Il prezzo di Bitcoin scende sotto gli 87.000 dollari: ecco perché il BTC sta scendendo

Il prezzo di Bitcoin scende sotto gli 87.000 dollari: ecco perché il BTC sta scendendo
Charles Thuo
20 nov 2025, 18:31 PM
  • I miner hanno venduto 172 milioni di dollari in BTC, aumentando una forte pressione sul prezzo di Bitcoin.
  • Gli outflow di ETF di Bitcoin e la debole domanda istituzionale aggravano il crollo del mercato.
  • Le prospettive caute della Fed e le speranze di tagli dei tassi in calo alimentano la volatilità del Bitcoin.

Bitcoin è sceso ancora una volta sotto la soglia di 87.000 dollari, prolungando una settimana dolorosa per la più grande criptovaluta al mondo.

La criptovaluta sta affrontando una pressione crescente mentre una combinazione di deflussi istituzionali, vendite di miner e segnali tecnici ribassisti pesa sul mercato.

La pressione di vendita aumenta su tutto il mercato

Nelle ultime ore, Bitcoin è sceso del 2,68% a circa 86.924 dollari al momento della stampa, mentre ha registrato un netto calo del 12,9% nell'ultima settimana.

Il crollo avviene mentre il mercato è scosso da diversi fattori, tra cui il principale sono le grandi vendite di minatori.

Solo il 20 novembre, i miner hanno scaricato Bitcoin per un valore di circa 172 milioni di dollari, il più grande deflusso in uscita in sei settimane.

Questa ondata di profitti arriva mentre i miner rispondono alla volatilità e al fallimento di Bitcoin nel recuperare il livello psicologicamente significativo di 90.000 dollari.

Le liquidazioni dei miner spesso segnalano un sentimento ribassista a breve termine perché i costi operativi li costringono a vendere durante i bassi, aumentando una pressione immediata sui prezzi.

Allo stesso tempo, gli indicatori tecnici hanno rafforzato lo slancio negativo.

Bitcoin è sceso sotto i livelli chiave di supporto, inclusi i 90.000 dollari, attivando ordini di vendita automatizzati e contribuendo a 1,33 miliardi di dollari in liquidazioni con leva nelle ultime 24 ore.

L'Indice di Forza Relativa (RSI14) ora si trova a 29,42, suggerendo condizioni di sovravendita, mentre l'istogramma MACD a -921,46 segnala un continuo momentum ribassista.

La media mobile semplice a 7 giorni, attualmente a 94.332 dollari, ora funge da resistenza, rendendo più difficile per Bitcoin effettuare una ripresa nel breve termine.

Gli occhi sono ora puntati sul prossimo livello di supporto Fibonacci a 85.000 dollari, che potrebbe determinare se BTC continuerà a scivolare verso i 76.000 dollari.

Le uscite istituzionali approfondiscono la crisi

A peggiorare la pressione di vendita, gli investitori istituzionali hanno ritirato fondi dagli ETF Bitcoin spot.

Solo il 20 novembre, gli ETF hanno registrato 278 milioni di dollari di uscite, con grandi attori come BlackRock e Fidelity a guidare i prelievi.

Storicamente, i flussi degli ETF hanno avuto un ruolo cruciale nella stabilizzazione dei prezzi del Bitcoin e i deflussi sostenuti rischiano di aggravare i movimenti al ribasso.

La domanda in calo da parte degli investitori istituzionali segnala un calo dell'appetito per il rischio e rende il mercato più vulnerabile a improvvisi oscillazioni.

Anche il mercato crypto più ampio ha sentito l'impatto, con Ethereum, XRP e Solana che hanno registrato cali di oltre il 2% nelle ultime 24 ore.

Di conseguenza, le liquidazioni totali sul mercato hanno raggiunto i 695 milioni di dollari, di cui 493 milioni erano posizioni a lungo.

Questi dati sottolineano la portata delle vendite di panico e evidenziano un mercato attualmente dominato dalla paura, come riflesso nell'Indice Crypto Fear and Greed, che ora si trova a 15 punti, saldamente nella zona della "Paura Estrema".

Le prospettive della Fed aumentano l'incertezza

L'ultimo crollo di Bitcoin è anche legato a sviluppi macroeconomici, in particolare alle recenti prospettive di politica della Federal Reserve.

I verbali della riunione della Fed di ottobre hanno rivelato che i funzionari stanno monitorando attentamente il mercato del lavoro in raffreddamento, che ha mostrato solo un indebolimento graduale, mentre l'inflazione rimane elevata.

La decisione della banca centrale di tagliare i tassi di interesse di 25 punti base il mese scorso è stata temperata dalla cautela, e la prospettiva di ulteriori tagli a dicembre si è ridotta.

Morgan Stanley ha indicato di non aspettarsi una riduzione dei tassi, che ha alimentato vendite di asset ad alto rischio come Bitcoin.

Gli investitori sensibili alle decisioni sui tassi d'interesse stanno ora aggiustando le proprie posizioni, contribuendo ulteriormente alla volatilità del mercato.

Prospettive sul prezzo del Bitcoin

Nonostante il calo attuale, alcuni ritengono che le condizioni di sovravendita (indicate dall'RSI) possano offrire un'opportunità a breve termine per un rimbalzo, anche se recuperare 90.000 dollari è fondamentale per fermare ulteriori perdite.

Le prossime sessioni di trading saranno cruciali, mentre miner, investitori istituzionali e trader al dettaglio navigano in un mercato in cui sia segnali tecnici che fattori macroeconomici esercitano una forte pressione al ribasso.

Per ora, Bitcoin rimane in un momento precario, con il sentimento degli investitori fragile e il potenziale per una volatilità continua elevata.