasqua, con il settore tecnologico a guidare le perdite (-1,7%).
  • Le paure legate al commercio globale e le critiche di Trump alla Fed hanno smorzato il sentiment di mercato.
  • Trump ha intensificato le critiche a Powell, mentre continuano le voci di un possibile licenziamento.

I mercati finanziari europei sono tornati martedì dal lungo weekend di Pasqua in un clima di apprensione, aprendo in ribasso a causa delle persistenti preoccupazioni sulle tensioni commerciali globali e sull'incertezza della politica economica statunitense, che hanno offuscato il sentiment degli investitori.

L'indice paneuropeo Stoxx 600 ha rispecchiato l'atmosfera di cautela, perdendo lo 0,5% alle 8:27 ora di Londra.

Il ribasso è stato generalizzato, interessando la maggior parte dei settori e tutte le principali borse regionali.

I titoli tecnologici hanno risentito maggiormente della pressione, con l'indice Stoxx Europe Technology in calo dell'1,7% nelle prime contrattazioni, guidando le perdite regionali.

Tensioni commerciali latenti e timori per l'indipendenza della Fed

Alla base di questo inizio negativo c'erano le persistenti preoccupazioni per una potenziale escalation del conflitto commerciale globale.

Ad aumentare la preoccupazione sono state le minacce di Pechino di lunedì, che indicavano una potenziale ritorsione contro i paesi che si allineavano con le richieste di Washington di isolare economicamente la Cina.

Queste frizioni geopolitiche hanno aggravato le preoccupazioni derivanti dal fronte interno statunitense.

La seduta europea ha seguito una forte svendita a Wall Street lunedì, attribuita in gran parte all'intensificarsi della campagna di pressione pubblica del presidente Donald Trump contro il presidente della Federal Reserve Jerome Powell.

Trump, tramite post sulla sua piattaforma Truth Social lunedì, ha ribadito la sua opinione secondo cui l'economia vacillerebbe senza tagli dei tassi di interesse da parte della Fed. Nel suo ultimo attacco diretto a Powell, citandolo per nome, ha definito il presidente della Fed "Signor Troppo Tardi" e un "grande perdente".

Questa retorica segue le precedenti allusioni di Trump alla potenziale "rimozione" di Powell – un'azione senza precedenti.

La settimana scorsa, il consigliere economico della Casa Bianca Kevin Hassett ha confermato che il team del presidente stava attivamente studiando la legalità di una tale mossa.

Powell, da parte sua, ha sostenuto di non poter essere licenziato legalmente per disaccordi politici e intende completare il suo mandato che scade nel maggio 2026.

Lo stallo solleva questioni fondamentali sull'indipendenza della banca centrale, un pilastro della stabilità dei mercati.

Indicazioni globali e prossimi punti focali

Il clima di cautela si è diffuso in tutto il mondo, con i mercati dell'Asia-Pacifico che hanno registrato scambi fiacchi durante la notte, seguendo l'esempio del calo di Wall Street.

Il calendario europeo di martedì non ha previsto importanti pubblicazioni di risultati aziendali o dati economici significativi.

Tuttavia, gli operatori di mercato stanno monitorando attentamente gli sviluppi e i commenti emersi dalle riunioni primaverili del FMI e della Banca Mondiale, attualmente in corso a Washington.

Si prevede che le discussioni di questi incontri di alto livello si concentreranno in gran parte sulle minacce poste dal regime tariffario globale del Presidente Trump e sulle conseguenze economiche che ne derivano.

Dinamiche valutarie: la debolezza del dollaro persiste

Sui mercati valutari, la recente debolezza del dollaro statunitense ha continuato a essere un tema dominante, dando impulso alle valute europee. Alle 7:08 ora di Londra, l'euro aveva guadagnato circa lo 0,2% contro il dollaro, scambiando a 1,154 dollari.

La sterlina britannica ha registrato un aumento di quasi lo 0,3% rispetto al dollaro, raggiungendo quota 1,341 dollari, mentre il franco svizzero ha guadagnato lo 0,1%.

La tendenza prevalentemente al ribasso del dollaro è stata evidente fin dalla volatilità del mercato innescata dagli annunci tariffari di Trump del "giorno della liberazione" all'inizio del mese, nonostante sia stata successivamente concessa una pausa di 90 giorni per la maggior parte dei paesi interessati.

Questa fuga dal dollaro e dai titoli del Tesoro USA riflette una profonda incertezza sulle politiche americane, con l'indice del dollaro che si è indebolito di oltre il 9% dall'inizio dell'anno.

Gli osservatori di mercato prevedono ulteriori cali, un'opinione fortemente condivisa dagli investitori istituzionali.

Secondo l'ultimo sondaggio globale sui gestori di fondi di Bank of America, il 61% netto degli intervistati si aspetta che il valore del dollaro diminuisca nei prossimi 12 mesi, segnando la prospettiva più pessimistica tra i principali investitori in quasi due decenni.

Questo cambiamento valutario presenta sia sfide che opportunità per le banche centrali globali che si trovano ad affrontare l'attuale contesto complesso.