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CAC 40, FTSE MIB, IBEX 35 e DAX nervosi mentre i rendimenti salgono prima della BCE

CAC 40, FTSE MIB, IBEX 35 e DAX nervosi mentre i rendimenti salgono prima della BCE
Crispus Nyaga
23 lug 2026, 11:56 AM

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Comprare energetiche europee legate al petrolio (TotalEnergies)

Comprare TotalEnergies (TTE). Il petrolio è il catalizzatore principale: Brent/WTI sono in salita e il mercato prezza il rischio di escalation (Goldman: il petrolio potrebbe toccare $120). TotalEnergies ha appena registrato un forte balzo negli utili e ha risposto con dividendi e buyback più elevati—esattamente ciò che serve quando il greggio resta supportato.

Rischio chiave: Il petrolio si inverte bruscamente (de-escalation o shock della domanda), demolendo le attese sugli utili e il sostegno al titolo derivante da buyback/dividendi.

Vendere duration europea (Bund/BTP)

Vendere future su Bund tedeschi e su BTP italiani in vista della decisione della BCE. L’articolo segnala una pausa dal tono restrittivo con un probabile rialzo a settembre legato all’aumento dell’inflazione trainata dal petrolio. I rendimenti biennali stanno già salendo (Germania ~2.87%, Francia ~3.04%, Italia ~3.09%), parte della curva più sensibile ai segnali di “higher for longer”. Se la BCE dovesse anche solo inclinarsi verso un tono più hawkish, la duration dovrebbe rivedere rapidamente i prezzi al ribasso.

Rischio chiave: La BCE mantiene un orientamento chiaramente accomodante e non indica un percorso di rialzi, causando un calo dei rendimenti e un rally della duration.

  • I principali indici europei come CAC 40, FTSE MIB, IBEX 35 e DAX sono scesi giovedì.
  • I rendimenti dei titoli di Stato europei hanno continuato a salire in vista della decisione della BCE.
  • Gli economisti si aspettano che la banca mantenga i tassi invariati ma con un tono restrittivo.

I mercati europei hanno arretrato oggi, 23 luglio, mentre gli operatori attendevano la decisione della Banca centrale europea (BCE) e reagivano ad alcuni importanti risultati societari della regione.

In Germania l’indice DAX ha perso 42 punti base, mentre il CAC 40 francese ha ceduto 85 punti base. Nonostante la flessione, il DAX rimane solo il 3.3% al di sotto del massimo dell’anno, mentre il CAC 40 tratta il 3% sotto il massimo storico.

Lo stesso andamento si osserva in altri paesi europei, con gli indici FTSE MIB, IBEX 35 e Stoxx 50 in calo di oltre lo 0,50%. Questo movimento rispecchia quanto avviene in altri mercati, con i futures USA e gli indici chiave asiatici in ribasso.

La Banca centrale europea pronta a una pausa dal tono restrittivo

Un fattore chiave per indici europei come DAX, CAC 40, FTSE MIB e IBEX 35 oggi è la prossima decisione sui tassi della BCE.

Gli economisti si aspettano che la banca mantenga i tassi invariati al 2.4%. Tuttavia, la BCE probabilmente segnalerà la disponibilità a ricominciare a rialzare i tassi già a partire da settembre.

La preoccupazione della banca è che l’inflazione torni a salire ora che i prezzi del petrolio greggio sono in aumento, con Brent e West Texas Intermediate (WTI) rispettivamente a $98 e $89. In una nota, un analista di ING ha dichiarato:

“La BCE dovrebbe mantenere il tasso di politica al 2.25%, ma riteniamo probabile un rialzo a settembre, specialmente se i prezzi del petrolio continuano a salire. Si potrebbe discutere di un rialzo anticipato oggi, ma negli anni passati la BCE ha sempre completamente telegrapfato in anticipo qualsiasi mossa di politica monetaria.”

Le crescenti probabilità di un rialzo BCE spiegano le difficoltà del mercato obbligazionario. In Germania il rendimento a due anni è balzato al 2.87%, mentre in Francia è salito al 3.04%, il livello più alto da agosto 2024. In Italia il biennale è salito al 3.09%, mentre in Spagna si è portato al 2.93%. 

Questi rendimenti sono in tendenza al rialzo da quando Stati Uniti e Iran hanno riacceso il conflitto, con alcuni analisti che prevedono che i prezzi del petrolio continueranno a salire nel breve termine. In una nota di mercoledì, un analista di Goldman Sachs ha osservato che i prezzi del petrolio potrebbero raggiungere $120 se l’escalation dovesse proseguire.

La stagione degli utili prosegue

Gli indici europei reagiscono anche agli utili di alcune delle maggiori società europee. Il titolo TotalEnergies è schizzato al massimo dal 12 giugno con il rialzo del petrolio. I suoi utili hanno mostrato che il suo utile netto è aumentato di 102$ a $5.4 billion, spingendola ad aumentare dividendi e buyback.

Il titolo Unicredit ha ceduto terreno nonostante l’annuncio di risultati robusti. L’amministratore delegato ha detto a CNBC che l’azienda punta a completare l’acquisizione totale di Commerzbank entro la fine dell’anno. Andrea Orcel ha dichiarato:

“Per quanto riguarda l’ambiente regolamentare normale e le norme antitrust, e ciò che ci permetterebbe di acquisire le azioni offerte e quindi esercitare il controllo, riteniamo ora potenzialmente nel quarto trimestre, magari più tardi, e quello segnerebbe il momento in cui entreremmo.”

BNP Paribas, invece, ha riportato utili solidi, con il suo utile netto salito a 4.35 billion euros, sostenuto dall’attività di trading. I ricavi sono aumentati del 12% a 14.1 billion euros. Tuttavia il titolo ha corretto dopo che gli analisti hanno segnalato l’aumento dei costi a seguito dell’attività di asset management proveniente da AXA.

Tra gli altri maggiori ritardatari in Europa figurano nomi quali L’Oreal, LVMH, Banco Santander e Schneider Electric.