Perché oggi l'indice Nikkei 225 del Giappone è in rialzo?
- L'indice Nikkei 225 giapponese è balzato del 2,57%, spinto dall'indebolimento dello yen e dai segnali di politica monetaria.
- L'indice Hang Seng di Hong Kong è sceso del 3,3% dopo un forte rialzo all'inizio di questa settimana.
- I mercati regionali hanno monitorato anche le tensioni globali e i dati economici contrastanti.
Giovedì, i mercati azionari giapponesi hanno guidato la maggior parte degli indici asiatici in rialzo, con gli indici Nikkei 225 e Topix del Paese che hanno registrato guadagni significativi, mentre l'indice Hang Seng di Hong Kong è sceso.
L'aumento del mercato azionario giapponese è avvenuto mentre lo yen si è indebolito rispetto al dollaro statunitense e il nuovo primo ministro del Paese ha rilasciato dichiarazioni accomodanti sulla politica monetaria, preannunciando che non ci saranno imminenti aumenti dei tassi.
Il Nikkei giapponese sale grazie allo yen debole e ai segnali di politica monetaria
L'indice giapponese Nikkei 225 è salito del 2,57% all'apertura del mercato, mentre il più ampio Topix è cresciuto del 2%, riflettendo il rinnovato ottimismo degli investitori.
Il principale catalizzatore di questa ripresa è stato il deprezzamento dello yen, sceso fino a quota 147,15 nei confronti del dollaro statunitense.
Si è trattato del più grande calo giornaliero dello yen da giugno 2022.
In genere, uno yen più debole avvantaggia gli esportatori giapponesi, poiché rende i loro prodotti più competitivi sul mercato globale, contribuendo ad aumentare i ricavi quando gli utili vengono rimpatriati.
Questo aumento delle azioni è avvenuto un giorno dopo che il nuovo Primo Ministro giapponese, Shigeru Ishiba, ha dichiarato pubblicamente che le condizioni economiche del Paese non supportano attualmente un altro aumento dei tassi di interesse.
I commenti di Ishiba seguono un incontro con il governatore della Banca del Giappone (BoJ) Kazuo Ueda, durante il quale entrambi i leader hanno discusso delle prospettive economiche e della politica monetaria del Paese.
"Non vediamo alcuna necessità immediata di un aumento dei tassi, date le attuali condizioni", ha affermato Ishiba, rafforzando la convinzione che il Giappone manterrà per il momento la sua posizione accomodante.
Il rally cinese si attenua mentre l'Hang Seng scende
Mentre il mercato azionario giapponese ha registrato notevoli guadagni, l'indice Hang Seng di Hong Kong è sceso del 3,3%, annullando parte dei guadagni registrati all'inizio della settimana.
In precedenza l'indice Hang Seng era cresciuto di oltre il 6%, spinto dalle misure di stimolo cinesi volte a sostenere la crescita economica.
Tuttavia, sembra che l'entusiasmo suscitato dalle misure di sostegno della Cina si sia affievolito, portando al calo delle azioni di Hong Kong di giovedì.
Il precedente rialzo dell'Hang Seng è stato alimentato da una serie di misure di sostegno annunciate dalle autorità cinesi, volte a stabilizzare il settore immobiliare del Paese e a stimolare un'attività economica più ampia.
Nonostante questi sforzi, il sentiment degli investitori si è raffreddato poiché la spinta degli stimoli inizia ad attenuarsi.
Principali dati economici da Australia e Giappone
Negli altri mercati regionali, l'indice S&P/ASX 200 australiano è salito dello 0,25% dopo dati economici contrastanti.
L'indice PMI composito della Judo Bank australiano, corretto per fattori stagionali, di settembre si è attestato a 49,6, in calo rispetto al 51,7 di agosto, indicando una contrazione dell'attività economica, scesa sotto la soglia dei 50.
L'indice PMI dei servizi di settembre è stato pari a 50,5, in calo rispetto al 52,5 di agosto, segnalando anche un rallentamento nel settore dei servizi.
Nonostante queste letture PMI più deboli del previsto, l'Australian Bureau of Statistics ha segnalato un surplus commerciale di 5,64 miliardi di dollari australiani ad agosto, leggermente al di sopra delle aspettative del mercato.
Questo surplus, sebbene in calo rispetto ai 6,01 miliardi di dollari australiani di luglio, ha fornito un certo sollievo al mercato australiano.
Nel frattempo, l'indice PMI composito finale delle banche giapponesi Au Jibun di settembre si è attestato a 52,0, in calo rispetto al 52,9 registrato ad agosto, il che suggerisce una modesta espansione nel settore privato.
Anche l'indice PMI dei servizi è sceso leggermente a 53,1, rispetto al 53,7 di agosto, indicando un leggero raffreddamento dell'attività nel settore dei servizi.
I mercati regionali reagiscono agli eventi globali
Nel resto della regione, le tensioni in Medio Oriente hanno mantenuto cauti gli investitori globali.
I conflitti in corso tra Israele e Libano, uniti agli attacchi missilistici dell'Iran in risposta all'uccisione del leader di Hezbollah Hassan Nasrallah, hanno creato incertezza sui mercati globali.
Nonostante queste tensioni geopolitiche, mercoledì i mercati azionari statunitensi hanno chiuso relativamente invariati, con l'S&P 500 in crescita solo dello 0,01% e il Dow Jones Industrial Average in crescita di 39 punti.
Con i mercati della Cina continentale chiusi per le festività della Golden Week fino all'8 ottobre, i volumi di scambio in tutta l'Asia sono stati leggermente inferiori al solito.
Anche i mercati di Taiwan sono rimasti chiusi per il secondo giorno, mentre l'isola si preparava al tifone Krathon.
L'aumento dell'indice Nikkei 225 del Giappone è attribuito principalmente all'indebolimento dello yen e ai segnali accomodanti della leadership del Paese, che indicano l'assenza di aumenti immediati dei tassi di interesse.
Tuttavia, il mercato asiatico più ampio ha registrato performance contrastanti, con l'indice Hang Seng di Hong Kong in calo dopo un forte rally all'inizio della settimana.
Gli investitori stanno ora osservando attentamente gli ulteriori sviluppi delle condizioni economiche globali, tra cui gli attuali conflitti in Medio Oriente e le aspettative sui tassi di interesse degli Stati Uniti, poiché continueranno a plasmare il sentiment del mercato nei prossimi giorni.
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