Rachel Reeves esclude il ritorno all'austerità a causa delle preoccupazioni per i problemi finanziari del Regno Unito
- Reeves ha sottolineato che il suo prossimo bilancio avrà come obiettivo la ricostruzione del Paese.
- Reeves ha escluso l'aumento dell'imposta sul reddito, dell'assicurazione nazionale, dell'IVA e dell'imposta sulle società.
- Tuttavia, non ha escluso la possibilità di altri aumenti delle tasse.
Nel suo primo discorso importante da quando è diventata la prima donna ministro delle Finanze del Regno Unito, Rachel Reeves ha chiarito che la Gran Bretagna non tornerà a un'era di austerità, nonostante le crescenti preoccupazioni sullo stato delle finanze del Paese.
Intervenendo alla conferenza annuale del Partito Laburista a Liverpool, Reeves ha sottolineato che il suo prossimo bilancio avrà come obiettivo la ricostruzione del Paese, il ripristino dell'ottimismo e l'eliminazione dei tagli alla spesa pubblica.
Ciò avviene in un momento critico per il governo laburista che, a pochi mesi da una schiacciante vittoria elettorale, si trova alle prese con un buco di 22 miliardi di sterline (29 miliardi di dollari) nelle finanze pubbliche e con una crescente ansia tra gli elettori e i membri del partito.
"Non ci sarà alcun ritorno all'austerità", ha dichiarato Reeves alla folla dei delegati laburisti, durante una breve interruzione da parte di un manifestante.
"Sarà un bilancio con una vera ambizione, un bilancio per realizzare il cambiamento che abbiamo promesso. Un bilancio per ricostruire la Gran Bretagna".
Il discorso di Reeves è stato pronunciato appena tre mesi dopo il trionfale ritorno del partito laburista al potere, ma le preoccupazioni sulle prospettive economiche del Paese hanno smorzato l'euforia iniziale, con il primo ministro Keir Starmer che ha messo in guardia dalle decisioni "dolorose" che saranno prese in futuro.
L'impegno di Reeves di evitare misure di austerità giunge in un momento in cui il Regno Unito sta lottando per gestire le proprie finanze pubbliche, mentre il neoeletto governo laburista deve affrontare critiche per la sua gestione dell'economia.
Un recente sondaggio Ipsos ha rivelato che il 50% dei britannici, tra cui un quarto dei sostenitori del partito laburista, è deluso dai risultati ottenuti finora dal governo, evidenziando un crescente disagio circa la direzione della politica.
Bilancio del 30 ottobre: cosa aspettarsi
Sebbene Reeves abbia escluso l'aumento dell'imposta sul reddito, dell'assicurazione nazionale, dell'IVA e dell'imposta sulle società, non ha escluso la possibilità di altri aumenti fiscali mentre si prepara a presentare il suo bilancio il 30 ottobre.
Ciò ha alimentato le speculazioni su dove potrebbero essere effettuati tagli o aggiustamenti, soprattutto dopo che il governo ha annunciato che avrebbe eliminato i pagamenti per il riscaldamento domestico per milioni di pensionati, una mossa che è stata criticata dai sostenitori del partito laburista.
Il bilancio del cancelliere sarà fondamentale per definire il futuro panorama economico della Gran Bretagna.
Reeves deve trovare un delicato equilibrio tra la necessità di affrontare le difficoltà finanziarie del Paese e quella di preservare la fiducia del pubblico nella capacità del partito laburista di mantenere le promesse.
"Il mio ottimismo per la Gran Bretagna è più forte che mai"
Reeves tiene a rassicurare gli elettori sul fatto che il governo rimane ottimista nonostante il difficile contesto finanziario.
"Il mio ottimismo per la Gran Bretagna è più forte che mai", ha detto ai delegati del partito, nel tentativo di calmare il nervosismo tra i sostenitori del partito laburista.
Come parte della sua strategia per aumentare la fiducia, Reeves intende presentare un bilancio incentrato sulla crescita a lungo termine e sugli investimenti nei settori essenziali, a dimostrazione del fatto che, nonostante le decisioni difficili siano inevitabili, il governo resta impegnato a garantire un futuro più luminoso per il Paese.
Tuttavia, la crisi finanziaria ha portato molti a chiedersi se il partito laburista riuscirà a mantenere le promesse senza ricorrere a tagli alla spesa.
L'ex cancelliere Jeremy Hunt, conservatore, ha accusato Reeves di esagerare l'entità del deficit di bilancio, definendo le sue affermazioni su un buco nero di 22 miliardi di sterline come "fittizie".
L'opposizione conservatrice si è subito impossessata di questa narrazione, aumentando ulteriormente la pressione su Reeves e il suo team affinché dimostrino di poter gestire efficacemente le finanze del Paese senza ricorrere all'austerità.
Preoccupazioni sulla produttività e dibattito sul lavoro da remoto
Uno dei temi critici sollevati da Reeves nel suo ruolo di cancelliere è la necessità di migliorare la produttività del Paese.
In una recente intervista alla radio LBC, Reeves ha suggerito che il lavoro da remoto potrebbe ostacolare la capacità del Regno Unito di aumentare la produttività, esprimendo un tono diverso rispetto agli altri ministri del governo laburista, che hanno espresso sostegno a modalità di lavoro flessibili.
La Gran Bretagna ha registrato un significativo rallentamento della crescita della produzione oraria lavorata a partire dalla crisi finanziaria del 2008, una tendenza che si è aggravata durante la pandemia di COVID-19.
Sebbene gli economisti concordino sul fatto che una maggiore produttività sia essenziale per migliorare gli standard di vita nel lungo termine, il dibattito se il lavoro da casa abbia aiutato o ostacolato la produttività resta irrisolto.
"Sono assolutamente favorevole alla flessibilità e a garantire che le persone possano conciliare lavoro e vita familiare", ha affermato Reeves.
"Ma penso che sia più probabile che si verifichino guadagni di produttività quando c'è condivisione di idee e collaborazione di persona".
Reeves ha citato la propria esperienza come esempio, sottolineando che il lavoro del suo team durante il fine settimana era più efficace grazie alla collaborazione di persona.
"Lavorare in ufficio ha permesso ai miei funzionari di condividere idee più liberamente e questo ha aumentato la nostra efficienza", ha aggiunto, sottintendendo che una collaborazione più frequente in ufficio potrebbe essere necessaria per raggiungere gli obiettivi di produttività.
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