Il FMI intensifica la pressione affinché El Salvador freni Bitcoin e rafforzi le normative sulle criptovalute

Il FMI intensifica la pressione affinché El Salvador freni Bitcoin e rafforzi le normative sulle criptovalute
Deepali Singh
04 ott 2024, 11:45 AM
  • Il FMI esorta El Salvador a riconsiderare le sue politiche sui Bitcoin e a rafforzare la regolamentazione.
  • Dal 2021, El Salvador è sotto pressione da parte del FMI affinché torni alla finanza tradizionale.
  • Il FMI ha sollevato preoccupazioni a livello mondiale in merito alle criptovalute, proponendo tasse sulle plusvalenze e sull'uso dell'energia.

Il Fondo monetario internazionale (FMI) ha nuovamente esortato El Salvador a rivedere il suo approccio al Bitcoin e a rafforzare il quadro normativo per la valuta digitale.

Nel corso di una conferenza stampa del 3 ottobre, i rappresentanti del FMI hanno ribadito le loro preoccupazioni in merito alla decisione del Paese di rendere il Bitcoin una moneta a corso legale, chiedendo riforme nella gestione della criptovaluta.

Julie Kozack, direttrice del dipartimento di comunicazione del FMI, è intervenuta al briefing, ma non ha specificato quali cambiamenti esatti il FMI propone per El Salvador.

Tuttavia, ha chiarito che l'istituzione rimane cauta riguardo all'integrazione di Bitcoin nel sistema finanziario nazionale.

Da quando El Salvador è diventato il primo paese a legalizzare Bitcoin nel 2021, il FMI ha costantemente fatto pressione sul paese centroamericano affinché tornasse a pratiche finanziarie più tradizionali.

Nell’agosto 2024, il FMI ha ribadito preoccupazioni simili, ma ha riconosciuto che alcuni dei potenziali rischi legati all’adozione di Bitcoin “non si sono ancora materializzati”.

Ciò non ha impedito all'organizzazione di sostenere l'abbandono delle criptovalute.

Preoccupazioni globali su Bitcoin e criptovalute

Il FMI ha da tempo espresso riserve sul crescente utilizzo di Bitcoin e di altre criptovalute, soprattutto perché alcuni paesi cercano soluzioni alternative in risposta alla svalutazione delle valute legali.

Bitcoin, spesso pubblicizzato come alternativa decentralizzata ai sistemi monetari tradizionali, è stato adottato da privati e nazioni come misura di protezione contro l'inflazione e l'instabilità valutaria.

Nel 2023, il FMI è intervenuto per offrire consulenza tecnica ad Andorra, aiutando il Paese a istituire sistemi per monitorare le transazioni Bitcoin.

Entro marzo 2024, il FMI aveva suggerito al Pakistan di imporre una tassa sulle plusvalenze sulle criptovalute per poter beneficiare di un pacchetto di prestiti da 3 miliardi di dollari.

Inoltre, il FMI ha recentemente valutato l'idea di tassare il consumo energetico legato al mining di criptovalute come parte di un più ampio sforzo per ridurre le emissioni di carbonio.

Una tassa del genere potrebbe aumentare i costi energetici per i minatori fino all'85%, ponendo una sfida significativa per un settore già alle prese con l'aumento dei costi operativi e con le complessità dell'economia post-dimezzamento.

Spingere verso le valute digitali delle banche centrali

Sebbene il FMI continui a criticare le criptovalute non controllate dallo Stato, come Bitcoin, si è espresso apertamente a favore delle valute digitali delle banche centrali (CBDC).

A settembre, l'organizzazione ha presentato il suo framework "REDI", volto ad assistere le banche centrali di tutto il mondo nell'adozione delle CBDC.

REDI, acronimo di regolamentazione, istruzione, progettazione e incentivi, è stato ideato per aiutare le banche centrali a introdurre queste valute digitali in modo che siano apprezzate e vantaggiose per la popolazione.