Il petrolio sale del 4% tra i piani dell'UE per vietare quello russo

Il petrolio sale del 4% tra i piani dell'UE per vietare quello russo
Benson Toti
04 mag 2022, 22:27 PM
  • I prezzi del petrolio sono aumentati di oltre il 4%, il Brent ha raggiunto $109,30 al barile.
  • Ursula von der Leyen ha affermato che l'UE imporrà un "divieto totale" al petrolio russo.
  • I prezzi del petrolio hanno fluttuato dopo le turbolenze geopolitiche.

I prezzi del petrolio sono aumentati mercoledì mattina mentre il mercato reagisce ai piani più recenti dell'Unione Europea (UE) sul petrolio russo.

Sin dall'inizio della guerra Ucraina-Russia, una delle principali incertezze (tra sanzioni più severe) è stata l'eventuale decisione dell'UE sulle importazioni di petrolio e gas russi.

Oggi, la Commissione Europea ha affermato che è tempo di vietare completamente tutte le importazioni di petrolio, una mossa che ha portato a un aumento dei prezzi del petrolio.

Prospettive del prezzo del petrolio oggi

I prezzi del petrolio hanno oscillato pesantemente negli ultimi mesi, con turbolenze geopolitiche e altri fattori della domanda al centro delle oscillazioni.

Mercoledì, il greggio Brent di riferimento internazionale è salito di 4,66 dollari, o del 4,55%, a 109,30 dollari al barile. I future sul greggio West Texas Intermediate (WTI) sono aumentati del 4,5%, aggiungendo 4,42 dollari a 106,90 dollari al barile.

L'UE vieta le importazioni di petrolio russo

La presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, in un discorso al Parlamento Europeo, ha delineato un approccio graduale che dovrebbe vedere l'UE vietare le importazioni di petrolio dalla Russia.

Secondo le sue dichiarazioni, attuare un “divieto completo all'importazione di tutto il petrolio russo” non sarà facile, ma deve essere fatto.

Von der Leyen ha affermato che l'embargo comporterà tagli graduali alle importazioni di greggio entro sei mesi. Inoltre, vorrebbe che l'importazione di prodotti petroliferi raffinati dalla Russia venisse gradualmente eliminata entro la fine del 2022.

La mossa, secondo il presidente della CE, mira a massimizzare la pressione sulla Russia e, allo stesso tempo, a limitare l'impatto sull'economia dell'UE.