Gli Stati Uniti approvano un finanziamento di 6,6 miliardi di dollari per i chip di TSMC in Arizona prima dell'insediamento di Trump

Gli Stati Uniti approvano un finanziamento di 6,6 miliardi di dollari per i chip di TSMC in Arizona prima dell'insediamento di Trump
Diya Poddar
15 nov 2024, 12:29 PM
  • TSMC investe 65 miliardi di dollari in Arizona, aggiungendo una terza fabbrica entro il 2030.
  • Il sussidio comprende 5 miliardi di dollari in prestiti a basso costo e accordi di partecipazione agli utili.
  • Il Chips Act stanzia 36 miliardi di dollari per progetti nazionali nel settore dei semiconduttori.

Il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti ha finalizzato un accordo di sovvenzione da 6,6 miliardi di dollari con la Taiwan Semiconductor Manufacturing Co. (TSMC) per le sue attività di produzione di chip a Phoenix, in Arizona.

Questo accordo rappresenta il primo importante stanziamento nell'ambito del Chips and Science Act da 52,7 miliardi di dollari, introdotto nel 2022 per sostenere la produzione nazionale di semiconduttori.

Il contratto, che segue un accordo preliminare annunciato ad aprile, mira a produrre sul suolo statunitense i chip più avanzati al mondo.

L'investimento ampliato di TSMC ammonta ora a 65 miliardi di dollari, garantendo che il suo stabilimento di Phoenix ospiterà la tecnologia all'avanguardia a 2 nanometri entro il 2028.

Un investimento da 65 miliardi di dollari porta chip all'avanguardia in Arizona

L'impegno di TSMC nei confronti del suo stabilimento di Phoenix segna un notevole passo avanti per l'industria dei semiconduttori statunitense.

La società, che inizialmente aveva pianificato un investimento di 40 miliardi di dollari, ha aumentato il suo finanziamento di 25 miliardi di dollari, portandoli a 65 miliardi di dollari all'inizio di quest'anno.

Questa espansione include l'aggiunta di un terzo stabilimento di fabbricazione (fab) in Arizona entro il 2030.

Lo stabilimento di Phoenix ospiterà la tecnologia a 2 nanometri di TSMC, il processo di produzione di chip più avanzato al mondo.

Si prevede che la produzione inizierà nel 2028, a dimostrazione dell'ambizione degli Stati Uniti di assumere un ruolo guida nell'innovazione dei semiconduttori.

TSMC utilizzerà la sua tecnologia di produzione dei chip A16, consolidando il ruolo dell'Arizona come polo per la produzione avanzata.

I prestiti governativi e gli accordi di partecipazione agli utili modellano l’accordo

Il sussidio TSMC comprende fino a 5 miliardi di dollari in prestiti governativi a basso costo.

I fondi saranno erogati in tranche legate al raggiungimento di specifici traguardi del progetto; si prevede che 1 miliardo di dollari sarà erogato entro la fine dell'anno.

Come parte dell'accordo, TSMC si è impegnata a rinunciare ai riacquisti di azioni per cinque anni, tranne in determinate condizioni, e condividerà eventuali profitti in eccesso con il governo degli Stati Uniti nell'ambito di un "accordo di condivisione dei profitti".

Il Segretario al Commercio Gina Raimondo ha sottolineato l'importanza strategica dell'accordo, affermando che riflette misure sia offensive che difensive nell'approccio degli Stati Uniti al predominio nel settore dei semiconduttori.

Il sussidio è inoltre in linea con gli sforzi volti a garantire che gli acquirenti nazionali di chip diano priorità ai prodotti realizzati negli Stati Uniti, rafforzando gli obiettivi di sicurezza nazionale.

Atto sui Chips

Il Chips and Science Act, approvato dal Congresso nel 2022, mira a rivitalizzare l'industria statunitense dei semiconduttori, che attualmente non è in grado di produrre internamente chip all'avanguardia.

Con uno stanziamento di 36 miliardi di dollari per progetti sui chip, la legge ha attirato investimenti da parte di attori globali.

Ciò include 6,4 miliardi di dollari per Samsung in Texas, 8,5 miliardi di dollari per Intel e 6,1 miliardi di dollari per Micron Technology. I funzionari del Commercio stanno lavorando per finalizzare questi accordi prima che l'amministrazione del Presidente Biden si concluda a gennaio.

Il Chips Act sottolinea l'importanza della tecnologia dei semiconduttori per la sicurezza nazionale e la resilienza economica.

Oltre a TSMC, questi investimenti mirano a creare una solida catena di fornitura nazionale e a ridurre la dipendenza dalla produzione estera.

Controlli sulle esportazioni e preoccupazioni per la sicurezza nazionale della Cina

Il sussidio di TSMC giunge in un periodo di crescenti tensioni geopolitiche, in particolare per quanto riguarda le esportazioni di chip verso la Cina.

Sebbene il Dipartimento del Commercio abbia ordinato a TSMC di sospendere le spedizioni di chip avanzati ai clienti cinesi, non è stata ancora fatta alcuna conferma ufficiale.

Raimondo ha sottolineato che garantire che nessuna azienda sovvenzionata violi i controlli sulle esportazioni statunitensi è un aspetto fondamentale della strategia del governo sui semiconduttori.

Per Raimondo le preoccupazioni per la sicurezza nazionale restano una priorità, affermando:

Trasformare il panorama dei semiconduttori negli Stati Uniti

L'investimento di TSMC rappresenta un cambiamento epocale nel panorama dei semiconduttori statunitense.

Entro il 2030, lo stabilimento di Phoenix non solo produrrà chip all'avanguardia, ma fungerà anche da componente fondamentale di una strategia più ampia per proteggere le catene di fornitura nazionali.

L'accordo sottolinea l'intersezione tra tecnologia, economia e geopolitica, mentre gli Stati Uniti cercano di affermare la propria posizione dominante in un settore fondamentale per l'innovazione futura.

Il sussidio segna una svolta per l'industria dei semiconduttori, segnalando un passaggio verso l'autosufficienza regionale e la leadership tecnologica.

Grazie ai continui investimenti previsti dal Chips Act, gli Stati Uniti si stanno posizionando per competere in un mercato globale dei semiconduttori sempre più frammentato.