L’impatto globale del COVID-19 sul trading di Bitcoin

By: Heshaam Hague
Heshaam Hague
Con una laurea in marketing conseguita presso la Portsmouth University e 7 anni di esperienza, sia all'interno dell'azienda che… read more.
on Lug 18, 2020
  • Durante il COVID-19 il trading di BTC è stato di 337.300.758£ rispetto alle 537.318.670£ del 2019.
  • Nonostante sia la più grande nazione di trading di BTC del mondo, la Russia ha rilevato un calo del 51,21%.
  • Cile, Argentina e Colombia, in controtendenza rispetto al trend globale, sono in crescita rispetto al 2019.

Il COVID-19 ha colto il mondo di sorpresa, e le persone in tutto il mondo hanno dovuto inventarsi una “nuova normalità” ritrovandosi in un mondo davvero senza precedenti. Una cosa che questa crisi attuale ha dimostrato è quanto siamo connessi nel nostro mondo moderno e globalizzato. Questa interconnettività è stata a lungo un fattore chiave nel mondo del trading di criptovalute, e la pandemia del coronavirus ha avuto un impatto considerevole sui mercati crypto di tutto il mondo.

Le criptovalute sono tutt’altro che unice in questo senso: l’economia globale è stata nell’incertezza per tutto l’inizio del 2020 e le risposte delle singole nazioni hanno avuto risultati contrastanti nel mitigare i danni. Dalla Cina agli Stati Uniti, abbiamo assistito a provvedimenti senza precedenti da parte dei governi di tutto il mondo, che hanno tutti tentato di bilanciare il contenimento del virus con la tutela delle proprie economie. Alcune nazioni se la passavano relativamente bene prima dell’epidemia di COVID-19, mentre altre erano già in difficoltà prima che arrivasse il virus, aumentando le possibilità di enormi recessioni e contribuendo all’incertezza del mercato.

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Tuttavia, in modo avveduto o inavvertito, alcuni settori hanno beneficiato di questa crisi. Mentre le aree dell’economia che dipendono dallo spostamento fisico delle persone e del denaro (come il turismo) sono state colpite duramente, il commercio di criptovalute è sembrato ben posizionato per poter ottenere dei guadagni nonostante il COVID-19. Essendo un settore decentralizzato composta da milioni di utenti individuali in tutto il mondo, la pandemia è stata per molti versi un test di stress per la capacità delle criptovalute di mantenere la propria forza indipendentemente da ciò che accade ad altri mercati.

Allora, cos’è successo in realtà alle crypto durante il coronavirus? Beh, diverse cose. Il nostro recente studio mostra l’effetto diretto che il virus ha avuto sul settore delle criptovalute su scala globale e regionale, e sembra che ci sia stato un calo nella quantità di crypto oggetto di trading nel complesso, ma con picchi interessanti in alcuni Paesi in controtendenza.

Per dare un’idea dei tempi del nostro studio, i primi casi di Coronavirus hanno colpito l’Europa alla fine di gennaio, con l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) che ha dichiarato la malattia una pandemia globale l’11 marzo. Invezz può riferire che oltre 337.300.758 sterline in Bitcoin sono stati oggetti di trading a livello globale sulla piattaforma LocalBitcoins dall’inizio di marzo 2020. Nello stesso periodo del 2019, 537.318.670 sterline sono state oggetto di trading sulla piattaforma, il che significa che quest’anno c’è stato calo complessivo di poco più di 200 milioni di sterline (una riduzione del 37% dell’attività di trading).

Tale risultato sembra piuttosto deprimente per per il settore, ma una cosa che emerge dai nostri dati è che il quadro diventa un po’ più complesso quando si esamina il trading di criptovalute nazione per nazione. Le politiche adottate dai governi per contrastare il COVID-19 hanno avuto un effetto diretto su Bitcoin, sul settore delle criptovalute nel suo complesso, e sono stati in molti ad adottare tipi diversi di strategie. Lo scopo di questo studio è di approfondire i dati, la situazione e fare confronti diretti con l’anno scorso. Continuate a leggere e vi guideremo attraverso ciò che abbiamo scoperto.

Europa

Europe Bitcoin trading map

Per quanto riguarda il volume di trading di criptovalute, la Russia continua ad essere all’avanguardia. Il Paese ha registrato il maggior numero di acquisti su LocalBitcoins nel 2019, e ha mantenuto la sua posizione al vertice anche nel 2020. La spesa russa per criptovalute è partita però da un livello elevato, e mentre il Paese è ancora in cima se confrontati con il resto del mondo, la quantità di criptovalute oggetto di trading è di fatto diminuita del 51% rispetto all’anno scorso, con 78.777.752,38 sterline in meno di spesa.

Il Regno Unito sta riscontrando un po’ di problemi negli ultimi anni a causa delle trattative in corso con l’UE per la Brexit, e questa incertezza del mercato non sembra finire presto. Il Paese è comunque ancora uno dei maggiori protagonisti dello crypto spazio, e l’interesse per le criptovalute sembra essere in crescita. Nel 2019 il Regno Unito ha avuto il 6° più grande volume di spesa in crypto a dal Q1 al Q2 trimestre del 2019, e quest’anno si trova al 4° posto nei confronti internazionali.

Tale risultato è interessante perché, insieme ai problemi economici legati alla Brexit, il Regno Unito è stato uno dei Paesi più colpiti al mondo per quanto riguarda il COVID-19. La città di Londra è stata a lungo un centro finanziario globale, e anche se questo sembra essere vero anche per quanto riguarda le criptovalute, vale la pena notare che l’aumento dei confronti tra crypto nel Regno Unito non è stato guidato da un aumento della spesa. In realtà la spesa totale per le criptovalute nel Paese è scesa di 5.024.520,79 sterline, attestandosi a 24.815.433 sterline.

America Settentrionale e Centrale e Caraibi

North/Central America & Caribbean Bitcoin trading map

Gli Stati Uniti hanno mantenuto la posizione del 2019 dietro alla Russia al secondo posto in termini di quantità totale di Bitcoin oggetto di trading sulla piattaforma LocalBitcoins. A specchio dell’Europa, tuttavia, il Paese ha registrato un calo della spesa complessiva. Analogamente alla Russia, gli Stati Uniti hanno registrato un calo di quasi la metà del totale, scendendo di 28.767.055 sterline e attestandosi a 38.438.241 sterline.

Altrove, in questo continente, Canada, Messico e Repubblica Dominicana (che sono tutti molto più in basso nella classifica generale delle criptovalute) sono risultate tutte in ribasso rispetto all’anno scorso, a dimostrazione del fatto che le crypto non sono state immuni agli effetti della pandemia di coronavirus.

Sud America

South America Bitcoin trading map

A differenza dell’Europa e dell’America del Nord, il Sud America ha visto un boom del crypto trading durante la crisi, specialmente in Colombia, Argentina e Cile. Questi 3 Paesi sudamericani nello studio sono entrati nella top 10 nel 2020, dimostrando un movimento verso le criptovalute nel continente diverso dalla tendenza internazionale.

La causa più probabile di questa controtendenza è il tumulto economico e politico che ha preceduto il COVID-19 in molte nazioni sudamericane, e la conseguente cattiva gestione del virus. Il presidente brasiliano Jair Messias Bolsonaro è stato ampiamente criticato per la sua scarsa risposta alla crisi, e il continente ha rilevato anche un aumento dell’inflazione in Paesi come l’Argentina e il Venezuela. La domanda di criptovalute sembra essere in aumento in alcune regioni del Sud America, a causa del calo della fiducia nei governi di tutto il continente, reso evidente dal fatto che 20.000 negozi in Venezuela stanno iniziando ad accettare le criptovalute come metodo di pagamento.

Inoltre, la vita economica dei singoli cittadini in tutto il Sud America fornisce un’indicazione del perché le criptovalute rappresentano un’opzione attraente. Secondo IDG, molte persone “non hanno facile accesso ai servizi bancari, ma hanno un telefono cellulare e l’accesso al WiFi, il che significa che usare criptovalute è considerato più semplice che cercare di aprire un conto in banca”.

Dato che i problemi economici e politici in Sudamerica non vedono alcun segno di attenuazione nel breve periodo, potremmo ancora vedere un ulteriore aumento della sua spesa per prodotti crypto, ed eventualmente un’ulteriore adozione delle criptovalute da parte dei rivenditori convenzionali, dato che la gente sta perdendo fiducia nelle valute centralizzate.

Asia e Australasia

Asia & Australasia Bitcoin trading map

Non sorprende che la Cina domini la spesa in criptovalute in Asia. Quest’anno, tuttavia, il Paese è sceso dal 4° posto nel 2019 al 7° posto nel 2020. È anche chiaro che la Cina non è l’unica grande nazione crypto della regione; nel 2019 gli indiani hanno speso 25.000.000 di sterline in meno rispetto ai cinesi, ma nel 2020 questo divario si è ridotto a sole 5.000.000 di sterline.

Altrove nel Sud Est globale, Australia e Thailandia sono i successivi grandi trader, rispettivamente al 12° e al 13° posto nella classifica del crypto trading del 2020. Analogamente all’Europa e all’America del Nord, queste nazioni hanno visto grandi cali durante il COVID-19. Il crypto trading in Thailandia quest’anno è sceso del 42,54%, mentre per l’Australia tale percentuale è del 21,78%. Giappone e Vietnam sono stati gli unici due Paesi della regione ad essere marginalmente in crescita rispetto al 2019, in quanto in generale i mercati di criptovalute asiatici sono diminuiti con il trend globale.

Medio Oriente e Africa

Middle East & Africa Bitcoin trading map

Il Medio Oriente ha visto il più netto calo del settore cyrpto nel 2020. L’Iran ha subito un calo del volume di trading di bitcoin del 98,78% dopo essere stato uno dei primi Paesi ad essere colpito dal COVID-19. Il Paese è stato gravemente colpito dai contagi ed è ancora oggi alle prese con il virus, e vale la pena di notare che anche la politica globale ha giocato un ruolo importante. Le sanzioni americane, il cambio di valuta (da Rial a Toman) e il ban dei crypto exchange in base alle nuove leggi sul “Currency Smuggling”, hanno ridotto il trading di bitcoin in Iran, mentre il Paese sta ancora rispondendo alla pandemia.

Tutti questi problemi messi insieme hanno visto l’Iran scivolare al secondo posto nella classifica mondiale della spesa in crypto. Con il prezzo del petrolio che sta toccando il fondo, sarà interessante vedere come la regione si riprenderà e sembra che si prospettino tempi duri per questo Paese.

Nell’Africa sub-sahariana, sia la Nigeria che il Sudafrica sono stati forti trader di Bitcoin nella regione, ed entrambi mantengono le loro posizioni del 2019 nella top 10 nel 2020. Il Sud Africa ha rilevato solo un calo dell’1,68% del trading di bitcoin durante la pandemia, che è probabilmente il motivo per cui hanno mantenuto la 9° posizione per 2 anni di fila. La Nigeria, d’altra parte, è un operatore più importante nei mercati crypto ed è ancora al 6° posto nella classifica generale, nonostante abbia rilevato un calo di oltre un terzo del suo trading di bitcoin, sottolineando proprio quanto i bitcoin siano oggetto di trading a livello nazionale.

Classifica delle nazioni

Ecco la classifica globale per l’importo totale di Bitcoin* oggetto di trading durante la pandemia globale rispetto all’anno scorso:

Country League Standings Bitcoin trading map
*Total amount of Bitcoin traded on the LocalBitcoins platform

Fonti e metodologia

Sources & Methodology

Per ulteriori informazioni sullo studio, si prega di contattare Heshaam Hague all’indirizzo [email protected]

Infografica completa:

Full size infographic of bitcoin map