Chiusura dei mercati asiatici: Nikkei in calo dell'1,22%, Hang Seng -1,2%; Sensex chiude a 81.450 punti, in calo di 182 punti.
- Venerdì la maggior parte dei mercati dell'Asia-Pacifico sono scesi a causa del ripristino delle tariffe statunitensi e dei colloqui stabili tra Stati Uniti e Cina.
- L'indice indiano Sensex ha chiuso in ribasso di 182 punti a 81.450; il Nifty 50 ha perso lo 0,32%, penalizzato dai titoli tecnologici, automobilistici e metallurgici.
- Giovedì, una corte d'appello statunitense ha ripristinato le tariffe "reciproche" di Trump, dopo che mercoledì un tribunale commerciale le aveva bloccate.
Venerdì, un'ondata di prudenza ha travolto la maggior parte dei mercati finanziari dell'Asia-Pacifico, con i principali indici che hanno chiuso prevalentemente in ribasso.
Il sentiment degli investitori è stato frenato da una serie di fattori, tra cui segnali di rallentamento dell'economia statunitense, timori persistenti di inflazione e nuove incertezze derivanti dagli sviluppi giudiziari drammatici che hanno riguardato le tariffe "reciproche" del presidente degli Stati Uniti Donald Trump.
Gli indici azionari indiani, tra cui il Sensex, hanno rispecchiato la debolezza regionale, chiudendo la sessione di negoziazione dell'ultimo giorno di maggio in territorio negativo.
Il principale fattore scatenante del calo del mercato è stata la contesa legale riguardante la politica tariffaria del Presidente Trump.
All'inizio della settimana, mercoledì sera, il Tribunale del Commercio Internazionale degli Stati Uniti aveva stabilito che Trump aveva superato i suoi poteri imponendo le sue tariffe "reciproche" e aveva ordinato che gli ordini tariffari contestati fossero annullati.
Tuttavia, questa decisione ebbe breve durata. L'amministrazione Trump presentò immediatamente un ricorso, e giovedì pomeriggio una corte d'appello ripristinò le tasse.
L'amministrazione ha inoltre manifestato la sua intenzione di aggravare la situazione, dichiarando che potrebbe chiedere alla Corte Suprema, già da venerdì, di sospendere la sentenza originale del tribunale federale, se necessario.
A peggiorare le preoccupazioni legate al commercio, il Segretario al Tesoro degli Stati Uniti, Scott Bessent, in un'intervista rilasciata giovedì a Fox News, ha ammesso che i colloqui commerciali tra gli Stati Uniti e la Cina erano "un po' bloccati".
Questa ammissione ha ulteriormente offuscato le prospettive del commercio globale e ha contribuito a un clima di avversione al rischio tra gli investitori.
Andamento dei mercati regionali: un mare di rosso
Il sentiment negativo si è rispecchiato nella maggior parte delle principali borse asiatiche.
L'indice Nikkei 225 di riferimento del Giappone è sceso dell'1,22% chiudendo la giornata a 37.965,10 punti, mentre l'indice Topix, più ampio, ha perso lo 0,37% attestandosi a 2.801,57 punti.
Gli investitori di Tokyo hanno inoltre analizzato una serie di dati economici nazionali, tra cui un notevole aumento dell'inflazione di base a Tokyo per il mese di aprile.
I dati, che riflettono i costi al consumo al netto dei prodotti alimentari freschi, sono aumentati del 3,6% rispetto all'anno precedente, raggiungendo il livello più alto da gennaio 2023.
In Corea del Sud, l'indice Kospi è sceso dello 0,84% chiudendo a 2.697,67, mentre il Kosdaq, che include le piccole aziende, ha perso lo 0,26% attestandosi a 734,35.
Anche i mercati cinesi continentali hanno ceduto alla pressione, con l'indice CSI 300 che ha chiuso la giornata in ribasso dello 0,48%, a 3.840,23 punti. L'indice Hang Seng di Hong Kong ha registrato un calo dell'1,2%, a 23.289,77 punti.
Uno dei pochi segnali positivi nella regione è stato l'S&P/ASX 200 australiano, che è salito dello 0,3% chiudendo la giornata a 8.434,70.
Mercati indiani: il Sensex scende a causa del settore tecnologico, automobilistico e dei metalli; si attendono i dati sul PIL.
Il mercato azionario indiano ha concluso la sessione di negoziazione finale di maggio in territorio negativo.
Un brusco calo dei titoli tecnologici, automobilistici e dei metalli ha trascinato al ribasso gli indici principali, invertendo il breve rialzo osservato nella sessione precedente.
Sebbene le azioni delle società statali abbiano offerto qualche piccolo supporto, non è stato sufficiente per rilanciare il mercato nel suo complesso.
In definitiva, l'NSE Nifty 50 ha chiuso con un calo di 79,90 punti, ovvero lo 0,32%, scendendo nuovamente al di sotto della soglia cruciale dei 24.800 punti, per chiudere a 24.753 punti.
L'indice BSE Sensex è sceso di 182 punti, ovvero dello 0,22%, chiudendo a 81.450 punti.
Gli analisti hanno osservato che gli investitori si sono mostrati cauti in vista della pubblicazione dei dati sul PIL interno, il che ha probabilmente contribuito alla performance modesta della giornata.
Tendenze di fondo del mercato statunitense: i futures scendono, i guadagni di Wall Street sono incerti.
Anche i futures sui titoli azionari statunitensi hanno subito un calo, mentre gli investitori attendono ulteriori notizie commerciali e nuovi dati sull'inflazione.
I contratti futures legati al Dow Jones Industrial Average hanno perso 22 punti, ovvero lo 0,05%. I futures sull'S&P 500 sono scesi dello 0,07%, mentre gli ultimi dati disponibili sui futures del Nasdaq-100 mostrano un calo dello 0,08%.
Questo segue una seduta a Wall Street in cui tutti e tre i principali indici sono riusciti a chiudere in rialzo, sebbene i guadagni siano stati limitati dalla cautela dovuta alle sentenze dei tribunali sui "dazi reciproci" di Trump.
L'S&P 500 è salito, sostenuto dai forti incrementi registrati dal produttore di chip Nvidia, chiudendo la giornata con un rialzo dello 0,4% a 5.912,17, nonostante avesse raggiunto un picco intraday dell'1,0%.
Il Nasdaq Composite è salito dello 0,39% a 19.175,87, rimanendo comunque lontano dal massimo intraday raggiunto, pari all'1,5%.
Il Dow Jones Industrial Average ha guadagnato 117,03 punti, ovvero lo 0,28%, chiudendo a 42.215,73.
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