Apertura dei mercati europei: il rally di sollievo si arresta, si prevede un inizio piatto con il ritorno della cautela.
- I mercati europei dovrebbero aprire in leggero rialzo o in ribasso giovedì, frenando il recente rally di sollievo.
- I precedenti guadagni erano stati trainati dalla decisione di Trump di non licenziare il presidente della Fed Powell e dall'accenno a una de-escalation commerciale.
- L'attenzione si sposta sui risultati aziendali europei (Unilever, Sanofi, BNP ecc.) e sui dati economici (PMI, fiducia).
I mercati azionari europei si preparano a un'apertura giovedì contenuta e mista, segnalando che il recente rally di sollievo alimentato dall'attenuarsi delle preoccupazioni sulla politica statunitense potrebbe perdere slancio.
Dopo i significativi guadagni di inizio settimana, sembra che la cautela degli investitori stia tornando, persistendo le incertezze economiche e commerciali di fondo.
Le prime indicazioni suggeriscono un'apertura stabile o leggermente ribassista sulle principali borse europee.
Secondo i dati di IG, si prevede che il FTSE 100 del Regno Unito aumenterà di soli 6 punti, raggiungendo quota 8.404, mentre il DAX tedesco dovrebbe aprire invariato a 21.933. Si prevede che il CAC 40 francese diminuirà di 2 punti, attestandosi a 7.475, e che il FTSE MIB italiano inizierà la giornata con un calo di 53 punti, a 35.942.
Queste prospettive poco brillanti seguono le buone performance di mercoledì, quando i mercati europei si sono uniti a un rialzo globale.
Quel rally è stato in gran parte alimentato dal sollievo seguito alla decisione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump di ritirare apparentemente le minacce di licenziare il presidente della Federal Reserve Jerome Powell e di accennare a una potenziale de-escalation nel conflitto commerciale tra Stati Uniti e Cina.
Mercoledì le azioni statunitensi hanno registrato un forte rialzo, consolidando i guadagni di martedì, con l'attenuarsi delle preoccupazioni immediate.
Sebbene i futures sull'S&P 500 abbiano mostrato ulteriori modesti guadagni durante la notte e i mercati dell'Asia-Pacifico abbiano registrato andamenti contrastanti, l'iniziale ondata di ottimismo sembra cedere il passo a una valutazione più sobria in Europa.
I dati economici e sugli utili sono al centro dell'attenzione.
Con l'attenzione che si sposta leggermente dalle dichiarazioni politiche di Washington, giovedì gli investitori europei si concentreranno su un fitto calendario di pubblicazioni di utili aziendali e dati economici.
Sono attesi importanti risultati finanziari da grandi aziende, tra cui il colosso dei beni di consumo Unilever, la banca spagnola Banco Sabadell, la casa farmaceutica francese Sanofi, la società energetica italiana Eni, il gruppo bancario BNP Paribas e la società di software Dassault Systèmes.
Sul fronte dei dati, le pubblicazioni cruciali includono le cifre sulla fiducia dei consumatori francesi e le statistiche aggiornate sulle immatricolazioni di nuove auto in tutta l'Unione Europea, che forniscono nuove indicazioni sul sentiment dei consumatori e sull'attività industriale.
I diamanti perdono la loro brillantezza.
Evidenziando le pressioni specifiche del settore, il gigante minerario Anglo American, quotato a Londra, ha annunciato una significativa riduzione della produzione di diamanti.
In un aggiornamento sulle attività commerciali, la società ha rivelato di aver ridotto la produzione di diamanti grezzi dell'11%, a 6,1 milioni di carati, nel primo trimestre.
Anglo American ha attribuito questa decisione alla debole domanda e al calo dei prezzi dei gioielli con diamanti.
"La domanda di gioielli con diamanti negli Stati Uniti durante le festività di fine anno è stata in linea con le aspettative, tuttavia, la domanda di diamanti grezzi nel primo trimestre è rimasta debole", ha dichiarato la società, spiegando che gli intermediari sono rimasti cauti nel riassortire le scorte a causa di un'eccedenza esistente di diamanti lucidati.
Pur rilevando segnali preliminari di stabilizzazione dei prezzi, Anglo ha avvertito che "la persistente incertezza macroeconomica, in particolare l'impatto dei dazi statunitensi, probabilmente comporterà nel breve termine una continua cautela negli acquisti da parte dei Sightholder".
La società ha ribadito l'intenzione di vendere la sua filiale di diamanti De Beers "quando le condizioni di mercato lo permetteranno", a fronte di un calo dell'11% del prezzo delle azioni finora nel 2025.
Rimbalzo del mercato ribassista o ripresa sostenibile?
Il forte rimbalzo osservato all'inizio della settimana ha suscitato anche commenti cauti da parte degli strateghi di mercato.
Gli analisti di Wolfe Research, Rob Ginsberg e Read Harvey, hanno osservato a CNBC martedì sera che "i rally del mercato ribassista sono i più violenti".
Pur riconoscendo l'ampia portata del forte mercato interno durante il rialzo del 2,5% dell'S&P 500 di martedì, hanno avvertito che tali rally "fanno credere" in una ripresa, ma potrebbero non significare una vera fine della recessione sottostante.
Citando tendenze a lungo termine, mantengono una posizione ribassista e cercano un "cluster" di segnali tecnici, tra cui la rottura decisiva da parte dell'S&P 500 dei livelli di resistenza tra 5500 e 5700 (l'indice ha chiuso mercoledì a 5.375,86), prima di confermare un cambiamento sostenibile.
Rischi di recessione non ancora pienamente scontati?
Aggiungendo un ulteriore elemento di cautela, gli strateghi di Deutsche Bank hanno suggerito che, nonostante le recenti paure di recessione alimentate dai dazi, il mercato non ha ancora pienamente considerato la possibilità di una contrazione economica.
"È chiaro che gli investitori non stanno ancora prezzando pienamente una recessione", ha scritto lo stratega Henry Allen.
Ha sottolineato che i recenti cali azionari, l'allargamento degli spread creditizi e la diminuzione del prezzo del petrolio sono stati meno pronunciati rispetto a quelli osservati nelle precedenti recessioni.
Allen ha sostenuto che i mercati probabilmente considerano una recessione evitabile, soprattutto "se i dazi non entreranno in vigore dopo l'ultima proroga di 90 giorni".
Tuttavia, ciò implica anche "significativi rischi al ribasso" per le azioni qualora si materializzasse effettivamente una recessione.
Con l'apertura dei mercati europei, l'attenzione torna ai fondamentali e agli sviluppi regionali, dopo che un breve rally di sollievo, guidato a livello globale, sembra essersi preso una pausa.
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