Chiusura dei mercati asiatici: i titoli azionari scendono a seguito dell'aumento delle tariffe sull'acciaio imposto da Trump; il Sensex chiude in ribasso di 77 punti.

Chiusura dei mercati asiatici: i titoli azionari scendono a seguito dell'aumento delle tariffe sull'acciaio imposto da Trump; il Sensex chiude in ribasso di 77 punti.
Deepali Singh
02 giu 2025, 12:42 PM
  • Lunedì la maggior parte dei mercati dell'area Asia-Pacifico è scesa dopo che Trump ha annunciato il raddoppio delle tariffe sull'acciaio al 50%.
  • Il Sensex ha chiuso in ribasso di 77 punti, con il Nifty al di sotto dei 24.700, a causa delle preoccupazioni globali sul commercio.
  • L'attività manifatturiera giapponese a maggio si è contratta al ritmo più lento degli ultimi 5 mesi, mostrando un leggero miglioramento.

Lunedì, una ondata di preoccupazione ha attraversato la maggior parte dei mercati finanziari dell'Asia-Pacifico, con i principali indici che hanno chiuso prevalentemente in ribasso dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato una significativa escalation del protezionismo commerciale dichiarando che raddoppierà le tariffe sulle importazioni di acciaio al 50%.

Questa mossa, in vigore da mercoledì, ha riacceso le preoccupazioni sulla stabilità del commercio globale e ha pesato fortemente sul sentiment degli investitori in tutta la regione, con una chiusura debole per gli indici di riferimento indiani come il Sensex.

Il principale fattore scatenante del crollo del mercato è stata la dichiarazione del Presidente Trump, fatta durante un discorso rivolto agli operai siderurgici statunitensi presso la fabbrica Irvin Works della US Steel a West Mifflin, in Pennsylvania.

"Porteremo le tariffe sull'acciaio importato negli Stati Uniti d'America dal 25% al 50%", ha dichiarato Trump, aggiungendo che queste tariffe elevate "rafforzeranno ulteriormente l'industria siderurgica".

Successivamente, tramite un post su Truth Social, ha confermato che le nuove tariffe sull'acciaio entreranno in vigore il 4 giugno.

Questa posizione aggressiva in materia commerciale ha immediatamente gettato un'ombra sui mercati che dipendono dal commercio internazionale.

Reazione del mercato regionale: cali generalizzati, con poche eccezioni.

L'annuncio di Trump ha avuto un impatto su tutti i mercati azionari asiatici.

L'indice Nikkei 225, di riferimento del Giappone, è sceso bruscamente dell'1,30% chiudendo a 37.470,67 punti, mentre l'indice Topix, più ampio, ha perso lo 0,87% attestandosi a 2.777,29 punti.

In Corea del Sud, il Kospi ha concluso la giornata di negoziazione pressoché invariato a 2.698,97, dimostrando una certa resilienza.

Tuttavia, il Kosdaq, che comprende le azioni di piccole società, è riuscito a salire dello 0,81% a 740,29 punti, con gli investitori che guardano anche alle elezioni presidenziali del paese, in programma per il 3 giugno.

L'indice S&P/ASX 200 australiano ha perso lo 0,24% e ha chiuso a 8.414,1 punti.

Anche l'indice Hang Seng di Hong Kong è diminuito, registrando un calo dell'1,2%.

Vale la pena notare che i mercati in Cina, Malesia e Nuova Zelanda erano chiusi per festività nazionali, il che potrebbe aver ridotto i volumi commerciali regionali.

Secondo le notizie economiche provenienti dal Giappone, l'attività manifatturiera ha registrato una contrazione al ritmo più lento degli ultimi cinque mesi a maggio, offrendo un leggero segnale di miglioramento nel settore industriale.

L'indice PMI (Purchasing Managers' Index) finale del settore manifatturiero giapponese di au Jibun Bank è salito a 49,4 a maggio, rispetto al 48,7 di aprile.

Sebbene questo abbia rappresentato l'undicesimo mese consecutivo in cui l'indice è rimasto al di sotto della soglia dei 50 punti che separa la contrazione dall'espansione, l'aumento è stato interpretato come un segnale positivo, seppur incerto.

"Si sono notati segnali preliminari di un potenziale miglioramento delle performance del settore nell'anno a venire... i livelli di occupazione sono aumentati al ritmo più rapido da oltre un anno", ha commentato Annabel Fiddes, direttrice associata di economia presso S&P Global Market Intelligence.

Mercati indiani: il Sensex cede alla pressione globale

Gli indici azionari indiani hanno rispecchiato la cautela più generale della regione.

Il BSE Sensex ha chiuso con un calo di 77 punti, mentre anche il Nifty 50 ha registrato un ribasso, chiudendo al di sotto dei 24.700 punti.

In precedenza, durante la sessione, si era registrato un calo dello 0,10% per l'indice Nifty 50 indiano.

Tra i pochi titoli che hanno registrato guadagni significativi in un mercato indiano altrimenti poco dinamico, si è distinta Adani Ports, le cui azioni sono aumentate del 2%.

Sottotesti del mercato statunitense: i futures scendono dopo un maggio positivo.

Le rinnovate preoccupazioni commerciali hanno avuto un impatto anche sui futures azionari statunitensi, che sono scesi mentre Wall Street si preparava all'inizio di un nuovo mese di negoziazione dopo le buone performance di maggio.

I futures sull'S&P 500 hanno perso lo 0,3%, un sentiment che si è rispecchiato anche nei futures sul Nasdaq-100. Anche i futures legati al Dow Jones Industrial Average hanno registrato un calo di 108 punti, ovvero lo 0,3%.

Questo è avvenuto dopo una chiusura mista delle tre principali medie statunitensi del venerdì precedente.

L'S&P 500 è rimasto pressoché invariato, scendendo di 0,01% e chiudendo a 5.911,69, ma comunque concludendo un mese di guadagni significativi.

Il Nasdaq Composite è sceso dello 0,32% a 19.113,77, mentre il Dow Jones Industrial Average è riuscito ad aggiungere 54,34 punti, ovvero lo 0,13%, chiudendo a 42.270,07.