Il gigante delle turbine eoliche Vestas non riesce ad assorbire i costi dei dazi, prevede aumenti di prezzo negli Stati Uniti.

  • Vestas ha dichiarato che i dazi all'importazione statunitensi porteranno ad un aumento dei prezzi dell'elettricità, poiché non è possibile assorbire i costi aggiuntivi.
  • L'azienda avverte che i dazi potrebbero rallentare lo sviluppo dell'energia eolica negli Stati Uniti e avere un impatto sugli ordini già in portafoglio.
  • Nonostante le preoccupazioni relative ai dazi, ha registrato un utile operativo del primo trimestre superiore alle aspettative e ha mantenuto le sue previsioni.

Vestas, un importante produttore di turbine eoliche, ha lanciato martedì un avvertimento sulle conseguenze previste dei dazi all'importazione imposti dal presidente Donald Trump, sottolineando in particolare il potenziale aumento dei prezzi dell'elettricità per i consumatori di tutti gli Stati Uniti.

Secondo un rapporto Reuters, l'azienda ha dichiarato esplicitamente la propria incapacità di assorbire internamente l'ulteriore onere finanziario imposto da queste tariffe.

Questa affermazione suggerisce un trasferimento diretto di questi costi lungo la catena di approvvigionamento, che influisce in ultima analisi sul prezzo finale dei progetti di energia eolica e, di conseguenza, sul costo dell'elettricità prodotta da energia eolica.

La dichiarazione di Vestas sottolinea le potenziali ripercussioni negative dei dazi all'importazione sul settore delle energie rinnovabili e sul mercato energetico in generale.

Impatto delle tensioni commerciali

Ciò ha sollevato preoccupazioni sull'impatto delle tariffe sull'accessibilità economica e sulla disponibilità di energia pulita per le famiglie e le imprese americane.

L'incapacità di un attore importante come Vestas di mitigare questi costi tariffari segnala una tendenza potenzialmente più ampia che interessa altre aziende del settore eolico e settori correlati.

Questa situazione potrebbe potenzialmente rallentare la crescita della diffusione dell'energia eolica negli Stati Uniti e ostacolare la transizione verso fonti energetiche più pulite.

L'industria delle turbine eoliche dipende da componenti e materiali provenienti da tutto il mondo, il che la espone a potenziali interruzioni dovute a dazi commerciali internazionali.

Nell'articolo di Reuters è stata riportata una dichiarazione del CEO di Vestas, Henrik Andersen:

Vestas, il più grande produttore di turbine eoliche al di fuori della Cina, prevede "sfide notevoli" derivanti dalle attuali tariffe.

L'azienda danese ha specificamente evidenziato il potenziale impatto sull'evasione del suo attuale portafoglio ordini negli Stati Uniti.

Secondo il rapporto, Andersen non ha fornito cifre specifiche per i potenziali aumenti di prezzo, osservando che l'entità di tali aumenti dipenderà dalla localizzazione e dal calendario del progetto.

Risultati economici

Vestas ha annunciato un utile operativo del primo trimestre di 14 milioni di euro (15,8 milioni di dollari) prima delle voci straordinarie.

Questo risultato ha superato le aspettative degli analisti, emerse da un recente sondaggio, che avevano previsto una perdita di 29 milioni di euro.

Vestas prevede che i potenziali impatti tariffari possano essere gestiti all'interno delle proprie previsioni finanziarie per il 2025, il che ha portato a un aumento di circa il 4% del prezzo delle azioni della società.

Oltre alle tariffe, la crescita del settore eolico è ostacolata da colli di bottiglia nella rete elettrica, lunghe procedure di autorizzazione, finanziamenti più difficili e una forte resistenza del governo statunitense allo sviluppo dell'eolico offshore.

Nel frattempo, la costruzione offshore di Equinor per il progetto Empire Wind I nello Stato di New York è stata interrotta a seguito di un ordine di sospensione dei lavori emesso dal Segretario degli Interni degli Stati Uniti Doug Burgum, come annunciato dalla compagnia energetica norvegese il mese scorso.

Questo sviluppo rappresenta una battuta d'arresto sia per Equinor che per l'intero settore dell'eolico offshore.

Anderson ha inoltre dichiarato che la possibile perdita dell'ordine da 810 megawatt non dovrebbe avere un impatto significativo su Vestas.

Ha detto: