Il crollo dell'economia di Gaza spiegato: come la guerra abbia spinto 2,3 milioni di persone nella povertà

Il crollo dell'economia di Gaza spiegato: come la guerra abbia spinto 2,3 milioni di persone nella povertà
Diya Poddar
25 nov 2025, 16:18 PM
  • Il PIL pro capite è sceso a 161 dollari all'anno, uno dei livelli più bassi a livello globale.
  • Circa il 70% delle strutture di Gaza è stato danneggiato entro aprile 2025.
  • L'attività economica è diminuita del 73% in base ai dati della luce notturna.

Gaza ha vissuto uno dei collassoli economici più rapidi e gravi della storia moderna.

Nuovi dati dell'Agenzia delle Nazioni Unite per il Commercio e lo Sviluppo (UNCTAD) mostrano che due anni di guerra, uniti a restrizioni di lunga data, hanno cancellato decenni di sviluppo e spinto ogni singola persona a Gaza nella povertà.

La portata della distruzione ha lasciato il territorio senza infrastrutture funzionanti, indebolito le finanze statali e eliminato quasi tutte le fonti di reddito.

Cosa è successo all'economia di Gaza

L'economia di Gaza si è contratta di circa l'83% nel 2024, scendendo a un PIL annuo di circa 362 milioni di dollari.

Con il PIL pro capite che scende a 161 dollari all'anno, l'attività economica ha raggiunto uno dei livelli più bassi mai visti al mondo.

Secondo l'UNCTAD, il crollo ha portato tutti i 2,3 milioni di abitanti di Gaza sotto la soglia di povertà.

La distruzione fisica è enorme. Ad aprile 2025, circa il 70% di tutte le strutture a Gaza era stato danneggiato. Questo include abitazioni, scuole, ospedali, sistemi idricci, reti elettriche, fabbriche, strade ed edifici pubblici.

I dati satellitari sulla luce notturna mostrano un calo dell'attività economica del 73% tra ottobre 2023 e maggio 2025.

Perché è avvenuto il crollo

La guerra di due anni è la causa centrale, ma ha colpito un sistema già fragile.

L'economia di Gaza si basava su attività industriale limitata, produzione su piccola scala e rotte commerciali limitate.

Quando il conflitto è degenerato, le fabbriche sono state chiuse, le catene di approvvigionamento si sono spezzate, l'elettricità è diventata inaffidabile e i controlli sui movimenti si sono rafforzati ulteriormente.

Le aziende hanno perso l'accesso alle materie prime. I lavoratori non potevano raggiungere il loro lavoro. Fattorie, laboratori e magazzini furono distrutti.

I principali sistemi infrastrutturali come telecomunicazioni, approvvigionamento idrico e corridoi di trasporto hanno smesso di funzionare normalmente.

Le restrizioni di lunga data su movimento, commercio e investimenti hanno intensificato i danni e limitato la possibilità di una rapida ripresa.

Le finanze governative peggiorarono nello stesso periodo.

Il debito pubblico raggiunse i 4,2 miliardi di dollari, mentre le bollette e gli arretrati salirono a 1,38 miliardi di dollari.

Ciò riduceva la capacità delle autorità di fornire servizi o sostenere gli sforzi di recupero precoce.

Impatto su tutto il territorio palestinese occupato

Lo shock economico si estende oltre Gaza.

In tutto il territorio palestinese occupato, il PIL è tornato ai livelli del 2010 e il PIL pro capite è sceso ai livelli del 2003, eliminando più di vent'anni di progressi nello sviluppo.

L'UNCTAD prevede inoltre un calo dell'indice di sviluppo umano da 0,716 a 0,643.

Questo inverte un quarto di secolo di guadagni in salute, istruzione e reddito.

Anche la Cisgiordania è stata colpita da una riduzione dei movimenti, dal calo delle opportunità economiche e dalle crescenti pressioni sulle imprese.

Queste condizioni hanno rallentato il commercio e indebolito i mercati del lavoro, mettendo ulteriore pressione sulle famiglie già a rischio.

Come sarà la guarigione

La ricostruzione di Gaza sarà una sfida a lungo termine. UNCTAD stima che la ricostruzione richieda più di 70 miliardi di dollari.

Questo riflette la portata dei danni a case, edifici pubblici, reti infrastrutturali e settori produttivi.

Anche in condizioni stabili con supporto internazionale sostenuto, tornare ai livelli di produzione prebellici potrebbe richiedere decenni.

Il crollo ha anche generato gravi conseguenze umanitarie.

La disoccupazione a Gaza è salita a circa l'80%, l'inflazione ha raggiunto circa il 238% e le famiglie affrontano carenze critiche di beni e servizi essenziali.