"Troppo tardi, Powell?": Trump attacca di nuovo la Fed mentre l'inflazione di aprile mostra un leggero calo.

"Troppo tardi, Powell?": Trump attacca di nuovo la Fed mentre l'inflazione di aprile mostra un leggero calo.
Deepali Singh
14 mag 2025, 07:00 AM
  • Trump attacca Powell della Fed e chiede tagli ai tassi dopo un'inflazione più contenuta ad aprile.
  • L'inflazione di aprile si attesta al 2,3% su base annua, il dato più basso dal 2021, ma non significa "assenza di inflazione".
  • La Fed mantiene i tassi stabili, citando l'inflazione causata dai dazi e l'incertezza sul mercato del lavoro.

Martedì, il presidente Donald Trump ha lanciato un nuovo attacco contro la Federal Reserve, affermando che la banca centrale è in ritardo nella sua risposta a quella che ha definito una significativa attenuazione dell'inflazione, in particolare dopo che i dati sull'inflazione di aprile sono risultati inferiori alle aspettative.

Con un messaggio diretto e incisivo sulla sua piattaforma Truth Social, Trump ha espresso la sua impazienza nei confronti dell'attuale orientamento della politica monetaria.

"Nessuna inflazione e i prezzi di benzina, energia, generi alimentari e praticamente tutto il resto sono DIMINUITI!!! La FED deve abbassare il TASSO, come hanno fatto l'Europa e la Cina. Che problema ha Powell che è sempre in ritardo?", ha scritto, riferendosi direttamente al presidente della Fed, Jerome Powell.

Questo rappresenta l'ultimo esempio di una serie costante di critiche pubbliche da parte del presidente nei confronti del capo della Fed, spesso collegando direttamente l'andamento economico alle decisioni della banca centrale in materia di tassi di interesse.

Il rallentamento dell'inflazione: un quadro ricco di sfumature

Il motivo scatenante delle dichiarazioni di Trump è stato il rapporto sull'indice dei prezzi al consumo (CPI) di martedì, che indicava un aumento dei prezzi del 2,3% su base annua ad aprile.

Questo dato rappresenta un leggero rallentamento rispetto al 2,4% di marzo e segna il tasso di inflazione più basso registrato dal 2021.

Tuttavia, sebbene questi dati indichino un allentamento delle pressioni sui prezzi, si discostano ancora dallo scenario di "inflazione zero" delineato dal presidente.

Le sue insistenti richieste di riduzione dei tassi di interesse sono diventate un ritornello familiare, eppure la banca centrale non ha accolto questa richiesta durante la sua ultima riunione di politica economica la scorsa settimana.

L'atteggiamento prudente della Fed sullo sfondo delle difficoltà causate dai dazi doganali

La Federal Reserve, operando in base al suo mandato di stabilità dei prezzi e massima occupazione, ha mantenuto il suo tasso di interesse di riferimento in un intervallo compreso tra il 4,25% e il 4,50% durante la sua ultima riunione.

La decisione, come sottolineato dalla Fed, è stata influenzata da un contesto economico in cui le tariffe "stanno creando notevole inflazione e incertezza sul mercato del lavoro".

Questa posizione di indipendenza contrasta nettamente con le richieste del presidente di una politica monetaria più accomodante.

Nonostante i dati sull'inflazione di aprile, in qualche modo incoraggianti, gli analisti di Wall Street rimangono vigili, avvertendo che le pressioni inflazionistiche potrebbero ripresentarsi già dal mese prossimo.

Un fattore chiave in queste previsioni è il ritardo previsto prima che l'impatto completo delle tariffe si rifletta nei dati relativi ai prezzi al consumo.

Ad aggiungere un'ulteriore nota di cautela, il governatore della Fed Adriana Kugler, in un discorso tenuto lunedì, ha sottolineato che persino una recente tregua commerciale tra Stati Uniti e Cina potrebbe non sedare completamente la crescita dei prezzi.

Kugler ha sottolineato che, secondo le sue analisi, "la maggior parte dei dirigenti prevede ancora di trasferire i costi delle tariffe ai consumatori", suggerendo che le forze inflazionistiche sottostanti, legate alla politica commerciale, potrebbero esercitare un'ulteriore pressione al rialzo sui prezzi.