Chiusura dei mercati asiatici: Nikkei e Kospi in ribasso; Sensex chiude con un calo di 271 punti.
- Lunedì la maggior parte dei mercati dell'Asia-Pacifico sono scesi a seguito del downgrade del rating statunitense da parte di Moody's e della flessione delle vendite al dettaglio in Cina.
- Moody's ha abbassato il rating creditizio degli Stati Uniti a Aa1, citando il deficit di bilancio e i costi di rifinanziamento del debito.
- L'SSensex ha chiuso in ribasso dello 0,33% (271 punti) a 82.059,42; il Nifty 50 è sceso dello 0,3% a 24.941,35.
Lunedì, una ondata di cautela ha travolto i mercati finanziari dell'Asia-Pacifico, con la maggior parte degli indici principali che hanno chiuso in ribasso mentre gli investitori analizzavano un nuovo pacchetto di dati economici provenienti dalla Cina e le implicazioni del recente abbassamento del rating creditizio degli Stati Uniti da parte di Moody's.
Questo sentimento di moderato pessimismo ha gettato un'ombra sulla regione, portando a cali generalizzati, incluso un leggero ribasso degli indici di riferimento indiani come il Sensex.
I principali fattori scatenanti del calo di oggi erano due.
Innanzitutto, gli indicatori economici provenienti dalla Cina hanno rivelato un rallentamento della crescita delle vendite al dettaglio per il mese di aprile, segnalando preoccupazioni persistenti riguardo ai consumi nella seconda economia mondiale.
Le vendite al dettaglio sono aumentate del 5,1% su base annua ad aprile, risultando inferiori alle stime di Reuters che prevedevano una crescita del 5,5%.
Al contrario, la produzione industriale ha mostrato un quadro leggermente più positivo, crescendo del 6,1% su base annua ad aprile.
Sebbene questo dato sia stato superiore alle aspettative degli analisti, che prevedevano un aumento del 5,5%, ha rappresentato un rallentamento rispetto al balzo del 7,7% registrato a marzo, indicando che l'impatto delle tariffe statunitensi non è stato forse così grave come inizialmente temuto, sebbene rimanga un fattore moderatore.
In secondo luogo, la decisione di Moody's Ratings di venerdì di abbassare di un gradino il rating di credito sovrano degli Stati Uniti, da Aaa ad Aa1, ha continuato a risuonare nei mercati globali.
Moody's ha indicato come motivi principali per la sua decisione le crescenti difficoltà nel finanziare il deficit di bilancio federale statunitense e l'aumento dei costi di rifinanziamento del debito in un contesto di tassi di interesse elevati.
Con questa decisione, Moody's si allinea alle altre principali agenzie di rating; S&P aveva precedentemente declassato il rating degli Stati Uniti nel 2011, e Fitch ha fatto lo stesso nel 2023, riducendolo entrambi a AA+.
Nonostante la gravità di un abbassamento del rating sovrano, alcuni analisti hanno previsto una reazione del mercato inizialmente moderata.
Andamento del mercato regionale
Il sentiment di cautela si è tradotto in perdite diffuse nei mercati azionari asiatici.
L'indice Hang Seng di Hong Kong è diminuito dello 0,05% chiudendo a 23.332,72 punti, mentre il CSI 300 della Cina continentale è sceso dello 0,48%.
L'indice Nikkei 225 di riferimento del Giappone è sceso dello 0,68% chiudendo a 37.498,63 punti, mentre l'indice Topix, più ampio, ha perso lo 0,08% terminando la giornata a 2.738,39 punti.
In Corea del Sud, il Kospi è diminuito dello 0,89% chiudendo a 2.603,42, mentre il Kosdaq, che opera con azioni di piccole dimensioni, ha chiuso con un calo dell'1,56%, a 713,75.
Anche l'S&P/ASX 200 australiano ha ceduto alla pressione, scendendo dello 0,58% e chiudendo a 8.295,1 punti, mentre la Reserve Bank of Australia ha iniziato la sua riunione di due giorni sulla politica monetaria.
Questo calo in Asia ha fatto seguito a una chiusura mista dei mercati statunitensi venerdì, dove l'S&P 500 era riuscito a registrare una quinta sessione consecutiva di guadagni e un forte progresso settimanale, poiché gli investitori sembravano aver superato i dati deludenti sul sentiment dei consumatori e le persistenti preoccupazioni sull'inflazione.
Venerdì, l'S&P 500 è salito dello 0,70% a 5.958,38, il Nasdaq Composite ha guadagnato lo 0,52% a 19.211,10 e il Dow Jones Industrial Average è aumentato dello 0,78% a 42.654,74, portando il benchmark dei 30 titoli in territorio positivo per il 2025.
Tuttavia, i futures sui titoli azionari statunitensi indicano un inizio di settimana più debole, con i futures legati al Dow Jones Industrial Average in calo di 292 punti, ovvero dello 0,7%, i futures sull'S&P 500 in calo dello 0,7% e i futures sul Nasdaq 100 in calo dello 0,8%.
Questo è avvenuto dopo un rialzo di quattro giorni, trainato da riduzioni tariffarie temporanee tra Stati Uniti e Cina e da incoraggianti dati sull'inflazione.
Il Sensex chiude in calo a causa di una divergenza settoriale.
Il mercato azionario indiano ha concluso la seduta di lunedì in modo piuttosto debole.
Il BSE Sensex ha chiuso la giornata a 82.059,42 punti, registrando un calo di 271,17 punti, pari allo 0,33%. Analogamente, il Nifty 50 ha chiuso a 24.941,35 punti, in calo di 74,35 punti, ovvero lo 0,3%.
In una leggera divergenza, l'indice Nifty Bank è riuscito a chiudere con un modesto guadagno dello 0,12%, a 55.420,70.
Nonostante la debolezza generale del mercato, alcuni titoli azionari di peso sono riusciti a registrare guadagni.
Tra i titoli che hanno registrato le migliori performance nell'indice Sensex 30 figurano Bajaj Finance, PowerGrid, NTPC, IndusInd Bank e SBI.
Al contrario, i titoli IT e tecnologici hanno subito una significativa pressione di vendita, con Infosys, Reliance, TCS, Tech Mahindra ed Eicher Motors che si sono distinte come le azioni con le peggiori performance, registrando cali compresi tra l'1% e il 3%.
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