Chiusura dei mercati asiatici: Nikkei stabile mentre il PIL giapponese si contrae; Sensex in calo di 200 punti.
- Gli indici di riferimento indiani hanno chiuso in ribasso venerdì a causa di un'inversione di tendenza nel settore tecnologico, interrompendo un forte rialzo settimanale.
- I mercati indiani più ampi, in particolare le azioni di medie e piccole dimensioni, hanno registrato guadagni settimanali ancora più consistenti (7-9%).
- L'economia giapponese si è contratta dello 0,2% nel primo trimestre, leggermente più del previsto, nel contesto dei colloqui commerciali in corso con gli Stati Uniti.
Gli indici azionari di riferimento indiani hanno concluso la seduta di negoziazione di venerdì in territorio negativo, arretrando rispetto al massimo di sette mesi raggiunto nella sessione precedente.
La principale causa del ribasso del mercato è stata una brusca inversione di tendenza dei titoli tecnologici nazionali.
Tuttavia, le perdite sono state in parte mitigate da solidi guadagni nei settori immobiliare, dei media, automobilistico e dei beni di consumo, a sottolineare un sentiment misto a Dalal Street.
L'indice Nifty 50 ha concluso la giornata con un modesto calo di 42 punti, ovvero lo 0,17%, attestandosi appena sopra la soglia psicologica dei 25.000 punti, a 25.019.
L'indice BSE Sensex ha registrato un calo più marcato, scendendo di 200 punti, ovvero dello 0,24%, chiudendo la seduta a 82.330.
Nonostante la flessione giornaliera, entrambi gli indici principali sono riusciti a chiudere la settimana con guadagni consistenti, superiori al 4%.
Il trend positivo è stato ancora più evidente nei segmenti di mercato più ampi, con l'indice Nifty Midcap 100 che è salito di un impressionante 7,21% nella settimana, e il Nifty Smallcap 100 che ha registrato un rialzo ancora più netto del 9%, a indicare un forte appetito degli investitori al di là delle azioni blue-chip.
L'Asia-Pacifico interpreta i segnali economici
Nell'intera regione Asia-Pacifico, i mercati hanno mostrato un quadro misto venerdì, mentre gli investitori analizzavano gli ultimi dati sul prodotto interno lordo del Giappone e attendevano una serie di altri dati economici.
L'indice Nikkei 225 di riferimento del Giappone ha chiuso pressoché invariato a 37.753,72 punti, mentre l'indice Topix, più ampio, ha guadagnato marginalmente lo 0,05% e ha concluso la giornata a 2.740,45 punti.
La notizia arriva dopo che i dati hanno rivelato che l'economia giapponese si è contratta dello 0,2% su base trimestrale nei tre mesi conclusi a marzo.
Questo dato è risultato leggermente più marcato rispetto alla contrazione dello 0,1% prevista dagli economisti intervistati da Reuters.
I dati economici sono emersi in un momento delicato, in cui il Giappone è attualmente impegnato in trattative commerciali con gli Stati Uniti, dalle quali i colloqui iniziali non hanno ancora prodotto un accordo definitivo.
Gli analisti di mercato hanno sottolineato le potenziali implicazioni della crescita economica più lenta del Giappone.
"Un risultato debole per il PIL giapponese potrebbe pesare sulla valutazione dell'aumento dei tassi da parte della Banca del Giappone e spingere il USD/JPY verso la resistenza a 148,13", ha scritto la Commonwealth Bank of Australia in una nota.
Lo yen giapponese si scambiava a 145,52 dollari statunitensi.
Altre parti della regione: l'indice di riferimento australiano S&P/ASX 200 ha guadagnato lo 0,56% chiudendo a 8.343,7.
L'indice Kospi della Corea del Sud ha chiuso con un rialzo dello 0,21% a 2.626,87, mentre il suo omologo che opera nel segmento delle piccole capitalizzazioni, il Kosdaq, ha perso l'1,11% chiudendo a 725,07.
L'indice Nifty 50 indiano, come accennato, ha registrato un calo dello 0,26% nella giornata.
L'indice Hang Seng di Hong Kong è sceso dello 0,43%, mentre il CSI 300 della Cina continentale ha perso lo 0,46%, chiudendo a 3.889,09.
Il Giappone registra un afflusso record di capitali esteri in mezzo ai cambiamenti commerciali.
Guardando ai mercati statunitensi, i futures sui titoli azionari si sono mantenuti pressoché stabili.
Questo ha seguito un notevole rialzo di quattro giorni dell'S&P 500, alimentato da riduzioni tariffarie temporanee concordate tra Stati Uniti e Cina, insieme a incoraggianti dati sull'inflazione.
I contratti futures legati al Dow Jones Industrial Average hanno guadagnato modestamente 32 punti, ovvero lo 0,08%. I futures sull'S&P 500 hanno registrato un leggero calo dello 0,03%, mentre i futures sul Nasdaq 100 hanno diminuito dello 0,07%.
Negli Stati Uniti, le tre principali medie azionarie hanno chiuso la giornata con risultati contrastanti.
L'S&P 500 è salito per la quarta sessione consecutiva, guadagnando lo 0,41% e chiudendo a 5.916,93, estendendo ulteriormente i suoi guadagni settimanali.
Anche il Dow Jones Industrial Average è salito, guadagnando 271,69 punti, ovvero lo 0,65%, chiudendo a 42.322,75.
Tuttavia, il Nasdaq Composite, ricco di titoli tecnologici, ha avuto una performance inferiore alle aspettative, scendendo dello 0,18% e chiudendo a 19.112,32 punti.
Dal Giappone è emersa una narrazione alternativa interessante, dato che ad aprile ha registrato afflussi esteri record nelle sue azioni e nei suoi titoli obbligazionari a lungo termine.
Questo picco si è verificato perché, a quanto pare, gli investitori hanno cercato alternative ai mercati statunitensi in seguito alle diffuse offensive commerciali dell'ex presidente Donald Trump.
Secondo i dati governativi, gli investitori stranieri hanno acquistato azioni e obbligazioni giapponesi a lungo termine per un valore di 8,21 trilioni di yen (56,6 miliardi di dollari) ad aprile.
Morningstar ha osservato che questi afflussi netti sono stati i più consistenti in un mese solare da quando il ministero delle finanze giapponese ha iniziato a raccogliere tali dati nel 1996.
Attenzione al mercato azionario: Bharti Airtel in calo dopo la vendita di una quota di Singtel; Goldman Sachs rialza il giudizio sulle azioni asiatiche.
Sul fronte aziendale in India, le azioni della società di telecomunicazioni Bharti Airtel sono diminuite del 2,53%.
Il calo è seguito all'annuncio di Singapore Telecommunications (Singtel) che ha disinvestito azioni di Bharti Airtel per un valore di 2 miliardi di dollari di Singapore (1,54 miliardi di dollari USA).
Singtel ha dichiarato che la sua quota di partecipazione effettiva in Bharti Airtel diminuirà dal 29,5% al 28,3% al completamento della vendita.
Nel frattempo, Goldman Sachs ha espresso un'opinione più ottimistica sulla situazione della regione in generale.
La banca d'investimento ha rivisto al rialzo il prezzo obiettivo a 12 mesi per le azioni asiatiche, citando prospettive di crescita migliorate e un allentamento delle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina.
La banca ha rivisto al rialzo le proprie previsioni per l'indice MSCI Asia-Pacifico (escluso il Giappone), fissando un nuovo obiettivo a 660 punti, rispetto alla precedente previsione di 620 punti.
"Un contesto tariffario più favorevole suggerisce un rendimento stabile nei prossimi tre mesi, piuttosto che un calo, ma il potenziale di crescita potrebbe essere limitato dall'incertezza persistente sul livello finale delle tariffe", hanno scritto in una nota gli strateghi di Goldman Sachs, guidati da Timothy Moe.
La società ha inoltre rivisto al rialzo la propria prospettiva sugli investimenti azionari globali, portandola a neutra, invertendo così la precedente posizione di sottopeso.
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