Commodities dirette verso un'annata migliore

Commodities dirette verso un'annata migliore
Damian Wood
24 dic 2019, 17:59 PM
  • L'indice S&P 500 e l'Invesco DB Commodity Index Tracking Fund DBC, quest'anno, sono saliti rispettivamente del 27,2% e del 10,5%.
  • La Goldman ha predetto un ritorno pari al 9,1% per quanto riguarda l'energia, del 7,7% sui metalli preziosi e del 7,9% nel settore bestiame.
  • Grazie all'accordo Phase One, la Cina ha promesso di aumentare le importazioni di commodities di 200 miliardi di dollari nel 2020 e 2021.

Nel 2019, c'è stata una discreta crescita di commodities in tutto il mondo. L'indice S&P 500 e l'Invesco DB Commodity Index Tracking Fund DBC, quest'anno, sono saliti rispettivamente del 27,2% e del 10,5%.

Tuttavia, gli esperti credono che il 2020 potrebbe essere una delle annate migliori per il trading delle commodities, grazie all'appena conclusa Phase One dell'accordo commerciale, i tagli dell'OPEC e le elezioni britanniche.

A seguito dell'Outlook sul petrolio, la Goldman Sachs ha aumentato le previsioni di 12 mesi del tasso di ritorno delle commodities da 3% al 6,4%. Per di più, all'inizio di questo mese, i membri dell'OPEC si sono incontrati a Vienna e hanno deciso di effettuare alcuni tagli sulle scorte fino a marzo dell'anno prossimo; una decisione che dovrebbe dare una spinta alla sorte delle commodities nell'anno nuovo.

Il resoconto sulle previsioni della Goldman ha evidenziato un ritorno pari al 9,1% per quanto riguarda l'energia, del 7,7% sui metalli preziosi e del 7,9% nel settore bestiame.

Sia la banca d'investimento J.P. Morgan che la Goldman Sachs si aspettano che i tagli dell'OPEC abbiano effetti positivi sui mercati del petrolio. Anzi, secondo la J.P. Morgan, i mercati del petrolio affronteranno un deficit di 200.000 BPD durante l'anno prossimo. Le nazioni che esportano petrolio hanno accettato di tagliare le scorte di 500.000 BPD da gennaio 2020.

La diminuzione delle incertezze riguardanti la Brexit e il miglioramento dei rapporti commerciali tra Cina e Stati Uniti giocheranno un ruolo significativo nel garantire una spinta ai mercati delle commodities nel 2020.

Inoltre, il FED ha fatto capire che non ci saranno ulteriori tagli dei tassi di interesse durante l'anno prossimo, con l'obiettivo di tenere in riga il dollaro americano.

Secondo l'analista della Goldman Sachs, Brian Singer, grazie a scorte meglio calcolate il Brent salirà a 63$ a barile, contro i 58,50 del WTI, da rispettivamente 60$ e 55,50$ nel 2020.

Secondo la J.P. Morgan il prezzo del Brent passerà da 59$ a barile, a 64,50$ a barile nel 2020.

Il recente accordo commerciale tra Stati Uniti e Cina ha visto quest'ultima promettere di aumentare le importazioni di commodities di 200 miliardi di dollari nel 2020 e 2021, di cui 40 miliardi di dollari in soli prodotti agricoli.

E con la vittoria del Primo Ministro Boris Johnson, le preoccupazioni per la Brexit sono sempre più lontane. Il signor Johnson ha giurato di porre fine alla questione Brexit entro la fine del prossimo mese e di arrivare a un nuovo accordo con l'Unione Europea entro la fine del prossimo anno.