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Parlamentari UK chiedono divieto delle donazioni in crypto per timori di interferenze estere

Parlamentari UK chiedono divieto delle donazioni in crypto per timori di interferenze estere
Diya Poddar
18 mar 2026, 14:26 PM
  • Un comitato UK chiede il divieto immediato delle donazioni in crypto.
  • I legislatori avvertono che i finanziamenti in crypto minacciano la trasparenza e la sicurezza.
  • La raccolta fondi in crypto di Reform UK ha aumentato il controllo sul finanziamento politico.

Un comitato parlamentare trasversale del Regno Unito ha chiesto un'immediata sospensione delle donazioni in criptovalute ai partiti politici.

Ha avvertito che le salvaguardie esistenti non sono sufficientemente solide per prevenire rischi per la sicurezza nazionale e l'integrità democratica.

In un rapporto pubblicato mercoledì, la Joint Committee on the National Security Strategy ha esortato il governo a modificare il Representation of the People Bill e a introdurre un divieto temporaneo fino a quando non saranno disponibili orientamenti normativi più chiari.

La raccomandazione arriva mentre crescono i timori per l'influenza straniera, le lacune di trasparenza e il rapido aumento dei finanziamenti politici legati alle crypto.

Il comitato segnala rischi per la sicurezza

Il comitato ha affermato che le donazioni in crypto rappresentano un rischio evitabile per il sistema di finanziamento politico del Regno Unito.

Ha avvertito che gli asset digitali possono rendere più difficile rintracciare l'origine dei fondi, aumentando i timori che attori esterni cerchino di influenzare gli esiti politici.

Il rapporto ha collegato questi rischi a tensioni geopolitiche più ampie, osservando che stati esteri potrebbero cercare di influenzare le posizioni del Regno Unito su questioni chiave come i rapporti con gli USA, l'Unione Europea e l'Ucraina.

Ha detto che l'assenza di garanzie rigorose rende le crypto un canale inadeguato per il finanziamento politico al momento.

Per affrontare queste preoccupazioni, i legislatori hanno proposto una moratoria immediata fino a quando l'Electoral Commission non emetterà orientamenti statutari prima delle prossime elezioni generali, previste entro agosto 2029.

Norme più rigorose sul finanziamento politico

Oltre al divieto proposto, il comitato ha delineato un insieme più ampio di riforme volte a rafforzare la vigilanza.

Ha raccomandato la creazione di una Political Finance Enforcement Unit per monitorare le donazioni e far rispettare la conformità.

I legislatori hanno inoltre chiesto di abbassare la soglia di divulgazione per le donazioni politiche da 11,180 pounds a 500 pounds, una misura pensata per migliorare la trasparenza sui contributi più piccoli.

Inoltre, il rapporto ha suggerito di aumentare la pena massima detentiva per i reati legati a finanziamenti esteri a tre anni.

Queste misure mirano a colmare le lacune del sistema attuale e a garantire che tutte le fonti di finanziamento politico siano adeguatamente vagliate.

Crescente scrutinio sulle donazioni in crypto

Il dibattito sull'uso delle crypto in politica si è intensificato nell'ultimo anno.

Reform UK è diventato il primo partito politico del Paese ad accettare donazioni in criptovalute nel 2025, segnando un cambiamento nell'approccio dei partiti alla raccolta fondi.

Il partito ha poi reso nota una donazione di $4 million dall'investitore crypto Christopher Harborne nel quarto trimestre del 2025, a seguito di un contributo precedente di $12 million nel trimestre precedente.

Il comitato ha detto che tali donazioni mettono in evidenza l'urgenza di introdurre regole più chiare, soprattutto poiché aumentano la scala e la frequenza delle contribuzioni in crypto.

Aumenta la pressione sul governo

Lo slancio politico per una regolamentazione più rigorosa si è accumulato trasversalmente ai partiti.

All'inizio di quest'anno, sette deputati di alto livello del Labour hanno scritto al primo ministro Keir Starmer chiedendo un divieto delle donazioni in crypto, citando timori sulla trasparenza e sulle interferenze straniere.

La questione è stata inoltre oggetto di revisione dal dicembre 2025, quando i legislatori hanno iniziato a esaminare se le regole vigenti fossero sufficienti per gestire i rischi emergenti legati agli asset digitali.