Cosa rivela l'espansione del PMI cinese di ottobre sull'impatto del sostegno fiscale

Cosa rivela l'espansione del PMI cinese di ottobre sull'impatto del sostegno fiscale
Srinibas Rout
31 ott 2024, 06:54 AM
  • L'indice PMI cinese è salito a 50,1, segnando la prima espansione in sei mesi.
  • L'andamento positivo in tutti i settori evidenzia i primi effetti delle mosse fiscali strategiche di Pechino.
  • Il piano di stimolo prevede 2 trilioni di yuan (circa 284 miliardi di dollari) in obbligazioni sovrane.

Il settore manifatturiero cinese ha mostrato segnali di ripresa a ottobre, con l'indice dei responsabili degli acquisti (PMI) che ha raggiunto quota 50,1, segnando la prima espansione in sei mesi.

Questa ripresa, unita a un leggero incremento dell'indice PMI non manifatturiero a 50,2, suggerisce che le recenti misure di stimolo di Pechino stanno iniziando a risollevare l'attività economica e ad aumentare la fiducia in tutti i settori.

Mentre la Cina è alle prese con una brusca flessione del mercato immobiliare e un clima di fiducia dei consumatori debole, questi ultimi dati segnalano un potenziale successo iniziale per i decisori politici che mirano a raggiungere l'obiettivo di crescita annuale del 5% attraverso un rinnovato sostegno fiscale.

L'aumento dell'indice PMI di ottobre, in aumento rispetto al 49,8 di settembre e superando la soglia critica dei 50 punti che separa la crescita dalla contrazione, indica un graduale miglioramento nel settore manifatturiero.

Inoltre, l'indice PMI non manifatturiero, che comprende sia il settore delle costruzioni sia quello dei servizi, è salito da 50,0 a settembre a 50,2 a ottobre.

L'andamento positivo in tutti i settori evidenzia i primi effetti delle mosse fiscali strategiche di Pechino, in particolare l'impennata delle emissioni di titoli di Stato negli ultimi mesi.

Una parte significativa del rinnovato approccio fiscale della Cina prevede l'accelerazione della spesa pubblica, finanziata in gran parte da un'emissione record di obbligazioni governative registrata tra agosto e settembre.

Si dice che questi fondi abbiano rafforzato le infrastrutture e altri investimenti critici, immettendo liquidità in settori che affrontano sfide prolungate, in particolare l'edilizia e la produzione manifatturiera.

Secondo Xu Tianchen, economista senior dell'Economist Intelligence Unit, l'intensificazione dell'emissione di obbligazioni è un fattore chiave di questa fase iniziale di ripresa.

Xu ha osservato che la liquidità extra fornita dai titoli si traduce direttamente in spesa fiscale, a dimostrazione della determinazione del governo ad affrontare sia le preoccupazioni economiche immediate sia la stabilità finanziaria a lungo termine.

Il coraggioso pacchetto di stimoli della Cina

Alla fine di settembre, la Cina, guidata dal presidente Xi Jinping, ha introdotto un solido pacchetto fiscale e monetario volto a stabilizzare la propria economia nonostante i primi segnali di recessione.

Il piano di stimolo prevede 2 trilioni di yuan (circa 284 miliardi di dollari) in obbligazioni sovrane, stanziati per metà per alleviare il debito degli enti locali e per l'altra metà per iniziative di sostegno ai consumatori.

Anche la Banca Popolare Cinese (PBOC) ha tagliato i tassi di interesse chiave, riducendo il tasso di interesse di prestito a medio termine a 1 anno al 2% e il tasso di riferimento principale all'1,5%, con l'obiettivo di ridurre i costi di prestito e incoraggiare i prestiti in tutti i settori.

Per risollevare il mercato immobiliare in difficoltà, il governo ha abbassato l'acconto minimo per chi acquista una seconda casa dal 25% al 15%.

Questa riduzione è volta a stimolare gli acquisti di case e a portare stabilità al mercato immobiliare, che ha dovuto affrontare sfide prolungate.

Nell'ambito di un'azione volta a risollevare i mercati finanziari, Pechino ha stanziato 500 miliardi di yuan in prestiti per fondi di investimento e broker, integrati da 300 miliardi di yuan per finanziare il riacquisto di azioni proprie per le società quotate.

Queste misure sono concepite per rafforzare la fiducia del mercato e contrastare l'erosione della ricchezza causata dall'attuale crisi immobiliare.

Questo pacchetto completo segna un cambiamento rispetto alle precedenti misure più limitate introdotte a maggio, sottolineando l'impegno di Pechino verso un approccio "tutto il necessario" alla stabilizzazione economica, nel perseguimento del suo obiettivo di crescita del 5% per il 2024.

La sfida è ricostruire la fiducia dei consumatori

Le sfide economiche della Cina sono state aggravate da un mercato immobiliare in difficoltà e da una domanda interna tiepida.

Tuttavia, i primi segnali di ripresa nel settore manifatturiero, insieme all'intervento fiscale di Pechino, indicano che la fiducia potrebbe gradualmente tornare.

La proposta di emettere nei prossimi anni oltre 10 trilioni di yuan (1,40 trilioni di dollari) di debito aggiuntivo, destinato principalmente a far fronte ai debiti degli enti locali, potrebbe rafforzare ulteriormente la fiducia e garantire prospettive fiscali più stabili.

Questa emissione di debito su larga scala, la cui approvazione è prevista a breve, fornirebbe un supporto fondamentale agli enti locali che gestiscono un debito ingente in nero, consentendo loro di reinvestire nelle economie locali e stabilizzare le condizioni finanziarie.

Per sostenere questi primi segnali di ripresa, la Cina dovrà gestire i principali rischi sia a livello nazionale che internazionale.

A livello nazionale, la sfida consiste nel ricostruire la fiducia dei consumatori e affrontare la fragilità del mercato immobiliare, che continua a rappresentare un grave ostacolo all'attività economica.

A livello esterno, il settore manifatturiero cinese resta sensibile alle variazioni della domanda globale, alle politiche commerciali e alle tensioni geopolitiche, in particolare con importanti partner commerciali come gli Stati Uniti.

Nel complesso, l'espansione dell'indice PMI di ottobre rappresenta un segnale incoraggiante dell'impatto del sostegno fiscale della Cina, ma una ripresa duratura richiederà continui aggiustamenti delle politiche e un sostegno mirato per gestire le incertezze nazionali e globali.

È probabile che i decisori politici mantengano un delicato equilibrio tra la stimolazione della crescita e la gestione dei rischi del debito, per consentire alla seconda economia mondiale di proseguire sulla strada giusta verso i suoi obiettivi di crescita.