Le azioni cinesi salgono di oltre il 6%, il Nikkei giapponese scende del 4,64% dopo i report economici
- Le vendite al dettaglio in Giappone sono aumentate del 2,8% ad agosto, superando le previsioni, mentre lo yen si è indebolito dello 0,13% rispetto al dollaro USA.
- L'indice PMI ufficiale della Cina migliora leggermente, ma segna comunque cinque mesi di contrazione.
- L'indice australiano S&P/ASX 200 è salito dello 0,72%, superando il suo precedente massimo storico.
Le azioni della Cina continentale hanno registrato un'impennata significativa, con l'indice CSI 300 in rialzo di oltre il 6%, trainato dai guadagni nel settore immobiliare, cresciuto del 7,4%.
Al contrario, lunedì l'indice giapponese Nikkei 225 è crollato del 4,64%, a causa dei dati sulla produzione industriale e delle perdite di mercato nel settore immobiliare.
Mentre gli investitori assimilavano i dati economici chiave di entrambi i Paesi, la divergenza nelle performance metteva in luce le diverse traiettorie economiche nell'Asia orientale.
Dati PMI Cina
I dati economici cinesi pubblicati lunedì hanno mostrato segnali contrastanti.
L'indice ufficiale dei responsabili degli acquisti (PMI) di settembre si è attestato a 49,8, leggermente al di sopra del 49,5 previsto.
Sebbene il dato sia stato migliore del previsto, rappresenta comunque il quinto mese consecutivo di contrazione per il settore manifatturiero, il che indica una debolezza persistente.
L'indagine Caixin PMI, un rapporto privato compilato da S&P Global, ha dipinto un quadro ancora più fosco.
L'indice PMI manifatturiero è sceso a 49,3 a settembre, rispetto al 50,4 di agosto, segnando la contrazione più rapida in 14 mesi.
Questa cifra è inferiore alle aspettative, pari a 50,5, evidenziando le sfide che devono affrontare le piccole imprese del settore privato cinese.
L'indice CSI 300 della Cina continentale sale del 6,22% nonostante il rallentamento del settore manifatturiero
Nonostante le difficoltà del settore manifatturiero, le azioni della Cina continentale hanno registrato un rialzo, con l'indice CSI 300 in crescita del 6,22%. I titoli dei beni di consumo e immobiliari sono stati i principali motori di questa performance.
L'indice Hang Seng Mainland Properties è salito dell'8%, sostenuto dalle speranze di stimoli economici e dagli sforzi di ripresa nel settore immobiliare in difficoltà.
Anche l'indice Hang Seng di Hong Kong ha registrato un rialzo, salendo del 3,34%, trainato dai titoli dei beni di consumo.
L'ottimismo sulla ripresa dell'economia cinese ha messo in ombra le preoccupazioni sulla contrazione del settore manifatturiero, determinando robusti guadagni nei mercati azionari.
Il Nikkei 225 giapponese subisce forti perdite del 4,64%, la produzione industriale scende del 4,9%
Nel frattempo, il Giappone ha avuto un inizio di settimana difficile, con l'indice Nikkei 225 in calo del 4,64%.
Le perdite sono state guidate dal settore immobiliare, mentre la holding dei grandi magazzini Isetan Mitsukoshi Holdings è stata la più grande perdente dell'indice, con un calo dell'11%. Anche l'indice Topix giapponese è sceso del 3,3%.
La produzione industriale in Giappone è scesa del 4,9% su base annua ad agosto, con un calo significativo rispetto al calo dello 0,4% registrato il mese precedente.
Il calo è stato molto più netto del previsto: il calo su base mensile si è attestato al 3,3%, ben al di sopra del calo previsto dello 0,9%.
Questa brusca contrazione della produzione industriale ha contribuito ad aumentare il sentiment negativo sui mercati giapponesi.
Le vendite al dettaglio in Giappone aumentano del 2,8% ad agosto, ma lo yen si indebolisce
Mentre i settori manifatturiero e industriale del Giappone sono in difficoltà, le vendite al dettaglio hanno fornito alcune notizie positive.
Le vendite al dettaglio di agosto sono aumentate del 2,8% su base annua, superando l'aumento del 2,3% previsto dagli economisti.
Ciò segue un aumento rivisto del 2,7% a luglio, il che suggerisce che la spesa dei consumatori in Giappone rimane resiliente nonostante le più ampie sfide economiche.
Tuttavia, lo yen giapponese si è indebolito dello 0,13% rispetto al dollaro statunitense, attestandosi a 142,38.
Gli investitori restano cauti mentre valutano le implicazioni dei recenti dati economici e i prossimi cambiamenti politici nel Paese.
Il panorama politico del Giappone
Ad aggravare l'incertezza economica in Giappone, gli investitori stanno anche digerendo la transizione politica seguita alla vittoria di Shigeru Ishiba alle elezioni del Partito Liberal Democratico.
Ishiba succederà a Fumio Kishida come primo ministro del Giappone, sollevando interrogativi sui possibili cambiamenti di politica che potrebbero avere un impatto sull'economia e sui mercati giapponesi nei prossimi mesi.
Al di fuori di Cina e Giappone, gli altri mercati asiatici hanno registrato risultati contrastanti.
L'indice australiano S&P/ASX 200 è salito dello 0,72%, superando il massimo storico di 8.246,2. In Corea del Sud, l'indice Kospi è sceso dell'1,13%, mentre l'indice Kosdaq delle società a bassa capitalizzazione è scivolato dell'1,21%.
Il Dow Jones raggiunge un nuovo massimo grazie all'ottimismo sui dati sull'inflazione
Negli Stati Uniti, venerdì l' indice Dow Jones Industrial Average ha raggiunto un nuovo massimo, guadagnando lo 0,33% e chiudendo a 42.313,00.
Questo aumento è avvenuto mentre i trader valutavano i nuovi dati sull'inflazione, con l'indice dei prezzi delle spese per consumi personali (PCE), l'indicatore di inflazione preferito dalla Federal Reserve, che ha mostrato un aumento annualizzato del 2,2% ad agosto.
Questa cifra è in linea con le aspettative e ha rafforzato le speranze che l'inflazione stia gradualmente tornando sotto controllo, dando una spinta alle azioni statunitensi.
Tuttavia, l'S&P 500 è sceso dello 0,13%, mentre il Nasdaq Composite ha perso lo 0,39%.
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