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La Malesia consentirà ai exchange crypto di quotare i token in modo indipendente a partire dal 2026

La Malesia consentirà ai exchange crypto di quotare i token in modo indipendente a partire dal 2026
Rony Roy
17 nov 2025, 10:57 AM
  • La Securities Commission consentirà agli exchange autorizzati di approvare le quotazioni di token a partire dal 2026.
  • Le restrizioni attuali richiedono l'approvazione della SC per ogni token quotato su qualsiasi piattaforma.
  • Attualmente in Malesia operano solo sei exchange autorizzati, tutti limitati a 19 token approvati da SC.

La Malesia consentirà agli exchange di criptovalute di quotare in modo indipendente i token digitali a partire dal 2026, segnando un'importante revisione rispetto all'attuale sistema di approvazione guidato dalle autorità di regolamentazione.

Parlando al Finternet 2025 Asia Digital Finance Summit, Wong Huei Ching, direttore esecutivo della strategia digitale e dell'innovazione presso la Securities Commission Malaysia, ha affermato che l'autorità di regolamentazione emetterà linee guida rafforzate il prossimo anno che consentiranno agli exchange di elencare i token in base ai propri processi di governance piuttosto che richiedere l'autorizzazione caso per caso da parte della SC.

Attualmente, le criptovalute sono soggette a un processo di quotazione ristretto in cui ogni token deve essere esaminato e approvato dalla commissione prima di poter essere scambiato su uno qualsiasi dei sei exchange autorizzati del paese.

Al momento, l'autorità di regolamentazione ha approvato solo 19 token per il trading, inclusi asset importanti come Bitcoin, Ethereum e Ripple, oltre ad altri come Solana, Cardano e Polkadot.

Tuttavia, in base alla struttura aggiornata, gli exchange che soddisfano gli standard necessari saranno autorizzati a valutare e quotare i token da soli, a condizione che mantengano rigorosi controlli interni e protocolli di trasparenza.

La Securities Commission della Malesia ha proposto per la prima volta il quadro liberalizzato nel luglio 2025 nell'ambito di una più ampia consultazione sulla modernizzazione delle regole sugli exchange di asset digitali.

All'epoca, l'autorità di regolamentazione aveva delineato la sua intenzione di accelerare le tempistiche di quotazione dei token, migliorare l'accesso degli investitori e ridurre i colli di bottiglia normativi.

Ha anche affermato che gli exchange dovrebbero rafforzare la governance interna e adottare misure di due diligence più rigorose per integrare le loro maggiori responsabilità.

Le ultime riforme stanno probabilmente arrivando in risposta alla rapida crescita dell'ecosistema crypto della Malesia.

Negli ultimi anni, l'industria degli asset digitali nel paese ha visto un aumento dei volumi di trading, un aumento della partecipazione degli utenti e un maggiore coinvolgimento istituzionale.

Secondo i dati ufficiali, i volumi totali di trading di criptovalute sono passati da 5,4 miliardi di RM nel 2023 a 13,9 miliardi di RM nel 2024.

Entro il 2025, più di 840.000 malesi avevano aperto conti su piattaforme regolamentate e il paese si colloca ora tra i primi dieci a livello globale per possesso di criptovalute.

Le normative crypto in Asia

Mentre la Malesia si sta muovendo verso un regime più flessibile che consenta agli exchange di assumere un ruolo guida nelle quotazioni di token, altre giurisdizioni asiatiche non sono state così aperte quando si tratta di tale autonomia, in gran parte a causa delle preoccupazioni sulla protezione degli investitori e di altri rischi sistemici.

Ad esempio, a Hong Kong, la Securities and Futures Commission richiede a tutti i piattaforme trading autorizzati di ottenere un'approvazione esplicita prima di quotare qualsiasi token per gli investitori al dettaglio.

La città applica anche rigide regole di custodia e limita l'accesso al dettaglio a un piccolo elenco di criptovalute a grande capitalizzazione come Bitcoin.

Allo stesso modo, in Giappone, i nuovi token devono prima essere esaminati e approvati dalla Japan Virtual and Crypto Assets Exchange Association.

Sebbene il paese utilizzi un modello di autoregolamentazione, la JVCEA detiene il potere di veto e pone un'enfasi significativa sulla protezione degli utenti.

La Thailandia ha mantenuto un elenco strettamente controllato di criptovalute approvate e impone una forte supervisione su tutte le entità autorizzate del settore.

E la Corea del Sud, sebbene stia esplorando una cauta liberalizzazione attraverso programmi pilota, continua ad applicare una rigorosa base di leggi sulla protezione degli utenti e si sta muovendo verso un quadro legislativo completo.