Chiusura dei mercati indiani: Sensex crolla di 589 punti, Nifty chiude vicino ai 24.000; il settore IT va controcorrente.

Chiusura dei mercati indiani: Sensex crolla di 589 punti, Nifty chiude vicino ai 24.000; il settore IT va controcorrente.
Deepali Singh
25 apr 2025, 12:26 PM
  • I mercati indiani hanno interrotto una serie di sette giorni di rialzi, chiudendo in ribasso il 25 aprile.
  • Il Sensex è sceso di 589 punti (chiusura a 79.212), il Nifty di 207 punti (chiusura a 24.039).
  • La svendita generalizzata del mercato ha colpito le società a media/piccola capitalizzazione (-2,2%); il settore IT è stato l'unico a registrare un guadagno (+1%).

Gli indici azionari indiani hanno interrotto la loro impressionante serie di sette giorni di rialzi venerdì 25 aprile, chiudendo in ribasso a causa di una diffusa pressione di vendita.

Sebbene il settore IT abbia offerto un barlume di resilienza, le preoccupazioni per le tensioni geopolitiche e le potenziali prese di profitto dopo i recenti guadagni hanno pesato fortemente sul sentiment di mercato, colpendo in particolare le azioni a media e piccola capitalizzazione.

Dopo una settimana di costante rialzo, il mercato ha ceduto alla pressione di vendita. Alla chiusura, l'indice BSE Sensex a 30 titoli si è attestato a 79.212,53 punti, in calo di 588,90 punti, ovvero dello 0,74%.

L'indice NSE Nifty 50, più ampio, ha chiuso a 24.039,35, registrando una perdita di 207,35 punti, pari allo 0,86%.

Il sentimento negativo ha pervaso il mercato, con un significativo deterioramento della sua ampiezza: alla BSE, solo circa 682 azioni sono salite rispetto alle ben 3.138 in calo, mentre 115 sono rimaste invariate.

La debolezza è stata ancora più pronunciata nei segmenti di mercato più ampi, con gli indici Nifty Midcap 100 e Smallcap 100 che sono crollati entrambi di un significativo 2,2%.

Emergono tensioni geopolitiche e prese di profitto.

Gli operatori di mercato hanno indicato una concomitanza di fattori alla base della flessione.

L'incertezza sulla potenziale risposta dell'India al recente attacco terroristico mortale e sulle conseguenti ripercussioni geopolitiche con il Pakistan è emersa come un rischio fondamentale che preoccupa gli investitori.

Inoltre, dopo sette sedute consecutive di rialzi, la presa di profitto ha probabilmente contribuito al calo.

Nonostante la flessione della giornata, i forti afflussi di capitali da parte degli investitori istituzionali esteri (FII) hanno continuato a fungere da cuscinetto.

I dati hanno indicato un forte interesse di acquisto da parte degli investitori istituzionali esteri (FII) nell'ultima settimana, per un ammontare di 29.513 crore di rupie, invertendo una tendenza precedente.

Gli esperti ritengono che questa fiducia sostenuta degli investitori istituzionali esteri (FII), probabilmente legata alla relativa resilienza economica dell'India e ai potenziali benefici derivanti dai cambiamenti nelle dinamiche commerciali globali (inclusi potenziali accordi commerciali con gli Stati Uniti, come accennato dal Segretario al Tesoro Scott Bessent), potrebbe scoraggiare le vendite allo scoperto aggressive nel breve termine.

Il settore IT si distingue per la sua solidità in un contesto di debolezza settoriale.

Il panorama settoriale è stato prevalentemente negativo, con 12 dei 13 principali indici che hanno chiuso in rosso. Tra i maggiori perdenti figurano gli indici Nifty Pharma, PSU Bank, Energia, Petrolio e Gas, Immobiliare, Infrastrutture e Auto, con cali compresi tra l'1,5 e il 2%.

Tuttavia, l'indice Nifty IT ha decisamente invertito la tendenza, emergendo come l'unico settore in rialzo con un progresso di oltre l'1%.

La solidità dei principali titoli IT come TCS, Infosys, Persistent Systems e Coforge ha contribuito ad attutire le perdite più consistenti degli indici principali.

Impatto sugli utili: Maruti delude, SBI Life brilla

L'andamento dei singoli titoli è stato fortemente influenzato dalla stagione degli utili del quarto trimestre in corso:

Tra i principali titoli in rialzo del Nifty figuravano SBI Life, TCS, Tech Mahindra, Infosys e UltraTech Cement, mentre Adani Enterprises, Axis Bank, Adani Ports, Shriram Finance e Trent sono stati tra i maggiori ribassisti.