L'Irlanda deve decidere come utilizzare i 13 miliardi di euro di tasse arretrate di Apple

L'Irlanda deve decidere come utilizzare i 13 miliardi di euro di tasse arretrate di Apple
Prachi Khanna
11 set 2024, 06:15 AM
  • La Corte di giustizia europea stabilisce che l'Irlanda riceverà 13 miliardi di euro di tasse non pagate da Apple.
  • Il governo irlandese si trova ad affrontare pressioni politiche affinché stanziasse fondi inaspettati prima delle elezioni.
  • Le richieste globali di riforma fiscale si sono intensificate dopo la sentenza sulla questione fiscale di Apple.

In una sentenza storica, la Corte di giustizia europea (CGUE) ha stabilito che l'Irlanda dovrà ricevere 13 miliardi di euro (14,4 miliardi di dollari) di tasse non pagate da Apple.

La decisione, definitiva, segna una svolta significativa in una lunga battaglia legale che Dublino aveva cercato di evitare.

Il governo irlandese affronta dilemmi politici e finanziari

La sentenza lascia l'Irlanda in una posizione politicamente imbarazzante ma finanziariamente vantaggiosa. Con elezioni generali richieste entro marzo dell'anno prossimo, i legislatori irlandesi devono ora decidere come allocare al meglio questa consistente iniezione di denaro.

Questa inaspettata manna arriva in un momento in cui il Paese sta già affrontando notevoli problemi infrastrutturali e una crisi immobiliare.

Aidan Regan, professore associato di economia politica all'University College di Dublino, ha commentato la situazione,

Il governo irlandese, che si è sempre espresso contro il rimborso delle tasse, sostiene di non offrire alcun trattamento fiscale preferenziale ad alcuna azienda.

Un portavoce del Ministero delle Finanze ha fatto riferimento alla dichiarazione scritta del governo, sottolineando che il caso ora ha solo "rilevanza storica".

A seguito della decisione della Corte di giustizia europea, il governo si sta preparando a trasferire all'Irlanda i beni detenuti in un fondo di deposito a garanzia.

Impatto sulla reputazione e sulle politiche fiscali dell'Irlanda

L'Irlanda è nota da tempo per le sue basse aliquote fiscali aziendali, che hanno attratto numerose multinazionali, tra cui Apple.

La posizione del Paese sul caso era radicata nel timore che l'applicazione del rimborso delle tasse avrebbe potuto compromettere la sua attrattiva come polo commerciale.

La sentenza della Corte di giustizia europea ha confermato la decisione della Commissione europea del 2016 secondo cui l'Irlanda aveva concesso ad Apple "aiuti illegittimi" e richiedeva il recupero dei fondi.

Questa decisione giunge in un momento in cui l'Irlanda sta già registrando un surplus di bilancio, dovuto in parte alle ingenti entrate fiscali delle società.

Robert Dever, socio fiscale di Pinsent Masons, ha osservato:

Si prevede che il completamento del processo di trasferimento dei fondi dal conto deposito a garanzia all'Irlanda richiederà diversi mesi.

Implicazioni globali e richieste di riforma fiscale

La sentenza ha scatenato discussioni sulla necessità di una riforma fiscale globale. Alex Cobham, CEO del Tax Justice Network, ha accolto con favore la decisione, ma ha sottolineato la questione più ampia delle inadeguate norme fiscali internazionali.

"Questa sentenza evidenzia il fallimento delle attuali normative fiscali nel proteggere il diritto dei paesi di tassare l'attività economica all'interno delle loro giurisdizioni", ha affermato Cobham.

Chiara Putaturo, esperta fiscale UE presso Oxfam, ha fatto eco a sentimenti simili, chiedendo una riforma globale. Putaturo ha detto:

La decisione della Corte di giustizia europea sottolinea le sfide in corso nel diritto fiscale internazionale e la necessità di proseguire le riforme per contrastare l'elusione fiscale delle imprese e garantire un'equa tassazione.