L'UE annuncia un prestito di 35 miliardi di euro all'Ucraina come parte del piano di aiuti del G7

L'UE annuncia un prestito di 35 miliardi di euro all'Ucraina come parte del piano di aiuti del G7
Harsh Vardhan
20 set 2024, 11:54 AM
  • L'UE annuncia un prestito di 35 miliardi di euro all'Ucraina come parte del piano da 50 miliardi di dollari del G7.
  • Prestito finanziato dai profitti derivanti dai beni russi congelati per sostenere la difesa dell'Ucraina.
  • L'approvazione definitiva del prestito dovrà arrivare dai paesi dell'UE e dal Parlamento entro il 2024.

La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen si è recata venerdì a Kiev per annunciare un prestito di 35 miliardi di euro per l'Ucraina, che rappresenta un passo significativo nel più ampio piano di aiuti del G7 da 50 miliardi di dollari.

Il prestito, finanziato dai futuri profitti derivanti dai beni statali russi congelati, è destinato ad aiutare l'Ucraina a ricostruire e rafforzare le sue infrastrutture nel contesto del conflitto in corso con la Russia.

La visita di von der Leyen, l'ottava nel Paese dall'inizio della guerra, aveva come obiettivo quello di discutere con la leadership ucraina questioni critiche, tra cui la preparazione per l'inverno, la strategia di difesa e i progressi dell'Ucraina verso l'adesione all'Unione Europea.

Al suo arrivo a Kiev, von der Leyen ha pubblicato un post sulla piattaforma di social media X, affermando che i suoi colloqui avrebbero coperto un'ampia gamma di argomenti, tra cui "difesa, adesione all'UE e progressi sui prestiti del G7".

L'annuncio arriva in un momento cruciale, in cui l'Ucraina si trova ad affrontare una pressione sempre maggiore a causa dei ripetuti attacchi russi alle sue infrastrutture energetiche.

Parte di un'iniziativa più ampia del G7

Il prestito da 35 miliardi di euro fa parte del piano di sostegno del G7 all'Ucraina da 50 miliardi di dollari, in fase di negoziazione da diversi mesi.

Secondo fonti a conoscenza dei colloqui, i leader del G7 avevano inizialmente concordato a giugno di fornire il pacchetto di aiuti e di distribuire l'onere finanziario in base alla situazione economica di ciascuna nazione.

Gli Stati Uniti e l'Unione Europea avrebbero dovuto contribuire con 20 miliardi di dollari ciascuno, mentre Giappone, Canada e Regno Unito avrebbero versato la quota rimanente.

Tuttavia, ostacoli legali e politici, in particolare riguardanti i beni russi congelati, hanno ritardato il contributo degli Stati Uniti.

Il piano si basa sui profitti futuri derivanti dai beni statali russi congelati, di cui quasi 200 miliardi di euro sono immobilizzati nelle sole giurisdizioni dell'UE.

Tuttavia, l'opposizione dell'Ungheria all'estensione del regime di sanzioni contro la Russia ha impedito all'UE di garantire che questi beni sarebbero rimasti congelati abbastanza a lungo da consentire la piena realizzazione del prestito.

Affrontare l’urgente necessità di aiuti

Sulla scia degli attacchi incessanti della Russia alle infrastrutture energetiche dell'Ucraina, la necessità di sostegno finanziario è diventata sempre più urgente. Il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy ha sottolineato l'importanza di questo aiuto in un discorso di giovedì, affermando,

Ha inoltre espresso la necessità di un meccanismo che garantisca che il prestito da 50 miliardi di dollari si concretizzi rapidamente, offrendo l'indispensabile sollievo.

"C'è una chiara decisione riguardo ai 50 miliardi di dollari per l'Ucraina provenienti da asset russi, ed è necessario un meccanismo per la sua attuazione per garantire che questo sostegno all'Ucraina si faccia sentire nel prossimo futuro", ha detto Zelenskyy, sottolineando l'immediata necessità di un'assistenza tangibile.

Aumento della quota dell'UE e raggiungimento del compromesso

Mentre gli Stati Uniti sono rimasti esitanti a finalizzare la loro quota del prestito, adducendo preoccupazioni sulla durata del congelamento dei beni, la Commissione europea ha cercato di aumentare il suo contributo a 40 miliardi di euro per compensare il ritardo.

Questa cifra ha però incontrato la resistenza degli Stati membri dell'UE, restii ad accollarsi una quota così elevata del prestito.

Di conseguenza, è stato raggiunto il compromesso finale di 35 miliardi di euro, consentendo agli Stati Uniti di aderire al programma in una fase successiva e riducendo l'esposizione complessiva dell'UE.

L'annuncio del prestito da parte di von der Leyen è visto come una vittoria diplomatica per l'UE, che si è impegnata a mantenere l'unità e a mostrare un sostegno incrollabile all'Ucraina nonostante le divisioni interne.

Il prestito deve ancora ottenere l'approvazione della maggior parte dei paesi dell'UE e del Parlamento europeo entro la fine dell'anno.

Se approvato, rappresenterà un contributo significativo agli sforzi dell'Ucraina per stabilizzare la sua economia, ricostruire infrastrutture critiche e rafforzare le sue difese contro la continua aggressione russa.

Il prestito da 35 miliardi di euro rappresenta un passo fondamentale per garantire il futuro dell'Ucraina e rientra nel più ampio piano del G7 da 50 miliardi di dollari per aiutare il Paese durante l'attuale conflitto con la Russia.

Sebbene permangano difficoltà nel garantire garanzie legali e superare la resistenza politica, l'impegno dell'Unione europea segnala un solido sostegno all'Ucraina, che continua a lottare per la sovranità e la stabilità.