Non c'è una soluzione facile: l'OCSE avverte che le tariffe di Trump stanno soffocando la crescita globale e alimentando l'inflazione.

Non c'è una soluzione facile: l'OCSE avverte che le tariffe di Trump stanno soffocando la crescita globale e alimentando l'inflazione.
Deepali Singh
03 giu 2025, 10:28 AM
  • L'OCSE avverte che le sanzioni tariffarie di Trump hanno spinto l'economia globale verso una recessione, aumentando l'incertezza.
  • La previsione di crescita globale è stata rivista al ribasso al 2,9% (dal 3,3% nel 2024); la crescita statunitense dovrebbe scendere all'1,6% (dal 2,8%).
  • L'OCSE identifica le politiche commerciali di Trump come il "problema più urgente" per l'economia globale.

L'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) ha lanciato un severo avvertimento, affermando che le politiche commerciali aggressive e conflittuali del Presidente Donald Trump hanno spinto l'economia globale in una significativa recessione, caratterizzata da un'incertezza crescente.

L'organizzazione con sede a Parigi ha sottolineato che gli Stati Uniti stessi sono tra le nazioni più duramente colpite da queste misure protezionistiche.

Nella sua ultima valutazione, l'OCSE ha rivisto al ribasso le sue previsioni economiche globali per la seconda volta quest'anno, citando direttamente l'impatto negativo delle ampie misure tariffarie attuate dal presidente americano.

L'organizzazione ha sottolineato che la combinazione di barriere commerciali recentemente erette e dell'incertezza che esse generano sta gravemente minando la fiducia delle imprese e soffocando gli investimenti in tutto il mondo.

Inoltre, l'OCSE ha messo in guardia sul fatto che questa crescente ondata di protezionismo sta contribuendo attivamente a generare pressioni inflazionistiche in tutte le economie.

L'OCSE prevede ora che la crescita economica globale rallenterà al 2,9% quest'anno, una riduzione notevole rispetto all'espansione del 3,3% registrata nel 2024.

Le prospettive per gli Stati Uniti sono ancora più preoccupanti, con una crescita economica prevista in calo a soli 1,6%, rispetto al precedente 2,8%.

Questa previsione rappresenta una revisione al ribasso significativa rispetto alle proiezioni dell'OCSE formulate a marzo, sottolineando il rapido peggioramento della situazione economica.

"Le prospettive economiche indebolite si faranno sentire in tutto il mondo, quasi senza eccezioni", ha dichiarato Alvaro Pereira, economista capo dell'OCSE.

Il protezionismo: il problema economico globale più urgente.

L'analisi dell'OCSE traccia un quadro chiaro: le politiche commerciali del Presidente Trump si sono rivelate la sfida più pressante che l'economia globale deve affrontare, senza soluzioni immediate e semplici in vista.

L'organizzazione ha avvertito che la situazione potrebbe peggiorare ulteriormente a causa di misure di ritorsione da parte dei partner commerciali statunitensi, di un'ulteriore erosione della fiducia delle imprese e dei consumatori, o di un'altra ondata destabilizzante di rivalutazioni nei mercati finanziari.

Questa valutazione piuttosto pessimistica è stata pubblicata mentre i ministri dei 38 paesi membri dell'OCSE si riunivano a Parigi per il loro incontro annuale.

Tra i partecipanti di alto profilo attesi al convegno figurano il rappresentante commerciale statunitense Jamieson Greer e il commissario europeo per il commercio Maros Sefcovic. È prevista anche la partecipazione di Lin Feng, rappresentante del Ministero del Commercio cinese, il che preannuncia discussioni potenzialmente cruciali sul commercio.

Sottolineando l'urgenza della situazione, l'OCSE ha dichiarato: "Accordi per alleviare le tensioni commerciali e ridurre i dazi e le altre barriere commerciali saranno fondamentali per rilanciare la crescita e gli investimenti ed evitare l'aumento dei prezzi. Questa è di gran lunga la priorità politica più importante".

Tuttavia, l'organizzazione ha anche moderato le aspettative, osservando che anche se il Presidente Trump dovesse immediatamente invertire la rotta sui dazi, i benefici previsti in termini di crescita economica e riduzione dell'inflazione non si materializzerebbero istantaneamente.

È probabile che perduri un freno persistente derivante dall'elevata incertezza politica.

Fattori sfavorevoli specifici degli Stati Uniti: restrizioni all'immigrazione, problemi di bilancio e rischi di inflazione.

Per gli Stati Uniti in particolare, l'OCSE ha individuato ulteriori fattori che aggravano l'impatto negativo dell'attività commerciale sull'economia del paese.

Questi includono limitazioni all'immigrazione e una notevole riduzione della forza lavoro federale.

L'organizzazione ha inoltre avvertito che si prevede che il deficit di bilancio degli Stati Uniti aumenterà ulteriormente.

Si prevede che l'impatto di una minore attività economica compenserà ampiamente i vantaggi derivanti dai tagli di spesa e dai proventi generati dalle tariffe.

Secondo l'OCSE, si prevede che anche l'inflazione negli Stati Uniti aumenterà quest'anno.

Questa pressione inflazionistica rende probabile che la Federal Reserve si astenga dal riprendere il rilassamento della politica monetaria fino al 2026.

L'OCSE ha aggiunto un ulteriore avvertimento, suggerendo che questo processo potrebbe addirittura essere interrotto se le aspettative dei prezzi al consumo si discostassero dagli obiettivi della banca centrale.