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Scontro Iran‑USA: Qatar Airways, Emirates ed Etihad sospendono i voli

Scontro Iran‑USA: Qatar Airways, Emirates ed Etihad sospendono i voli
Harsh Vardhan
28 feb 2026, 19:29 PM

Il traffico aereo civile sul Golfo Persico è collassato nel giro di poche ore sabato dopo che gli attacchi di rappresaglia dell'Iran contro basi statunitensi hanno provocato una chiusura senza precedenti di uno dei corridoi aerei più trafficati al mondo.

Quello che era iniziato come dirottamenti e circuiti di attesa si è rapidamente trasformato in un blocco totale, quando le autorità hanno chiuso lo spazio aereo sulle rotte chiave e i vettori regionali hanno congelato le operazioni.

All'Aeroporto Internazionale di Dubai, lo scalo internazionale più trafficato al mondo, i tabelloni partenze che inizialmente segnalavano ritardi progressivi sono presto passati in massa a "cancellato" mentre Emirates e altre compagnie sospendevano i voli.

Il vettore, che ha costruito il proprio brand su un'affidabilità quasi costante anche durante la pandemia e le escalation regionali, ha dichiarato che avrebbe sospeso tutti i servizi fino alle 3 di domenica, definendo la misura l'unica risposta praticabile al peggioramento della situazione della sicurezza.

Qatar Airways ha fatto lo stesso a Doha, sospendendo le operazioni fino a mezzanotte, mentre Etihad Airways, con sede ad Abu Dhabi, ha esteso la sospensione fino al pomeriggio di domenica.

Le decisioni hanno di fatto azzerato il modello di "superconnector" del Golfo, che collega città in Europa, Asia, Africa e Americhe tramite grandi flotte a lungo raggio convogliate attraverso Dubai, Doha e Abu Dhabi.

All'interno dei terminal di Dubai, l'impatto è stato immediato.

Le sale check‑in che normalmente smistano migliaia di passeggeri in pochi minuti utilizzando varchi biometrici e controlli automatizzati si sono trasformate in aree di attesa per viaggiatori bloccati.

I varchi elettronici intelligenti sono stati chiusi, spingendo le folle verso i banchi di immigrazione manuali mentre le code si snodavano attraverso le aree partenze.

Alcuni passeggeri sono corsi in città in cerca di voucher per hotel, mentre ad altri è stato comunicato intorno alle 16:00 che tutte le operazioni erano state sospese e che dovevano lasciare definitivamente l'aeroporto.

Il disservizio non si è limitato ai principali hub del Golfo. L'autorità per l'aviazione civile del Kuwait ha riferito che un drone ha colpito il principale aeroporto del Paese, causando diverse lievi ferite e danni "limitati" a una struttura passeggeri, sottolineando i rischi fisici che hanno costretto le autorità dell'aviazione ad intervenire.

La decisione del Libano di chiudere il proprio spazio aereo ha portato a scene simili di confusione e stanchezza a Beirut, dove le folle si sono accumulate all'Aeroporto Internazionale Rafik Hariri mentre aumentavano le cancellazioni.

Le onde d'urto si sono propagate tanto nei cieli quanto a terra.

Alcuni viaggiatori che pensavano di aver evitato la chiusura hanno visto il loro aereo costretto a invertire rotta a metà viaggio quando lo spazio aereo davanti è stato ritenuto troppo pericoloso.

Un Airbus A380 superjumbo di Emirates diretto a San Francisco è rientrato a Dubai, lasciando la compagnia con aeromobili ed equipaggi fuori posizione e aggravando la complessità operativa per i pianificatori dei voli.

La regione del Golfo si è abituata a deviazioni tattiche negli ultimi due anni, poiché conflitti e tensioni hanno imposto restrizioni su vaste aree del Medio Oriente.

Le compagnie aeree sono già state costrette a cancellare rotte redditizie, consumare più carburante su percorsi più lunghi e sorvolare paesi che normalmente eviterebbero, incluso l'Afghanistan, per stare alla larga da cieli a rischio più elevato.

Tuttavia dirigenti e analisti hanno affermato che la vasta chiusura, durata molte ore e che ha interessato più hub sabato, non ha precedenti, evidenziando le poste in gioco nella confrontazione tra Iran, Israele e Stati Uniti.

L'Hamad International Airport di Doha, che normalmente gestisce circa 1.000 voli al giorno, ha fatto registrare scene ricordanti il giugno dello scorso anno, quando precedenti attacchi iraniani contro il Qatar lasciarono circa 20.000 passeggeri bloccati.

Con Emirates, Qatar Airways ed Etihad che comandano alcune delle più grandi flotte wide‑body del mondo e gestiscono un volume di traffico di connessione equivalente a oltre cento compagnie attraverso i loro hub, la chiusura del Golfo minaccia effetti a catena ben oltre la regione.

Chiusure prolungate o interruzioni ripetute potrebbero ingolfare i flussi cargo, sconvolgere i programmi su continenti lontani e aumentare i costi per le compagnie aeree che già affrontano prezzi del carburante volatili e vincoli di capacità.

Per ora, vettori e regolatori stanno percorrendo una sottile linea tra imperativi di sicurezza e la necessità di ripristinare un'arteria critica della connettività globale.

La rapidità con cui potranno riaprire i cieli — e se ulteriori azioni militari costringeranno a nuove chiusure — contribuirà a determinare per quanto tempo i viaggiatori e le catene di approvvigionamento mondiali resteranno ostaggio dell'ultimo focolaio mediorientale.