Perché l'FBI ha creato il proprio token crittografico chiamato "NexFundAI"

Perché l'FBI ha creato il proprio token crittografico chiamato "NexFundAI"
Deepali Singh
10 ott 2024, 07:43 AM
  • L'FBI ha lanciato un token di criptovaluta, NexFundAI, per catturare i manipolatori di mercato.
  • Il Dipartimento di Giustizia ha avviato il suo primo procedimento penale contro società finanziarie per manipolazione del mercato delle criptovalute.
  • Gli imputati hanno utilizzato i classici schemi di pump-and-dump e wash trading per gonfiare i prezzi dei token.

Con una mossa rivoluzionaria, il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti (DOJ) ha accusato diciotto individui e aziende di manipolazione dei mercati delle criptovalute, segnando il primo procedimento penale nei confronti di società di servizi finanziari coinvolte in tali attività.

Il caso, desecretato mercoledì da un giudice federale, rivela un sofisticato schema volto a gonfiare il valore dei token di criptovaluta attraverso pratiche illegali.

Al centro dell'indagine c'era l'approccio unico del Federal Bureau of Investigation (FBI): la creazione di un proprio token di criptovaluta, denominato NexFundAI, e di una società fittizia per infiltrarsi e smascherare coloro che orchestravano la manipolazione del mercato.

La denuncia del Dipartimento di Giustizia sottolinea come questa operazione sotto copertura abbia preso di mira una nota società di criptovalute con un valore di mercato multimiliardario.

Primo procedimento penale contro società finanziarie in criptovaluta

Questo caso rappresenta la prima volta in cui il Dipartimento di Giustizia accusa società finanziarie, e non singoli individui, di manipolazione del mercato correlata alle criptovalute.

In precedenza, il Dipartimento di Giustizia aveva processato Avraham Eisenberg, condannato ad aprile per il suo coinvolgimento nella manipolazione della piattaforma Mango Markets.

Tuttavia, l'operazione sotto copertura dell'FBI ha introdotto un nuovo livello di creatività nelle tattiche delle forze dell'ordine.

Jodi Cohen, l'agente speciale a capo dell'ufficio dell'FBI di Boston, ha dichiarato che l'agenzia ha compiuto un "passo senza precedenti" progettando un nuovo token di criptovaluta e utilizzandolo come esca per attirare presunti manipolatori.

Questa strategia, secondo Cohen, ha avuto un ruolo fondamentale nel catturare i responsabili dell'aumento artificiale dei prezzi dei token.

Schema antico in un nuovo settore
Sebbene la criptovaluta possa rappresentare un panorama finanziario relativamente nuovo, i metodi utilizzati per manipolarla non lo sono.

La denuncia descrive le tattiche di manipolazione impiegate dagli imputati, come il wash trading, una pratica in cui vengono creati falsi ordini di acquisto e vendita per simulare la domanda di mercato, come uno “schema vecchio di un secolo”.

La manipolazione del mercato è un problema noto nel settore delle criptovalute da anni.

In particolare, gli exchange offshore sono noti per gonfiare i prezzi dei token: alcuni analisti stimano che fino al 50% o più di tutti i volumi di scambio siano artificialmente aumentati attraverso pratiche ingannevoli.

NexFundAI: un token creato per denunciare le frodi
La creazione da parte dell'FBI di NexFundAI, che operava sulla blockchain di Ethereum, ha consentito agli agenti di contattare i principali attori del mercato con il pretesto di cercare i loro servizi illeciti.

Uno degli imputati, che si è definito la “mente”, ha descritto come la sua azienda utilizzasse bot automatizzati per eseguire ordini di acquisto e vendita simultanei su borse centralizzate per aumentare il volume degli scambi.

A settembre, l'imputato ha richiesto un pagamento anticipato di 2.000 dollari per i suoi servizi e, ancora la scorsa settimana, i robot della sua azienda stavano ancora portando a termine milioni di dollari di operazioni di lavaggio.

Alla fine le forze dell'ordine sono intervenute, disattivando i bot.

È interessante notare che, secondo DEX Screener, un servizio di monitoraggio dei prezzi delle criptovalute, NexFundAI è ancora attivamente scambiata con una capitalizzazione di mercato di circa $ 237.000, anche dopo la crisi.

Saitama e Gotbit: un piano di pump-and-dump da 7,5 miliardi di dollari
Tra i principali attori di questo schema c'era Saitama, un'azienda di criptovalute con sede nel Massachusetts.

Secondo il Dipartimento di Giustizia, Saitama ha collaborato con un market maker chiamato Gotbit per aumentare il valore del suo token fino alla straordinaria cifra di 7,5 miliardi di dollari.

Si dice che i dirigenti di Saitama vendessero i loro token in segreto, incassando decine di milioni di dollari di profitti dal mercato gonfiato.

Gotbit, che in precedenza era stato segnalato per comportamento non etico, ha avuto un ruolo significativo in questa manipolazione.

Un cofondatore di Gotbit aveva ammesso a CoinDesk nel 2019 che le pratiche dell'azienda "non erano del tutto etiche".

Imputati internazionali e azioni legali più ampie
Molti degli imputati operavano a livello internazionale, con attori chiave con sede in Portogallo e Russia.

Cinque degli imputati si sono già dichiarati colpevoli o hanno accettato di collaborare con il Dipartimento di Giustizia in cambio di pene più clementi.

Oltre alle accuse penali mosse dal Dipartimento di Giustizia, la Securities and Exchange Commission (SEC) ha depositato distinte denunce civili, accusando le società di market making di aver violato le leggi statunitensi sui titoli azionari.

Questo caso costituisce un precedente significativo nel mondo della regolamentazione delle criptovalute e potrebbe segnalare un atteggiamento più aggressivo da parte delle autorità statunitensi nella lotta alle pratiche fraudolente nel settore.

Il successo dell'azione penale del Dipartimento di Giustizia, rafforzato dal lavoro sotto copertura dell'FBI, evidenzia la crescente sofisticatezza delle forze dell'ordine nel contrastare i reati finanziari nell'era digitale.