Gli Stati Uniti sanzionano il giudice della Corte Suprema brasiliana, intensificando lo scontro globale sul processo Bolsonaro

Gli Stati Uniti sanzionano il giudice della Corte Suprema brasiliana, intensificando lo scontro globale sul processo Bolsonaro
Devesh Kumar
30 lug 2025, 20:11 PM
  • Moraes sanzionato per presunte violazioni dei diritti nel processo Bolsonaro.
  • Sanzioni emesse ai sensi del Global Magnitsky Act, rivolte a presunte violazioni dei diritti umani.
  • Trump definisce il processo Bolsonaro una "vergogna internazionale" e minaccia forti dazi sulle importazioni brasiliane.

Gli Stati Uniti hanno imposto sanzioni al giudice della Corte Suprema brasiliana Alexandre de Moraes, citando preoccupazioni per la sua condotta nel procedimento penale contro l'ex presidente Jair Bolsonaro.

Lo ha annunciato mercoledì il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti. Le sanzioni accusano Moraes di oltrepassare i confini legali.

L'amministrazione Trump ha affermato che il giudice ha ordinato detenzioni preventive arbitrarie e ha limitato la libertà di espressione.

Moraes sta attualmente presiedendo il processo a Bolsonaro, incentrato sulle accuse secondo cui l'ex presidente avrebbe tentato di aggrapparsi al potere attraverso un colpo di stato dopo aver perso le elezioni del 2022.

Cosa c'è dietro la mossa?

Il giudice Alexandre de Moraes ha imposto una serie di dure restrizioni all'ex presidente Jair Bolsonaro, tra cui l'ordine di indossare un monitor alla caviglia, il divieto di utilizzare i social media e il divieto di contattare governi stranieri, mosse secondo quanto riferito guidate dai timori che Bolsonaro possa tentare di fuggire dal paese.

Questi passi sono arrivati poco dopo che la Corte Suprema del Brasile ha approvato i mandati di perquisizione e le incursioni della polizia nella casa di Bolsonaro.

Il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha criticato aspramente Moraes, accusandolo di reprimere la libertà di parola costituzionalmente protetta e di ricorrere frequentemente alla detenzione preventiva senza accuse formali.

Le sanzioni, annunciate ai sensi del Global Magnitsky Act, consentono agli Stati Uniti di sanzionare i funzionari stranieri legati a violazioni dei diritti umani o corruzione.

Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha condannato la condotta di Moraes come una "caccia alle streghe" politicamente motivata, sostenendo che ha preso di mira sia i sostenitori americani che brasiliani di Bolsonaro.

Tempesta politica sul processo Bolsonaro

Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha anche revocato i visti al giudice Alexandre de Moraes, a molti dei suoi colleghi giudici e ai loro familiari.

Il segretario di Stato Marco Rubio ha condannato la campagna legale contro l'ex presidente Jair Bolsonaro come politicamente motivata, definendola "censura" e una chiara violazione delle libertà fondamentali.

Queste azioni hanno ulteriormente teso le relazioni tra Washington e Brasilia.

Bolsonaro, uno stretto alleato dell'ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump, ha ricevuto il sostegno vocale di Trump.

Trump ha definito il processo di San Paolo una "vergogna internazionale" e ha avvertito di dazi del 50% sulle importazioni brasiliane a partire dal 1° agosto, a meno che il Brasile non fermi quello che ha descritto come il processo politico contro Bolsonaro.

L'attuale presidente del Brasile, Luiz Inácio Lula da Silva, ha respinto con forza le sanzioni e i divieti di visto degli Stati Uniti, definendoli un'intrusione ingiustificata nell'indipendenza giudiziaria del Brasile.

Il caso Bolsonaro è diventato un punto focale della crescente spaccatura geopolitica.

Moraes, visto da molti nella sinistra brasiliana come un difensore della democrazia, deve affrontare le accuse degli alleati di Bolsonaro e della destra statunitense di abusare del suo potere giudiziario per mettere a tacere gli oppositori politici.

I membri della famiglia di Bolsonaro, tra cui suo figlio Eduardo, hanno attivamente fatto pressioni a Washington per spingere per sanzioni contro Moraes e sostenere la difesa legale di Bolsonaro all'estero.

La decisione degli Stati Uniti di sanzionare un giudice in carica della più alta corte del Brasile segna una mossa straordinaria che sottolinea quanto profondamente le turbolenze politiche e giudiziarie del Brasile si siano riversate sulla scena globale.