Il Regno Unito sta fallendo nella corsa tecnologica globale, afferma l'ex CEO di Arm; chiede un cambiamento di mentalità degli investitori

Il Regno Unito sta fallendo nella corsa tecnologica globale, afferma l'ex CEO di Arm; chiede un cambiamento di mentalità degli investitori
Diya Poddar
10 set 2024, 17:13 PM
  • Warren East, ex CEO di Arm, afferma che il Regno Unito ha difficoltà a mantenere e far crescere le sue aziende tecnologiche.
  • Le grandi riserve di capitale negli Stati Uniti attraggono le aziende tecnologiche del Regno Unito che desiderano espandersi.
  • Le aziende tecnologiche del Regno Unito spesso si trasferiscono o si quotano all'estero, con conseguente perdita di vantaggi economici.

Secondo Warren East, ex CEO della società britannica di progettazione di chip Arm, la Gran Bretagna è in ritardo nei suoi sforzi per commercializzare le aziende tecnologiche a livello globale.

Intervenendo alla Cambridge Tech Week, East ha sottolineato come la mancanza di propensione al rischio da parte degli investitori e un contesto debole del mercato dei capitali stiano ostacolando la capacità del Regno Unito di espandere le aziende tecnologiche.

Ha sostenuto che, nonostante il Regno Unito sia forte nell'innovazione, l'incapacità di commercializzare efficacemente queste innovazioni su scala globale rappresenta un grave ostacolo per le ambizioni tecnologiche del Paese.

Le aziende tecnologiche britanniche incontrano ostacoli alla crescita

Il Regno Unito è da tempo un polo per l'innovazione tecnologica, ma fatica a trattenere e far crescere le sue aziende tecnologiche.

Uno dei motivi principali, secondo Warren East, è la mancanza di mercati dei capitali solidi e di propensione al rischio da parte degli investitori nel Paese.

L'ex CEO di Arm ha sottolineato che le aziende tecnologiche di successo spesso scelgono di delocalizzare o quotarsi in contesti più favorevoli, come gli Stati Uniti, dove esiste un accesso a maggiori riserve di capitale e una cultura di assunzione di rischi più aggressiva.

Questa tendenza sta provocando una fuga di cervelli che limita la capacità della Gran Bretagna di diventare un leader mondiale nel campo della tecnologia.

Nel 2023, ad esempio, Arm, un attore fondamentale nel settore mondiale dei semiconduttori, ha scelto di quotarsi al Nasdaq negli Stati Uniti anziché alla Borsa di Londra.

La decisione è stata vista come un duro colpo per i funzionari del Regno Unito, desiderosi di attrarre più IPO nel settore tecnologico a livello nazionale.

Nonostante sia un'azienda nata in Gran Bretagna, il trasferimento di Arm negli Stati Uniti è stato motivato dalla strategia di SoftBank e dalle dinamiche più ampie del mercato dei capitali che favorivano gli Stati Uniti rispetto al Regno Unito.

Regno Unito vs. Stati Uniti: propensione al rischio degli investitori

East ha anche sottolineato la notevole differenza nella propensione al rischio tra gli investitori britannici e statunitensi, che ha individuato come una delle ragioni principali degli scarsi risultati del Regno Unito nella commercializzazione delle aziende tecnologiche.

Ha sottolineato che nel Regno Unito il problema non è creare startup, ma piuttosto farle crescere.

A differenza del Regno Unito, gli Stati Uniti vantano bacini di capitale molto più ampi, disposti ad assumersi rischi in aziende tecnologiche ad alta crescita, il che li rende una destinazione più attraente per le aziende che cercano di espandersi.

Per contrastare questo fenomeno, East ha suggerito che il Regno Unito debba modificare le sue regole sul mercato dei capitali per incoraggiare maggiori investimenti da parte dei fondi pensione nelle startup tecnologiche.

Tali cambiamenti, ha sostenuto, potrebbero stimolare la propensione al rischio e fornire i finanziamenti necessari per far crescere le aziende innovative.

Ha avvertito che le aziende non possono permettersi di aspettare indefinitamente le riforme normative e devono cercare strategie alternative per prosperare nell'attuale contesto.

'Storia comune'

Il governo britannico e le istituzioni finanziarie hanno insistito affinché venissero apportate modifiche alla regolamentazione del mercato dei capitali per rendere il Regno Unito più attraente per le aziende tecnologiche.

Una delle proposte prevede di consentire ai fondi pensione di investire di più in startup tecnologiche ad alta crescita, il che potrebbe dare una spinta tanto necessaria all'ecosistema tecnologico.

Anche se sono previsti alcuni progressi, East ha avvertito che questi cambiamenti non sono garantiti e che le aziende non dovrebbero fare affidamento esclusivamente sulle modifiche normative per garantire la propria crescita.

Nonostante questi sforzi, la sfida resta notevole.

Poiché gli Stati Uniti continuano a offrire un ambiente più favorevole alle aziende tecnologiche, sarà difficile per la Gran Bretagna riconquistare la sua posizione di leader mondiale nel settore tecnologico, a meno che non vengano apportati cambiamenti sostanziali.

Un altro punto critico sollevato da East è la frequente esportazione di innovazioni nate nel Regno Unito verso altri Paesi per la commercializzazione.

Lo ha descritto come una "storia comune" in cui le innovazioni tecnologiche realizzate in Gran Bretagna vengono poi sfruttate altrove.

Questa perdita di innovazione non solo indebolisce la posizione del Regno Unito nel mercato tecnologico globale, ma limita anche le prospettive di crescita economica del Paese.

East ha sottolineato la necessità di un cambiamento di paradigma all'interno della comunità degli investitori per sostenere e trattenere le aziende tecnologiche ad alta crescita nel Regno Unito.

La Gran Bretagna riuscirà a recuperare terreno?

Guardando al futuro, East ha espresso un cauto ottimismo circa la possibilità che il Regno Unito migliori i propri risultati nel trattenere e far crescere le aziende tecnologiche.

Ha sottolineato l'importanza di un'azione immediata da parte sia degli investitori sia dei decisori politici per creare un ambiente favorevole alla crescita delle aziende tecnologiche.

Sebbene non offra una soluzione miracolosa, East ritiene che promuovere una cultura più incline al rischio tra gli investitori britannici potrebbe rappresentare un punto di svolta per aiutare il settore tecnologico del Regno Unito a raggiungere una rilevanza globale.