XRP rimbalza a 2,14 dollari dopo le perdite di maggio, ma la volatilità di giugno incombe.
- Storicamente, il mese di giugno ha mostrato un rendimento mediano del -8,49% per XRP nell'arco di 11 anni.
- XRP si mantiene sopra i 2,12 dollari, ma rischia di scendere ulteriormente se dovesse cedere il supporto.
- L'RSI rimane al di sotto di 50, a indicare un momento di debolezza mentre le aspettative sugli ETF si affievoliscono.
XRP ha annullato quasi tutti i guadagni accumulati all'inizio di maggio, scendendo di oltre l'11% prima di riprendersi leggermente a 2,14 dollari, con un aumento dello 0,71% nell'ultima sessione.
Fonte: CoinMarketCap
Il rimbalzo offre un leggero sollievo all'inizio di giugno, sebbene la cautela degli investitori rimanga elevata a causa delle tendenze stagionali e delle continue vendite da parte dei possessori a lungo termine.
Nonostante le rinnovate speranze seguite ai progressi di Ripple nella sua battaglia legale con la Securities and Exchange Commission (SEC), il sentiment generale rimane fragile.
Con il mercato delle criptovalute che mostra segnali di consolidamento, XRP si trova ad affrontare segnali contrastanti. Gli investitori devono ora considerare l'impatto delle scarse performance stagionali insieme alla recente pressione di vendita da parte di possessori esperti.
Le tendenze di giugno mostrano un rendimento mediano del -8,49% su 11 anni.
Analizzando la performance storica del prezzo di XRP, si nota che il mese di giugno ha costantemente registrato risultati inferiori alle aspettative. Secondo i dati degli ultimi 11 anni, il rendimento mensile mediano di XRP a giugno è stato del -8,49%.
Dopo il crollo di fine maggio, l'altcoin entra nel nuovo mese con un rischio maggiore di ulteriori cali, nonostante l'attuale rialzo.
La stagionalità nei mercati delle criptovalute può avere effetti tangibili, in particolare per le attività con modelli storici ben definiti.
Nel caso di XRP, la congiunzione di una debolezza storica e di recenti segnali tecnici potrebbe indurre maggiore cautela sia da parte dei trader che degli operatori istituzionali.
I possessori a lungo termine vendono mentre il numero di giorni in cui il valore di una criptovaluta è rimasto invariato raggiunge livelli record.
Uno degli indicatori più importanti del comportamento degli investitori, i "Coin Days Destroyed" (CDD), è aumentato vertiginosamente negli ultimi giorni, il che indica una vendita da parte dei possessori a lungo termine (LTH).
Il CDD (Coin Days Destroyed) si calcola moltiplicando la quantità di XRP spesa per il numero di giorni trascorsi dall'ultima volta che è stata movimentata, fornendo così un quadro più chiaro delle monete più vecchie che rientrano nel mercato.
Il CDD di XRP si attesta attualmente a 337 miliardi, il livello più alto da dicembre 2024. L'importanza di questa metrica risiede nella sua capacità di monitorare la rotazione di capitale dai possessori esperti ai nuovi entranti.
Storicamente, quando il CDD (Cumulative Daily Dollar) sale vertiginosamente, indica che i detentori a lungo termine stanno chiudendo le posizioni, sia per assicurarsi i profitti sia per mitigare il rischio di perdite.
Queste vendite massicce spesso segnano un cambiamento nella struttura del mercato. L'uscita di investitori esperti può portare ad un aumento della volatilità e potenzialmente inibire qualsiasi tentativo di ripresa nel breve termine.
XRP rimane sopra il livello di supporto di 2,12 dollari, ma la mancata tenuta di questa soglia potrebbe innescare un calo a 2,02 dollari o addirittura a 1,94 dollari.
Il caso SEC sta per concludersi, ma le prospettive di un ETF XRP rimangono incerte.
Sebbene il recente rialzo di XRP possa essere incoraggiante per alcuni investitori, la chiarezza normativa rimane una variabile fondamentale.
Si prevede che la lunga battaglia legale tra Ripple e la SEC si concluderà presto, un traguardo che molti ritengono aprirà nuove opportunità per l'azienda.
Una possibilità è l'ingresso in borsa di Ripple, dato che la cassa della società detiene oltre 120 miliardi di dollari in XRP, più del doppio rispetto alla quantità di Bitcoin detenuta da Strategy (già MicroStrategy).
Tuttavia, le aspettative riguardo a un potenziale ETF XRP rimangono modeste.
Sebbene un prodotto di questo tipo attirerebbe ingenti flussi di capitali, gli investitori istituzionali stanno prendendo in considerazione anche altre opzioni per diversificare il proprio portafoglio.
Secondo alcuni esponenti del settore delle criptovalute, l'attenzione potrebbe spostarsi verso aziende come VivoPower o Hyperscale, che offrono un'esposizione indiretta a XRP, in modo simile a come Strategy offre un'esposizione a Bitcoin.
Che si tratti di ETF o meno, questo interesse strutturale potrebbe contribuire a invertire la pressione ribassista se ben calibrato con il miglioramento delle condizioni di mercato.
Per ora, XRP continua a mettere alla prova la pazienza degli investitori con segnali contrastanti.
L'RSI rimane debole mentre XRP testa i livelli di supporto chiave.
Da un punto di vista tecnico, XRP viene scambiato a 2,14 dollari, con un aumento dello 0,71%.
Il prezzo rimane appena sopra il livello di supporto chiave di 2,12 dollari, mentre la prossima resistenza significativa si trova a 2,27 dollari.
L'indice di forza relativa (RSI) rimane al di sotto di 50, il che segnala un debole slancio rialzista.
Una rottura al di sotto di 2,12 dollari potrebbe accelerare la tendenza al ribasso, ma se i compratori riuscissero a riconquistare 2,27 dollari, un rialzo a breve termine verso 2,50 dollari è ancora possibile.
Affinché ciò accada, una nuova accumulazione dovrebbe assorbire le vendite da parte dei possessori a lungo termine. L'approvazione di un ETF, un'offerta pubblica o un investimento strategico da parte di una società potrebbero fungere da catalizzatore.
Fino ad allora, è probabile che l'altcoin rimanga sotto pressione, a seconda di come evolveranno le tendenze di mercato più ampie e le decisioni normative.
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